Successo delle quattro giornate di Bova Marina dedicate al 110° anniversario dell'autonomia comunale

Successo delle quattro giornate di Bova Marina dedicate al 110° anniversario dell'autonomia comunale

11.08.2018 14:30 - Elio Cotronei release - 

 

Auditorium gremito nel tardo pomeriggio di Mercoledì in occasione dell'apertura delle manifestazioni attivate dalla Commissione straordinaria - animatrice instancabile la dott.ssa Crea che le ha fortemente volute - in occasione della ricorrenza. 

Erano presenti quasi tutte le autorità politiche a partire dal presidente del Consiglio Regionale Irto e dal Prefetto; numerosissimi i sindaci, le forze dell'ordine e le autorità religiose. Era presente l'assessore del Comune di Delianuova Teresa Cordova

Non una festa ma un doveroso momento di riflessione, ripeto doveroso e prioritario, considerato quello che sta avvenendo a Bova Marina negli ultimi tempi e in particolare negli ultimi anni. 

Se è vero, come è vero, che Bova Marina a partire dal 2000 ha cominciato a perdere lentamente la  sua identità di comune vivo, altamente impegnato sul piano culturale, esemplare nel versante ionico meridionale, fino a precipitare in ripetuti scioglimenti dei Consigli Comunali per infiltrazioni illecite, una ragione profonda ci deve essere. 

E la colpa di tutto questo non è dei Commissari i quali applicano le norme esistenti e, certamente,  non possono fare altro, ma, altrettanto certamente, è di quanti hanno attivato sinergie negative e hanno portato i cittadini, alla fine, a doversi sobbarcare gli oneri sotto forma di balzelli applicati per legge con le massime aliquote.

Il 35% dei presenti era bovese - tra questi palesamente mancavano molti  politici locali, anche questo è un argomento di riflessione - e il 65% veniva da fuori Bova Marina a dimostrazione   dell'ampia ricaduta dell'evento.

Probabilmente c'è un problema antropologico!

La manifestazione non ha gravato sulle casse comunali, peraltro vuote, avendo goduto del patrocinio  del Consiglio Regionale.

Ha introdotto la dottoressa Crea - il cui intervento riporteremo nel prossimo servizio, quindi il Sindaco di Bova e l'assessore di Delianuova, poi la lunga carrellata storica non disgiunta dai  rilevani aspetti economici e identitari dell'Area,  che ha inchiodato il folto pubblico per circa 45 minuti. Ha Concluso il Prefetto della Città Metropolitana.

Una mostra a cura dell'Archivio di Stato, dott.ssa Maria Fortunata Minasi, ha fatto da corollario

 

Un concerto della Banda di Rappresentanza della Reale Accademia Filarmonica di Gerace ha concluso la serata in Piazza Municipio. Un’occasione per ascoltare della buona musica e disintossicarsi dai “rumori” musicali che spesso si subiscono. A sorpresa la soprano Francesca Canale con l’inno nazionale

Dopo il clamore e il richiamo costituito dalle molte autorità presenti, il programma e poi continuato nei giorni successivi con la presenza di molti appassionati.

Notevole nella seconda serata l'intervento dell'ing. Orlando esperto di programmi europei e di politiche di sviluppo.

Nella terza serata, dedicata all'archeologia, alla evoluzione della lingua grecanica e alla tradizione musicale, una bella testonianza è stata quella di Salvino Nucera e del musicista Santagati. Il Nucera riassume il professore di lettere e il grecofono autentico, un'accoppiata tanto necessaria quanto rara considerato che la stragrande maggioranza di coloro che si occupano di lingua, storia e cultura grecocalabra, o non hanno studi coerenti e adeguati o hanno studi e non sono grecofoni o sono intrusi che hanno subdorato il business dei contributi e annaspano copiando gli studi e le ricerche altrui e, ovviamente, atteggiandosi da esperti senza rinunciare ad accusare gli altri di essere interessati, cioè di avere i difetti di cui sono portatori.

Il Nucera ha evidenziato come la presenza di termini arcaici, del periodo di Omero, inesistenti nel greco successivo, testimonia la continuità dell'apporto linguistico tra il periodo magno-greco e il periodo bizantino che certamente rinforzò e allargò la tradizione linguistica precedente. Diventa sterile la querelle sulla provenienza della parlata.

Si concludono le manifestazioni con un tuffo nella contemporaneità costituito da un concerto serale anni '60-'70.

Le riflessioni avviate con le manifestazioni appena concluse impongono una continuazione per passare dalla sfera analitica a quella pragmatica.

Ci sono pesenti interrogativi che riguardano la sfera politica, anzi sociopolitica. C'è un ruolo dei partiti che è venuto meno non esercitando più un  ruolo di riflessione, formazione, costruzione del consenso. Anzi ancora peggio: manipoli numericamente insignificanti, vale a dire che non rappresentano nessuno, usano e usurpano  sigle di partito per prendere accordi, preparare liste e, naturalmente, lo fanno negli ultimissimi mesi a ridosso delle elezioni.

Con i risultati ben noti dove vengono travolti anche i malcapitati perbene.

Al fondo c'è l'esigenza di recuperare ideali come motori di progresso, di spinta verso una società migliore.

C'è bisogno di recuperare coerenza e non essere bandiere al vento-

C'è l'esigenza di recuperare etica in un mondo corrotto dal malaffare.

Amministrare vuol dire spendere una parte della propria vita per il benessere comune all'interno del quale c'è anche il proprio.

Amministrare non vuol dire badare solo all'interesse proprio, a fare affarucci, a sfruttare la posizione politica per qualche vantaggio, ecc. ecc.

Ma questa è un'altra storia.

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