Un avvocato penalista, Francesco Pagliuso, di 43 anni, è stato ucciso in un agguato a colpi sparati con un revolver, a Lamezia Terme, nei pressi di casa: una zona centrale di Sambiase; era solo in auto

Un avvocato penalista, Francesco Pagliuso, di 43 anni, è stato ucciso in un agguato a colpi sparati con un revolver, a Lamezia Terme, nei pressi di casa: una zona centrale di Sambiase; era solo in auto

-10 08 2016-"Un avvocato penalista, Francesco Pagliuso, di 43 anni, fonte Ansa, è stato ucciso in un agguato a Lamezia Terme. Pagliuso, nel momento dell'agguato, era alla guida della propria automobile e stava facendo rientro a casa.

Il penalista, noto negli ambienti forensi calabresi, è stato assassinato con alcuni colpi di pistola. Sono in corso le indagini dei Carabinieri.

Lamezia Terme, i due avvocati uccisi, Antonio Pagliuso e Ciriaco Torquato

 

L'agguato contro l'avvocato Pagliuso è avvenuto nei pressi della casa del penalista, nel centro abitato di Lamezia Terme. Pagliuso, nel momento in cui è stato ucciso, era solo in auto.

Raggiunto da numerosi colpi sparati con un revolver in varie parti del corpo, il penalista è morto all'istante.

A trovare il suo corpo, nel corso della notte, sono stati i carabinieri, avvertiti dai familiari della vittima allarmati per il fatto che il penalista non rispondeva al cellulare.

Una vendetta legata alla sua attività professionale: é l'ipotesi che viene seguita in prima battuta nelle indagini, condotte dai carabinieri. Pagliuso, come avvocato, aveva un vasto giro di clienti, molti dei quali legati ad ambienti della 'ndrangheta e della criminalità in genere.

 

Tra i suoi clienti anche persone comuni con pendenze di vario tipo con la giustizia o coinvolte in controversie di natura privata. In più la vittima aveva interessi in vari settori economici, in particolare nella ristorazione. É verosimile, dunque, che Pagliuso sia rimasto vittima di una vendetta.

Si tratta adesso di accertare chi e perché abbia voluto che Pagliuso morisse, o uccidendo personalmente il professionista o incaricando a tale scopo un killer.

La sagoma, a quanto si apprende non riconoscibile, della persona che nella tarda serata di ieri ha ucciso a Lamezia Terme l'avvocato Francesco Pagliuso é stata ripresa dalle telecamere del sistema di videosorveglianza del giardino dell' abitazione del penalista in cui é avvenuto l'omicidio.

Nelle riprese si vede l'assassino che si avvicina all'automobile di Pagliuso e spara due colpi con un revolver che provocano la morte istantanea del penalista e poi darsi alla fuga.

L'assassino si sarebbe introdotto nel giardino praticando un buco nella recinzione. Le immagini sono adesso al vaglio dei carabinieri e si spera possano dare un concreto contributo per identificare l'assassino.

E' dello scorso giugno una vicenda che ha riguardato l'avvocato Pagliuso. Il legale, difensore di padre e figlio, Domenico e Giovanni Mezzatesta, condannati all'ergastolo per un duplice omicidio avvenuto nel gennaio del 2014 in un bar di Decollatura (Catanzaro) era riuscito in Cassazione a far annullare la sentenza.

La prima sezione della Suprema Corte aveva, infatti, escluso la premeditazione ed aveva rimesso gli atti alla Corte d'Assise di appello di Catanzaro per la rideterminazione della pena. Domenico e Giovanni Mezzatesta, 61 e 42 anni, sono accusati dell'omicidio di Francesco Iannazzo e Giovanni Vescio, di 29 e 36 anni, uccisi in un bar mentre seduti su un divano sorseggiavano una bibita

Le fasi del duplice omicidio vennero riprese dalle telecamere di sorveglianza. Nei fotogrammi si vedono Iannazzo e Vescio entrare nel bar. I due si siedono insieme ad altre persone.

Stanno discutendo, quando nel locale entrano Domenico e Giovanni Mezzatesta che iniziano a parlare con loro. La discussione va avanti per un po' in un crescendo di alterazione fino a quando i Mezzatesta impugnano le pistole che hanno con loro e le puntano contro Iannazzo e Vescio.

Nel bar e' un fuggi fuggi: c'e' chi si ripara sotto il bancone, chi riesce a scappare, chi si chiude in bagno. Ora sono gli uni di fronte agli altri. Giovanni esce e fa da "palo" mentre il padre rimane all'interno e spara.

A questo punto il figlio rientra. A terra c'e' Giovanni Vescio che tenta di reagire. Giovanni Mezzatesta lo colpisce al volto con un calcio. Impugna l'arma e la punta contro l'uomo.

Sembra che esploda un colpo. La pistola, pero', si inceppa ed il padre lo spintona per farlo uscire a controllare se nel frattempo i colpi hanno richiamato qualcuno.

Quindi, rimasto solo con le vittime, Domenico Mezzatesta spara il colpo di grazia in testa ad entrambi".

Il secondo avvocato, dopo Ciriaco Torquato, ucciso il 1° marzo 2002, a Lamezia; lungo la strada, che collega Lamezia con Maida intorno alle 23, mentre tornava a casa dal suo studio.

"Durante un processo contro la cosca Giampà di Lamezia Terme, fonte Wikipedia, il GIP della DDA, nel dire che nel mirino della stessa vi erano anche personaggi estranei al mondo della criminalità, fa riferimento a un noto avvocato di Lamezia ucciso chiaramente dalla 'Ndrangheta, confermando la matrice mafiosa del delitto.

Il 22 gennaio 2014 la DDA di Catanzaro comunica che le indagini sull'omicidio dell'avvocato Ciriaco sono state chiuse. Gli indagati per il momento sono tre: Tommaso Anello, boss dell'omonima cosca operante nel lametino, all'epoca dei fatti alleata con i Torcasio di Lamezia, Giuseppe e Vincenzino Fruci.

All'omicidio avrebbero partecipato anche Santo Panzarella, scomparso nel luglio 2002, e Francesco Michienzi, oggi collaboratore di giustizia.

L'organizzazione e il movente del delitto sono stati ricostruiti grazie alle dichiarazioni di Michienzi e di altre persone ascoltate nel corso delle indagini alle quali sono seguiti degli oggettivi riscontri.

L'avvocato sarebbe stato ammazzato a causa del suo interessamento, per conto di un suo cliente, Salvatore Mazzei, grosso imprenditore edile di Lamezia, al complesso aziendale di una società edile fallita e ad alcuni terreni limitrofi; beni che la cosca Anello voleva finissero ad un imprenditore già sottoposto ad estorsione.

Nell'omicidio sarebbero coinvolte anche altre persone le cui posizioni sono ancora al vaglio degli inquirenti.".".

 

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