Parroco invita fedeli a messa boss, chiesa rimasta chiusa. Parroco invita a messa boss: 'Papa mi riceva, sono addolorato'

 Parroco invita fedeli a messa boss, chiesa rimasta chiusa. Parroco invita a messa boss: 'Papa mi riceva, sono addolorato'

27 dicembre 2016     23:11

Posted by Domenico Salvatore

Cosa Nostra, Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita, mafia, malaffare. La Chiesa, ha fatto il suo dovere sino in fondo? Ha delle responsabilità? Lo scrittore, saggista, antropologo e magistrato Nicola Gratteri, ha dei dubbi al riguardo. Con la sua 'spalla' di sempre Antonio Nicaso, docente delle Università americane, giornalista, scrittore, ha dedicato all'argomento, una delle sue ultime uscite"Acqua Santissima", Mondadori Editore

Quant' è sottile la soglia fra legalità ed illegalità, lecito ed illecito? Che autonomia ha un parroco sul suo territorio? Ed il Vescovo? E la CEI? Gli accordi fra la Chiesa e lo Stato sono efficienti, funzionali ed efficaci oppure bisogna oliare gl'ingranaggi? C'è bisogno di una revisione per ottimizzarli?

Patti Lateranensi.
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
"Patti Lateranensi è il nome che è stato stabilito per gli accordi di mutuo riconoscimento tra il Regno d'Italia e la Santa Sede sottoscritti l'11 febbraio 1929, grazie ai quali per la prima volta dall'Unità d'Italia furono stabilite regolari relazioni bilaterali tra Italia e Santa Sede.
 
Presero il nome del palazzo di San Giovanni in Laterano in cui avvenne la firma degli accordi, che furono negoziati tra il cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri per conto della Santa Sede e il presidente del Consiglio dei ministri nonché Duce d'Italia Benito Mussolini per conto del Regno d'Italia.

Il rapporto tra Stato e Chiesa era precedentemente disciplinato unilateralmente dalla cosiddetta «legge delle Guarentigie», approvata dal Parlamento italiano il 13 maggio 1871 dopo la presa di Roma.

La legge delle Guarentigie non venne mai riconosciuta dai Pontefici, da Pio IX in poi; la somma stanziata anno per anno dal governo italiano venne conservata in un apposito conto, in attesa di concludere un accordo con la Santa Sede.
Il contenuto dei Patti
I Patti Lateranensi consistono in tre distinti documenti: il primo riconosce l'indipendenza e la sovranità della Santa Sede che fondava lo Stato della Città del Vaticano; secondo: la "Convenzione Finanziaria" che prevedeva un risarcimento di 750 milioni di lire a beneficio della Chiesa.

Regolava cioè le questioni sorte dopo le spoliazioni degli enti ecclesiastici a causa delle leggi eversive; e terzo: il Concordato che definiva le relazioni civili e religiose in Italia tra la Chiesa e il Governo (prima d'allora, cioè dalla nascita del Regno d'Italia, sintetizzate nel motto: «libera Chiesa in libero Stato»).

È stata inoltre prevista l'esenzione, al nuovo Stato denominato «Città del Vaticano», dalle tasse e dai dazi sulle merci importate e il risarcimento di "1 miliardo e 750 milioni di lire e di ulteriori titoli di Stato consolidati al 5 per cento al portatore, per un valore nominale di un miliardo di lire" per i danni finanziari subiti dallo Stato pontificio in seguito alla fine del potere temporale.

Nel precedente[quale?] Concordato, nel quale ancora vigeva la norma del giuramento dei nuovi vescovi al Governo italiano, l'unico vescovo che non era obbligato a giurare fedeltà all'Italia era colui che fa le veci del Pontefice nella sua qualità di vescovo di Roma, cioè il cardinale vicario.

Questa eccezione alla regola, che appariva nel Concordato, era stata prevista proprio in segno di rispetto dell'indipendenza del Papa da parte dell'Italia.

Il suo vicario non deve essere sottoposto al giuramento, perché rappresenta il vescovo effettivo della città di Roma, cioè il Papa. Il governo italiano acconsentì di rendere le sue leggi sul matrimonio e il divorzio conformi a quelle della Chiesa cattolica di Roma e di rendere il clero esente dal servizio militare.

I Patti garantirono alla Chiesa il riconoscimento del cattolicesimo quale religione di Stato in Italia, con importanti conseguenze sul sistema scolastico pubblico, come l'istituzione dell'insegnamento della religione cattolica, già presente dal 1923 e tuttora esistente seppure con modalità diverse..."

E che c'azzecca questa vicenda di clero con la mafia italo-americana?

Famiglia Rizzuto

Risultati immagini per maranzano joe

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nomi alternativi La sesta famiglia

Area di origine     Montréal, Canada

Aree di influenza Area metropolitana di Montréal

Québec

Ontario

Periodo       Anni '70 del 1900 - in attività

Boss Vito Rizzuto

Sottogruppi         Fazione calabrese

Alleati        Famiglia Bonanno

Cuntrera-Caruana

Hells Angels

West End Gang

Rivali         Fazione calabrese

Gang minori a Montréal

Attività       Racket, traffico di droga, riciclaggio di denaro, usura, rapina, estorsione, gioco d'azzardo, corruzione, traffico di armi, scommesse sportive, frode, contrabbando, prostituzione, omicidio

Risultati immagini per Bonanno Salvatore boss

“La famiglia Rizzuto è un'organizzazione criminale di stampo mafioso con base nel Québec (Canada), a Montréal.

I territori sotto l'influenza della famiglia sono principalmente l'Ontario e il Québec meridionale.

