Portigliola - Successo per l’evento “Quando la passione diventa ossessione”

Portigliola  -  Successo per l’evento “Quando la passione diventa ossessione”

19.07.2016  9:10

di Francesca Martino - 

 

Per la maggior parte delle persone, l’amore è un sentimento meraviglioso, l’unione di due individui che si sentono un entità sola; ma per altrepuò diventare un’ossessione, un desiderio maniacale di possedere l’altro.

 

E’ stato questo il tema dibattuto nel corso dell’evento “Amore  e possesso:quando la passione diventa ossessione” organizzato dal Comune di Portigliola in collaborazione con l’Associazione culturale “Don Fabio Falduto” e l’Oratorio San Nicola.

 

L’incontro è stato moderato dall’Avv. Anna Lisa Raschillà e sono intervenuti il Sindaco di Portigliola Rocco Luglio; il Sacerdote Nicola Commisso Meleca, Rettore Seminario Vescovile di Locri e Parroco di Portigliola e la Dott.ssa Delfino per i servizi sociali.

“E’ necessario parlare sempre delle violenza di genere, perché ormai è divenuta una ferita della società, ed è importante dare segni di reazione – ha dichiarato il Sindaco Rocco Luglio -

La politica deve fornire gli strumenti necessari per debellare questo male, i convegni sono utili ma basilari sono le strutture, i centri operativi per fare prevenzione.

 

La violenza sulle donne non è un fatto privato ma una violazione dei diritti umani. Ognuno può fare qualcosa, su questo tema non c'è delega. Se tutti abbandonassero l'indifferenza e facessero qualcosa, i violenti verrebbero messi all'angolo".

 

“La donna è l’unica creatura che può stare di fronte all’uomo, poiché tra loro c’è una corrispondenza di pari dignità. Non c’è amore se la libertà viene soffocata – ha sottolineato il Parroco Nicola Commisso Meleca”

 

Pensiero condivo dalla Dott.ssa Delfino: “La passione che diventa ossessione è una malattia, perché da anni si considera la donna come una proprietà, dunque non viene riconosciuta la sua individualità, soprattutto adesso che il ruolo della donna nella società si è evoluto e non tutti gli uomini riescono a gestirlo ed accettarlo.

 

L’unico mezzo che può cambiare o quantomeno modificare il comportamento violento di alcuni uomini è l’opera delle madri, che devono trasmettere sentimenti positivi all’interno della famiglia”.

 

Invece lo Psicologo e Psicoterapeuta Sandro Autolitano  ha tracciato le origini degli atti violenti perpetrati contro le donne: “E’ estremamente importante parlare di questo argomento. Nascere uomo o donna è un fatto intriso di significati culturali, una ricchezza che nel corso del tempo ha assunto connotazioni differenti.

 

Essere donna è divenuta ultimamente debolezza, schiacciando la pari dignità tra due persone.

Le cause vanno ricercate nell’infanzia, un bambino amato e protetto sarà sempre più un adulto equilibrato e rispettoso e allontanerà la cosiddetta dipendenza affettiva dell’altro, quando l’amore si trasforma in un ossessione che travolge e fa soffrire”.

 

Tuttavia è ormai noto che le vittime di tale piega sociale sono mogli, fidanzate, compagne, uccise dai partner. Delitti che si sentono definire, "femminicidi": parola che rischia di ottenere anche  un effetto opposto a quello che si propone, che finisce per farli intendere come chiusi in una categoria, meno gravi dei normali omicidi.

 

Dunque, piace poco il termine "femminicidio" che si sta diffondendo perché sempre più frequenti sono gli atti che vuole definire: gli assassini nella famiglia, cioè, le cui vittime sono mogli, fidanzate, compagne, sia ex che ancora in essere, ammazzate dai partner per gelosia, per vendetta o anche per quello che qualcuno immancabilmente si affretta a definire "troppo amore".

 

Delitti in preoccupante crescita, un anno dopo l'altro. Difficoltà economiche, disoccupazione o non possono che essere benzina sul fuoco di un carattere tendenzialmente aggressivo o, anche, soltanto difficile, diffidente, insicuro. Affamato di possesso.

 

Delitti che da qualche tempo si sentono definire, per una certa ansia di precisione, femminicidi. Questo rischia di farli subito intendere come minori, meno gravi dei normali omicidi. Ma le parole contano, ed è pericoloso usarle con leggerezza perché possono modificare la percezione.

 

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