Secondo l'FBI è connessa con la famiglia Bonanno, invece le autorità competenti canadesi considerano le due famiglie come entità a sé stanti.

La famiglia Rizzuto è stata parte della potente famiglia Cotroni di Montreal, fino a che il conflitto interno scoppiato relativamente le sorti della gestione delle attività comportò l'uscita dei Rizzuto come nuovi capi della metropoli.

Struttura

Ad oggi, la famiglia Rizzuto è composta da un consiglio di sei membri:

 Vito Rizzuto deceduto all'ospedale Sacre Coeur di Montréal il 23 dicembre 2013 per complicazioni polmonari.

Leonardo Rizzuto in carcere dal 2015.

Rocco Sollecito ucciso il 27 maggio 2016.

Stefano Sollecito.

Risultati immagini per maranzano joeRisultati immagini per maranzano joe

Angelo D'Onofrio ucciso il 2 giugno 2016

    ?

Storia

Anni '50 - Le origini - I Bonanno e la famiglia Cotroni

Risultati immagini per Bonanno Salvatore boss

Nicola "Nick" Rizzuto era nativo di Cattolica Eraclea (Agrigento), e arrivò in Canada nel 1954. Secondo il collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta, vi era un forte «collegamento tra la famiglia Rizzuto e i Cuntrera-Caruana che insieme ad altri uomini d'onore costituivano una famiglia mafiosa di Siculiana trapiantata a Montreal che continuava a reggere il mandamento di Siculiana».

Anni '70 - La faida con Paul Violi

Ponendosi fin dall'inizio come nuova figura dello scenario malavitoso nordamericano, si guadagnò il predominio di Montreal nel 1978, con l'uccisione di Paolo Violi, capo della famiglia calabrese fino ad allora egemone ma rimanendo sempre dipendenti dalla famiglia Bonanno.

L'uccisione di Violi arrivò nel contesto di una violento conflitto interno alla famiglia Cotroni, un clan di Cosa nostra statunitense, sorto tra la fazione siciliana e calabrese. I primi furono guidati dall'allora emergente Nicola Rizzuto, mentre gli altri dal capofamiglia Vic Cotroni. La conseguenza fu lo scoppio di guerra di mafia che colpì Montreal nei tardi anni settanta, conclusasi proprio con la morte di Violi, eletto capo dei calabresi dopo che Cotroni si ritirò dagli affari malavitosi

Anni '80 - '90 - il predominio

 




Anni 2000 - Il Consortium, la faida interna con i Cotroni e il declino

Vito Rizzuto, considerato di pari livello dai boss italo-americani statunitensi, in Canada crea quello che verrà poi chiamato Consortium, una sorta di alleanza tra tutte le famiglie canadesi, la mafia russa, gli Hells Angels, le bande irlandesi e i cartelli colombiani. Ognuno ha uno spazio in cui fare le sue attività criminali e uniti gestiscono il traffico di droga.

Dopo il consolidamento del potere negli anni novanta, i Rizzuto furono colpiti da una serie di arresti importanti nei primi anni del 2000. Nel gennaio 2004, Vito Rizzuto fu arrestato ed estradato negli Stati Uniti, dove nel maggio 2007 fu condannato a scontare 10 anni per il suo coinvolgimento negli omicidi di tre rivali della famiglia Bonanno nel 1981, Alphonse Indelicato, Phillip Giaccone e Dominick Trinchera.

 Nel novembre 2006, la vecchia leadership dell'organizzazione criminale fu fatta saltare dall'operazione Colosseo della polizia, nella quale 90 persone furono arrestate, tra cui Nick Rizzuto, Paolo Renda e Francesco Arcadi.

Le operazioni delle forze dell'ordine portarono alla decimazione e al declino del clan italoamericano, diminuendone l'influenza sul territorio e favorendo l'espansione di gruppi malavitosi da sempre in secondo piano proprio a causa della famiglia.

La guerra di mafia di Montreal (2009-oggi)

Dal 2009 è in atto una guerra di mafia volta a riempire il vuoto di potere nella criminalità organizzata di Montreal venuto a crearsi col declino dei Rizzuto. Nell'agosto 2009 fu ucciso Federico Del Peschio, membro della famiglia.

Il 28 dicembre fu il turno di Nick Rizzuto, figlio di Vito, ucciso a Notre-Dame-de-Grace. L'omicidio di una personalità così di rilievo all'intero dell'organizzazione dimostrò pubblicamente quello che le autorità credevano già da qualche tempo, ovvero che il clan siciliano stava soccombendo a una crisi sia interna (dovuta ad arresti e difficoltà di gestione) che esterna (conflitti con bande di strada e gruppi nordamericani), che aveva portato già tempo prima di questo omicidio alla creazione di un vuoto di potere all'interno della criminalità organizzata di Montreal.

Dall'omicidio di Nick, la famiglia soffrì sempre più chiaramente dei duri colpi ricevuti sia dalla guerra di mafia che dalle autorità, e il 2 maggio 2010 fu rapito Paolo Renda, 70 anni, fratello di Vito Rizzuto, sulle cui sorti le autorità pensano al possibile omicidio.

Poco più di un mese dopo, il 30 giugno, furono uccisi in un agguato a Saint-Leonard, Agostino Cuntrera, considerato nuovo capo della famiglia e la sua guardia del corpo Liborio Sciascia.

L'omicidio di Cuntrera, secondo gli inquirenti, avrebbe segnato il colpo decisivo ai Rizzuto per la loro estromissione dalle attività illegali su Montreal, e sebbene alcuni investigatori sulla mafia abbiano espresso pareri contrastanti circa i motivi che abbiano fatto scattare il conflitto, molti hanno puntualizzato il fatto che con la liberazione di Vito Rizzuto nel 2010 si sarebbe assistito al regolamento dei conti finale.

A fine settembre fu ucciso Ennio Bruni all'uscita da un bar di Vimont, il quartiere italiano.

Il 10 novembre, dopo la lunga serie di omicidi ai danni del clan, è stato ucciso a colpi di pistola nella sua abitazione in Avenue Antoine Berthelet (Cartierville, dimora di diversi mafiosi e criminali) mentre si trovava in cucina, il padrino 86enne della famiglia: Nicola Rizzuto. L'agguato, che ha segnato profondamente le sorti del clan, è stato attribuito dalle autorità a due gruppi: le bande nordamericane o calabresi, ambedue alla ricerca di spazi e compromessi nel nuovo scenario creatosi con il declino e lo sconfinamento a gruppo di secondo piano della famiglia siciliana; l'assassinio sarebbe quindi avvenuto anche a causa del carisma del padrino capace di poter riassestare il clan dalla crisi di potere degli ultimi anni e ridargli nuovo smalto dall'arresto di suo figlio Vito Rizzuto.

Dall'inizio del 2010 fino all'uccisione di Nicola Rizzuto, a Montreal sono stati registrati 35 casi di omicidio connessi al crimine organizzato.

Francesco Arcadi, secondo la polizia canadese, viene indicato come il successore di Vito Rizzuto dopo il suo arresto. Vito Rizzuto è uscito di prigione il 6 ottobre 2012.

A maggio 2013 vengono uccisi a Palermo, Juan Ramon Fernandez (1956), vicino a Vito Rizzuto e definito dalla Royal Canadian Mounted Police "seduto alla destra di Dio" (Vito Rizzuto), presente in Sicilia dal giugno 2012 dopo che fu espulso dal Canada, e Fernando Pimentel (1977), in Sicilia da qualche settimana. Il primo aveva messo in piedi un traffico di droga con il clan di Bagheria

L'11 novembre 2013 viene ucciso nel ristorante italiano Forza Italia ad Acapulco, in Messico un affiliato al clan di origine calabrese: Moreno Gallo (Rovito - 1946) già condannato all'ergastolo in Canada per aver ucciso uno spacciatore di droga nel 1975 ed espulso nel gennaio 2012.

Infine anche Vito Rizzuto muore per complicazioni polmonari all'età di 67 anni il 23 dicembre 2013, all'ospedale Sacre Coeur Hospital di Montréal.

Il 19 novembre 2015 in un'operazione anti-droga a Montreal che coinvolge membri dei Rockers motorcycle gang, membri del chapter cittadino degli Hells Angels e anche Leonardo Rizzuto, presunto boss della famiglia dopo l'omicidio di suo fratello Nick Rizzuto Junior. Secondo l'operazione Colisée Stefano Sollecito sarebbe il nuovo boss della mafia a Montreal, il quale già gestiva gli affari illeciti con Leonardo Rizzuto.

Il 2 giugno 2016 Angelo D'Onofrio viene ucciso nei pressi dell'Hillside Cafè di Rue Fleury, a Montreal.

Rocco "Sauce" Sollecito (1949), fratello di Stefano, viene ucciso il 27 maggio 2016 a Laval (Québec).”

*********************************************************

I Cotroni erano una famiglia mafiosa di Montreal in Québec, Canada, mentre ora sono una fazione interna alla famiglia Rizzuto. Il territorio controllato ricopriva la maggior parte del Québec meridionale e l'Ontario.

Nacque negli anni quaranta da Vic Cotroni, e dagli anni 50 si sviluppò in un ramo importante dei Bonanno, tanto che fu anche coinvolta nella French Connection. Prese contatti con le famiglie italiane per tutti gli Stati Uniti e il Canada. Negli anni settanta scoppiò una faida interna tra i calabresi e i siciliani, che portò alla morte nel 1978 di Paolo Violi, capo del gruppo di Vic Cotroni e di altri. Dopo la morte di Violi nel 1978, la famiglia fu assorbita nella fazione siciliana di Nicola Rizzuto, che prese il nome di famiglia Rizzuto

Da allora i Cotroni divennero una fazione interna calabrese alla famiglia Rizzuto, mantenendo tuttavia chiare ostilità. Negli anni 2000 riesplose una guerra tra al fazione siciliana e quella calabrese dei Cotroni, vedendo la vittoria dei primi nel 2004 a causa della morte di Frank Cotroni. Si ritiene che dopo l'esplosione di altre guerre, si sia siglata una tregua tra siciliani e calabresi nel 2012, dopo il rilascio di Vito Rizzuto, con la benedizione di Cosa Nostra e 'Ndrangheta.

*****************************************************************

Paolo Violi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Paolo Violi (Sinopoli, 1933 – Montréal, 22 gennaio 1978) è stato un criminale italiano. è stato un criminale italo-canadese di origini calabresi alle dipendenze della famiglia Cotroni.

Biografia

Nacque a Sinopoli, ma emigra in Canada negli anni cinquanta e vive tra Welland, Hamilton e Toronto. Nel 1955 viene accusato di omicidio ma prosciolto per legittima difesa. Nel 1961 va in carcere per produzione illecita di sostanze alcoliche[1]. Sposa la figlia del boss di cosa nostra statunitense italo-calabrese Giacomo Luppino della famiglia Magaddino di Buffalo. Nel 1975 con l'arresto di Vic Cotroni diventa il nuovo capo, ma i rapporti con Nick Rizzuto capo della fazione siciliana della famiglia, non sono dei migliori.

La faida tra Paolo Violi e Nick Rizzuto.

Nel 1973 diventa boss della famiglia Bonanno Philip Rastelli, nonché molto vicino a Violi e che avrebbe potuto rafforzare la sua posizione. Rizzuto si vede costretto a scappare in Venezuela e a Montreal Violi si rafforza, isolando la fazione siciliana.

Successivamente vengono uccisi il consigliere della famiglia Cotroni Pietro Sciarra il 14 febbraio 1976 e il fratello minore di Paolo, Francesco Violi l'8 febbraio 1977.

Infine viene ucciso Paul Violi il 22 gennaio del 1978 a Montreal mentre giocava a carte in un bar.

********************************************************************

“Bonanno (famiglia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Questa voce o sezione sull'argomento criminalità non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti.

Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.

Famiglia Bonanno

Nomi alternativi Famiglia Maranzano, Clan Castellammarese

Area di origine     Castellammare del Golfo, Sicilia, Italia

Aree di influenza Vari quartieri di New York City. Altri territori sono nel New Jersey, Florida meridionale, Las Vegas, Costa Ovest (come Tucson, Las Vegas, San José e Los Angeles) e il Quebec in Canada.

Periodo       ca. 1890 (a NYC dal 1909) - in attività

Alleati        Famiglie mafiose Genovese, Colombo, Lucchese, Gambino, Rizzuto, DeCavalcante, Patriarca, Philadelphia, Detroit, Milwaukee e Los Angeles

Rivali         Varie gang di New York

Attività       Racket, narcotici, gioco d'azzardo, estorsione, omicidio, corruzione, ricatto, ricettazione, prostituzione, rapina, frode, contrabbando, scommesse sportive, usura, riciclaggio di denaro, pornografia, racket sindacali, gestione dell'edilizia, e cospirazione

La famiglia Bonanno è una delle Cinque Famiglie che controllano le attività della Mafia italo-americana a New York; prende il nome da uno dei suoi primi boss, Joseph Bonanno.

Storia

Le origini

Le origini della cosca sono da individuarsi a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, luogo di nascita della maggior parte dei suoi componenti iniziali. Il clan venne fondato da Giuseppe Bonanno, ma quando questi venne ucciso dal rivale clan Buccellato, le egidi della cosca passarono nelle mani del fratello Salvatore, il padre del futuro boss Joe Bonanno. Nel frattempo Stefano Magaddino, storico alleato dei Bonanno, arrivò a New York e divenne un importantissimo membro della cosca. Tuttavia, nel 1921 Magaddino dovette lasciare New York per Buffalo e il clan passò prima sotto le egida di Nicola Schirò ed in seguito sotto il potentissimo Salvatore Maranzano.

Da Salvatore Maranzano a Joseph Bonanno

Maranzano però entrò presto in conflitto con Joe Masseria, scatenando la cosiddetta «Guerra castellammarese», che terminò il 15 aprile 1931, quando Joe Masseria venne assassinato su ordine del suo uomo di fiducia Lucky Luciano.

Immagine correlata

Uscito vittorioso dal conflitto, Maranzano convocò un incontro a Chicago ospitato da Al Capone, in cui celebrò la vittoria e si fece eleggere «capo dei capi». Maranzano però considerava pericolosi Lucky Luciano insieme ai suoi alleati non-siciliani Vito Genovese, Joe Adonis, Frank Costello e gli ebrei Meyer Lansky e Bugsy Siegel, decidendo in segreto di farli assassinare. Il 10 settembre 1931 tuttavia Maranzano fu ucciso a coltellate e colpi di pistola nel suo ufficio a Park Avenue da 4 killer spacciatisi per agenti del fisco.

A seguito dell'assassinio di Salvatore Maranzano durante la guerra Castellammarrese del 1931, Joseph Bonanno sviluppò la sua organizzazione con base a Brooklyn e diventò ben presto uno dei più giovani esponenti del Sindacato nazionale del crimine all'età di 26 anni. Nonostante fosse una delle famiglie più piccole, grazie all'abilità e alle grandi doti organizzative di Bonanno, diventò la 2° più importante famiglia delle cinque famiglie newyorkesi per quasi un trentennio. Joseph Bonanno iniziò ad avere rapporti anche con Joe Profaci e con la famiglia di Buffalo, controllata da suo cugino Stefano Magaddino.

Guerra di Bananas

Immagine correlataRisultati immagini per Bonanno Salvatore boss

Fu proprio con il matrimonio tra Rosalia Profaci, e Salvatore "Bill" Bonanno, figlio di Joseph, che i Profaci ed i Bonanno incominciarono a cospirare l'eliminazione di Carlo Gambino, Vito Genovese e Gaetano Lucchese, boss delle rispettive famiglie. Nel 1964 però, la Commissione rimosse Bonanno dalla guida della famiglia, insediandoci Gaspar Di Gregorio, vecchio capodecina di Bonanno. Questo portò la famiglia a spaccarsi in due fazioni: i lealisti di Bonanno, guidati da Joe Bonanno, il figlio Bill e il cognato di Joe Frank La Bruzzo, ed i sostenitori di Di Gregorio. La tensione esplose nel 1966, quando in una riunione pacificatrice Bill Bonanno subì un attentato dai sostenitori di Di Gregorio. Tuttavia l'attentato fallì e la Commissione rimosse Di Gregorio dalla leadership della famiglia, ponendovi Paul Sciacca, ma le ostilità non cessarono. Solo quando Joe Bonanno subì un attacco di cuore nel 1968 le acque si calmarono, e Joe garantì il suo ritiro dalla mafia, limitandosi alla posizione di "anziano statista" del crimine organizzato, ritirandosi con la sua famiglia a Tucson, in Arizona.

Immagine correlataRisultati immagini per Luciano Lucky

Sotto la leadership di Sciacca, la famiglia si riprese pian piano, fino al ritiro di Sciacca nel 1971. A Sciacca successe Natale Evola, che però governò brevemente dal 1971 fino al 1973, anno in cui morì. Philip "Rusty" Rastelli fu il successore della famiglia Bonanno dopo la morte di Natale Evola nel 1973.

Philip Rastelli e "Lilo" Galante

Dopo la morte di Natale Evola nel 1973, tutti i capodecina della famiglia nominarono come successore Philip Rastelli. Rastelli fu arrestato nel 1973 e condannato nel 1975 a dieci anni. Durante il suo regno la famiglia godette di un momento di prosperosità.

Immagine correlataRisultati immagini per Rizzuto boss

Carmine Galante funse da boss reggente mentre Rastelli era in carcere. Galante tuttavia era ben più brutale ed avido, ed incominciò a colpire le altre famiglie nel tentativo di monopolizzare il traffico di eroina negli Stati Uniti. Galante lottò per il controllo della famiglia con Rastelli e diede nuovo vigore alla faida contro i Gambino. Dopo la morte di Carlo Gambino nel 1976, Galante iniziò una nuova faida con la famiglia Genovese per quanto riguardava il traffico di droga che sfociò nella morte di alcuni membri del clan Genovese. Le Cinque Famiglie, stanchi dell'ingordigia di Galante, ne organizzarono l'omicidio: Galante fu ucciso il 12 luglio 1979 al ristorante "Joe and Mary" di Brooklyn, con diversi colpi di pistola e fucile.

Salvatore "Sally Fruits" Farruggia divenne il boss reggente della famiglia dopo la morte di "Lilo" Galante. Farruggia era stato nella Commissione di Cosa Nostra, e anche Rastelli ritornò alla guida della famiglia nel 1983.

Di nuovo alla guida, Rastelli espanse le operazioni della famiglia fino ad includere ristoranti e caffè dove, dietro una facciata apparentemente legale, si espanse anche il narcotraffico attraverso la cosiddetta Pizza Connection. Alcuni anni dopo, nella famiglia entrò l'agente FBI infiltrato Joseph D. Pistone, meglio conosciuto come Donnie Brasco. Grazie alla sua collaborazione, circa 120 membri della famiglia furono arrestati e condannati, arrivando quasi alla distruzione della stessa verso la fine degli anni '70.

Risultati immagini per Rizzuto boss  Risultati immagini per Rizzuto boss

Nel 1985 Rastelli iniziò a perdere il controllo sulle attività della famiglia, in particolare quando grossi gruppi di affiliati rimasero coinvolti sempre più nel traffico di droga, contravvenendo ai suoi ordini. Nel 1986 Rastelli fu arrestato e condannato in base alla RICO. Morì in prigione nel 1991.

Joe Massino e la caduta

Il successore di Rastelli, Joseph "Big Joey" Massino diede alla famiglia uno sbalzo di potere. Non solo riuscì a far rientrare la famiglia nella Commissione (anche grazie all'amicizia tra Massino e John Gotti), da cui era stata espulsa negli anni '70, ma riuscì anche a depistare le autorità per diversi anni. Tuttavia nel 2003, Massino fu condannato per racket ed omicidio senza possibilità di appellarsi, con la possibilità di sedia elettrica. Nel 2004, Massino divenne così il primo boss americano a pentirsi, testimoniando contro i membri della sua famiglia e svelando la verità dietro all'omicidio di Alphonse Indelicato e Dominick Napolitano ed il coinvolgimento di Vito Rizzuto, potente boss canadese. Queste testimonianze causarono il crollo della famiglia, un tempo la 2° più potente di New York, che venne retrocessa come 3°/4° delle Cinque Famiglie di New York.

Anthony "Tony Green" Urso era il boss reggente dopo l'arresto di Massino nel gennaio 2003. Venne arrestato nel gennaio 2004 per racket ed omicidio, dopo la testimonianza di Massino stesso. La famiglia venne così rilevata da Vincent "Vinny Gorgeous" Basciano, che ha governato fino al 2012 con vari boss reggenti. Basciano venne arrestato nel novembre 2004 per racket ed omicidio, è stato condannato nel settembre 2006. Attualmente il boss risulta essere Michael Mancuso.

Nella cultura di massa

Nel romanzo del 1969 Il padrino e nel film omonimo del 1972, la famiglia Corleone è ispirata alle reali famiglie Bonanno e Genovese. Lo stesso Vito Corleone (Marlon Brando) è ispirato parzialmente a Joseph Bonanno, mentre il figlio Michael (Al Pacino) è ispirato a Salvatore "Bill" Bonanno, figlio di Joseph.

Immagine correlataRisultati immagini per Rizzuto boss Renda

Nel libro Onora il padre del giornalista italo-americano Gay Talese sono descritte molte vicende della Famiglia Bonanno. In particolare quelle verificatesi prima e durante la Bananas War e diversi aspetti della vita privata di Salvatore Bonanno

Nel film del 1997 Donnie Brasco, si narrano le reali, seppur parzialmente fittizie, vicende dell'agente dello FBI Joe Pistone (Johnny Depp), che accetta di infiltrarsi nella famiglia Bonanno, trovandosi però anche legato in termini di amicizia e fiducia con i mafiosi su cui indaga, specie Benjamin Ruggiero (Al Pacino).

Nel videogioco GTA IV del 2008 la famiglia Messina è basata sulla famiglia Bonanno. Come i Bonanno, hanno una salda alleanza con la famiglia Gambetti (basata sui Gambino), hanno sede a Dukes (basata sul Queens di NYC) e sono particolarmente attivi nel settore delle costruzioni.

Famiglia Bonanno

Nomi alternativi Famiglia Maranzano, Clan Castellammarese

Area di origine     Castellammare del Golfo, Sicilia, Italia

Aree di influenza Vari quartieri di New York City. Altri territori sono nel New Jersey, Florida meridionale, Las Vegas, Costa Ovest (come Tucson, Las Vegas, San José e Los Angeles) e il Quebec in Canada.

Periodo       ca. 1890 (a NYC dal 1909) - in attività

Alleati        Famiglie mafiose Genovese, Colombo, Lucchese, Gambino, Rizzuto, De Cavalcante, Patriarca, Philadelphia, Detroit, Milwaukee e Los Angeles

Rivali         Varie gang di New York

Attività       Racket, narcotici, gioco d'azzardo, estorsione, omicidio, corruzione, ricatto, ricettazione, prostituzione, rapina, frode, contrabbando, scommesse sportive, usura, riciclaggio di denaro, pornografia, racket sindacali, gestione dell'edilizia, e cospirazione

La famiglia Bonanno è una delle Cinque Famiglie che controllano le attività della malavita

********************************************************

"Dopo l'ennesima segnalazione è arrivato il momento che il vescovo prenda provvedimenti. Credo che su don Michele Delle Foglie ci sia un profilo di incompatibilità col territorio per via dell'attività imprenditoriale della famiglia che sta tentando di aprire da anni il più grande impianto di compostaggio della regione in contrasto con il volere dell'Amministrazione comunale".

Bari, manifesto del parroco per il boss ucciso in Canada. Il questore:

Così il sindaco di Grumo, Michele D'Atri, commenta le polemiche sulla messa (annullata) in suffragio del boss Rocco Sollecito.

Sono rimaste chiuse le porte della chiesa di Grumo Appula dove questa mattina alle sei -come disposto dal questore di Bari, Carmine Esposito, per motivi di ordine e di sicurezza pubblica, - avrebbe dovuto tenersi il rito religioso in suffragio del boss Rocco Sollecito.

Dopo le polemiche suscitate dal manifesto con il quale il parroco della Chiesa madre di Grumo Appula invitava i fedeli a partecipare alla messa in suffragio del boss ucciso in Canada a maggio, la messa, inizialmente prevista questo pomeriggio, era stata spostata dal questore a questa mattina alle sei, in forma strettamente privata. Ma ieri sera a tarda ora l'arcivescovo di Bari, mons.Francesco Cacucci, ha vietato che si tenesse.

La chiesa di Grumo, quindi, alle sei è rimasta chiusa e non si è tenuta la celebrazione in ricordo del boss; è stata aperta poco dopo le 7 di questa mattina per la messa normale.

Risultati immagini per Sollecito boss

Parroco invita a messa boss: 'Papa mi riceva, sono addolorato'  - "La famiglia Sollecito ha revocato la prenotazione della messa a suffragio di Rocco Sollecito che, quindi, non si terrà alle 18:30 né si è tenuta stamattina alle sei, come stabilito dal Questore e come da divieto dell'arcivescovo. Penso di far giungere un appello a Papa Francesco affinché mi riceva come il padre accoglie un figlio nel dolore".

E' quanto scrive in un messaggio a Radionorba il parroco di Grumo, don Michele Delle Foglie, al centro delle polemiche per aver invitato la cittadinanza a una messa in suffragio del boss della 'ndrangheta canadese, Rocco Sollecito.

"Le sante messe - scrive ancora il parroco - non si celebrano in onore dei defunti, le sante messe si celebrano a suffragio dei defunti e quanto più si è peccatori tanto si chiede la misericordia di Dio".

Parroco invita a messa boss. Questura, in forma privata LA VICENDA - Non ci sarà nessuna messa pubblica ma una cerimonia strettamente privata che sarà celebrata domattina alle 6, per ricordare Rocco Sollecito, il 67enne presunto boss della mafia canadese ucciso in un agguato nel maggio scorso a Montreal.

Lo ha deciso il questore di Bari, Carmine Esposito, per motivi di ordine e di sicurezza pubblica. E subito dopo è arrivato il grido dell' arcivescovo di Bari-Bitonto Francesco Cacucci: informato dal Prefetto, e non dal sacerdote, ha emanato un ulteriore divieto della pubblica celebrazione pomeridiana minacciando, in caso di inottemperanza, di assumere "i provvedimenti disciplinari previsti dalle norme giuridiche vigenti".

Tutto era nato dopo le polemiche sorte attorno alla decisione del parroco della chiesa madre di Grumo Appula, don Michele Delle Foglie, di invitare i fedeli con pubblici manifesti a partecipare a una messa di suffragio per il boss, inizialmente fissata per domani pomeriggio. "Le messe non onorano, ma ricordano", ha spiegato don Michele per tentare di smorzare le polemiche.

Al parroco non importa chi sia stato in vita Rocco Sollecito. Si limita a dire di essere "il confessore di tutti i peccatori", sottolinea che "nessuno si deve permettere di interferire con le mie decisioni di padre spirituale e pastore", ma glissa su quanto è scritto sui manifesti funebri in cui sembra proprio lui ad invitare i fedeli a partecipare alla messa in suffragio del boss.

Proprio quel manifesto funebre affisso in città, circa 13mila abitanti a 16 chilometri da Bari, è al centro delle polemiche scatenatesi attorno al sacerdote che pare abbia provocato irritazione nella diocesi di Bari-Bitonto.

"Il parroco, don Michele Delle Foglie - è scritto nel manifesto - spiritualmente unito ai famigliari residenti in Canada e con il figlio Franco venuto in visita nella nostra cittadina, invita la comunità dei fedeli alla celebrazione di una santa messa in memoria del loro congiunto".

Rocco Sollecito, esponente di spicco del crimine organizzato italiano in Canada, fu ucciso il 27 maggio scorso con colpi di arma da fuoco mentre guidava la sua Bmw bianca. La sua uccisione rappresentò un nuovo duro colpo per una delle famiglie mafiose del clan Rizzuto, ritenuto dagli investigatori tra i più potenti del Canada.

"E' un omicidio legato alla mafia", spiegò Franco di Genova, il portavoce della polizia di Laval, area in cui fu stato ucciso Sollecito, grumese di origine agrigentine. Suo figlio, Stefano, è ritenuto il capo della mafia di Montreal insieme al figlio di Vito Rizzuto, Leonardo.

La vittima faceva parte della 'cupola' di sei membri che dalla fine degli anni Novanta aveva gestito gli affari illeciti a Montreal. Dei sei presunti mafiosi, solo due sono vivi perché in carcere, gli altri sono caduti in agguati organizzati da chi vuole controllare tutti i traffici illeciti in Canada, a cominciare dal narcotraffico.

*************************************************

“Sacra corona unita

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Niente fonti!

Questa voce o sezione sull'argomento criminalità non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti.

Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.

Sacra corona unita

Risultati immagini per sacra corona unita simbolo

Nomi alternativi       La quarta mafia, 'Ndrangheta Pugliese, mafia pugliese

Area di origine   Puglia

Aree di influenza      Italia, Germania, Paesi Bassi, Grecia, Albania, Serbia, Argentina, Australia

Periodo        1981 - in attività

Sottogruppi Società foggiana

Camorra barese

Sacra corona libera

Mafia albanese

Alleati   'Ndrangheta

Cosa nostra

Nuova camorra organizzata

Attività        Traffico di droga

Traffico di armi

Contrabbando

Usura

Estorsioni

Prostituzione

La sacra corona unita è un'organizzazione criminale italiana di connotazione mafiosa che ha il suo centro in Puglia e che ha trovato negli accordi criminali con organizzazioni dell'est europeo la sua specificità per emergere e distaccarsi dalle altre mafie italiane.

Ha raggiunto il suo apice tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta del XX secolo; successivamente all'intervento dello Stato, e a un gran numero di arresti, è stata notevolmente indebolita e marginalizzata tanto che numerosi analisti la considerano sconfitta.

Indice

Storia

Origini

Risultati immagini per sacra corona unita simbolo

Nel 1981 il boss camorrista Raffaele Cutolo, affidò a Pino Iannelli e Alessandro Fusco il compito di fondare in Puglia un'organizzazione diretta emanazione della Nuova camorra organizzata che prese il nome di Nuova camorra pugliese (Società foggiana).

Questa associazione prese piede soprattutto nel foggiano a causa della vicinanza territoriale e dei contatti preesistenti tra esponenti della malavita locale e i camorristi campani. Tuttavia questa iniziativa venne vista con sospetto dai malavitosi di altre zone della Puglia. Come risposta al tentativo di Cutolo di espandersi in Puglia, si tentò di dar vita ad un'associazione malavitosa di stampo mafioso formata da esponenti locali.

Si ritiene l'organizzazione abbia avuto il suo primo esponente in Giuseppe Rogoli nel carcere di Trani la notte di Natale dell'anno 1981. Giuseppe Rogoli era già affiliato alla 'Ndrangheta (nella 'ndrina dei Bellocco di Rosarno) e chiese il permesso al capobastone Umberto Bellocco di formare una 'Ndrangheta pugliese. Nel 1987 Rogoli affidò a Oronzo Romano e Giovanni Dalena la costituzione di un'altra 'ndrina nel sud barese chiamata La Rosa, sempre con il consenso della 'Ndrangheta. L'attività di gestione degli enormi flussi di denaro derivanti dalle attività illecite fu affidata a Nicola Murgia che fu per questo motivo soprannominato "il cassiere" dalla Direzione Investigativa Antimafia.

Immagine correlata

Il braccio destro di Rogoli fu Antonio Antonica, primo affiliato di Rogoli a causa dell'antica amicizia nonché personaggio di spicco della malavita mesagnese.

Antonica

A causa dello stato di detenzione di Rogoli, Antonio Antonica era stato nominato responsabile unico delle attività illecite che si svolgevano nell'area brindisina. Antonica ebbe il compito anche di nominare alcuni capi zona della provincia di Brindisi. Con le prime scarcerazioni il numero degli affiliati aumentò e ognuno pretendeva la sua parte di guadagno. Antonica sentiva il peso dell'organizzazione tutto sulle sue spalle ed ebbe una discussione con Rogoli che gli negò il permesso di trafficare droga.

Antonica, così, preferì abbandonare Rogoli e creare un clan contrapposto. Questo comportò l'inizio di una guerra lunga tre anni di conflitti e sgarri che portò alla sua uccisione.[senza fonte]

Proliferazione

Risultati immagini per sacra corona unita simboloRisultati immagini per sacra corona unita simbolo

Iniziò la rifondazione della Sacra corona unita partendo dalle modalità di affiliazione, con regole più rigide e severe. Così nel carcere di Trani nacque la Nuova sacra corona unita il cui statuto sarebbe stato firmato oltre che da Rogoli, da Vincenzo Stranieri di Manduria[5] Manduria da Alberto Lorusso e da Mario Papalia legato a Cosa nostra. [senza fonte]

Nel 1987 la Sacra corona unita era composta dalle famiglie più rappresentative del brindisino guidate da Salvatore Buccarella, Alberto Lorusso, Giovanni Donatiello, Giuseppe Gagliardi e Ciro Bruno[senza fonte] e da qualche propaggine nella provincia di Taranto.

Alla lunga proprio il gran numero di cosche contribuirà ad un altro periodo di tensione all'interno dell'organizzazione tra brindisini e leccesi. Lo schieramento brindisino della Sacra corona unita, con Salvatore Buccarella e Giovanni Donatiello[senza fonte], è stato quello che dimostrò nel corso degli anni una maggiore compattezza, finché non è stato colpito da una pesante offensiva giudiziaria.

Il contrasto

L'operazione "Salento" inizia il 10 maggio 1995 e termina il 3 novembre 1995, prendono parte 1.713 soldati dell'esercito italiano. L'operazione, nata principalmente per fronteggiare l'immigrazione clandestina, ebbe risultati molto positivi anche nella lotta alla SCU. Queste sono state le attività svolte:

    1.650 posti di osservazione;

    10 pattugliamenti in profondità;

    767 controlli di autoveicoli;

    2.604 identificazioni di persone;

    3.029 fermi di clandestini;

    10 fermi di persone sospette.

Le pene inflitte agli affiliati furono numerose e severe tanto da decapitare l'organizzazione.

A luglio del 2000 si è conclusa l'operazione Centurione, durata un paio di anni, in cui, fra l'altro, sono stati individuati traffici di droga con l'Albania.

Gli anni 2000

Risultati immagini per sacra corona unita simboloImmagine correlata

Negli ultimi anni sono emersi numerosi nuovi personaggi, dai soprannomi coloriti, che hanno concentrato sul racket, sul contrabbando di sigarette e sulla droga, le principali attività criminali. Alcuni di loro hanno fondato la Sacra corona libera. Ultimamente qualche membro di rilievo della SCU ha deciso di collaborare con le forze di polizia italiane, determinando così l'arresto di alcuni esponenti dell'organizzazione.

Secondo la Direzione investigativa antimafia, oggi la criminalità organizzata pugliese "si presenta disomogenea, anche in ragione della persistente pluralità di consorterie attive, molto diversificate nell'intrinseca caratura criminale e non correlate da architetture organizzative unificanti".

Immagine correlataRisultati immagini per sacra corona unita simbolo

Secondo il rapporto della Direzione investigativa antimafia, analizzando l'andamento delle segnalazioni sul sistema SDI di fatti -reato ex art. 416 bis codice penale- si nota una notevole diminuzione nella regione delle denunce di tali fattispecie delittuose, che si attestano al numero di 3. L'interpretazione di questo trend, da leggere sinergicamente con gli andamenti dei dati delle associazioni a delinquere non connotate da profili mafiosi (47), deve tenere in adeguato conto il positivo risultato storico di una incisiva attività delle Forze di polizia nel corso degli anni, il cui risultato giudiziario ha conseguito la detenzione di molti elementi apicali dei maggiori gruppi criminali. Il 23 aprile 2011 è stato arrestato ad Oria (BR) colui che aveva preso le redini dell'organizzazione dai capi storici (Giuseppe Rogoli e Salvatore Buccarella), il latitante Francesco Campana. Con l'arresto di Campana, che segue a poca distanza l'operazione Last Minute del 28 dicembre 2010, con la quale furono arrestati 18 tra capi e promotori della Sacra corona unita, si ritiene di aver inflitto un durissimo colpo alla criminalità organizzata locale.

In sintesi, oggi la Sacra corona unita si presenta come una mafia disomogenea, che non è riuscita ad avere il controllo e soprattutto la connivenza ed il consenso della società pugliese. Resta sempre alto il controllo dell'autorità giudiziaria nei confronti delle associazioni criminali pugliesi, che tuttavia non presentano più un'organizzazione verticistica, ma sempre più frammentata e fragile.

Struttura

« Giuro su questa punta di pugnale bagnata di sangue, di essere fedele sempre a questo corpo di società di uomini liberi, attivi e affermativi appartenenti alla Sacra corona unita e di rappresentarne ovunque il fondatore, Giuseppe Rogoli »

(Giuramento)

Risultati immagini per sacra corona unita simboloRisultati immagini per sacra corona unita simbolo

« Giuro sulla punta di questo pugnale, bagnato di sangue, di essere fedele a questo corpo di società formata, di disconoscere padre, madre, fratelli e sorelle, fino alla settima generazione; giuro di dividere centesimo per centesimo e millesimo per millesimo fino all'ultima stilla di sangue, con un piede nella fossa e uno alla catena per dare un forte abbraccio alla galera. »

(2. Giuramento)

« Giuro su questa punta di pugnale bagnata di sangue, di essere fedele sempre a questo corpo di società di uomini liberi, attivi e affermativi appartenenti alla Sacra corona unita e di rappresentarne ovunque il santo, san Michele Arcangelo »

(3. Giuramento)

Immagine correlataImmagine correlata

La SCU è divisa in 47 clan, autonomi nella propria zona ma tenuti a rispettare interessi comuni a tutti i circa 1.561 affiliati della Sacra corona unita. Si tratta quindi di un'organizzazione orizzontale per molti versi simile a quella della 'Ndrangheta.

Gerarchia

Il primo grado è la "picciotteria", il successivo il "camorrista", cui seguono sgarristi, santisti, evangelisti, trequartisti, medaglioni e medaglioni con catena della società maggiore.

Otto medaglioni con catena compongono la "Società segretissima" che comanda un corpo speciale chiamato la "Squadra della morte".

Bisogna specificare che questa piramide di ruoli ha un valore soprattutto simbolico: spesso il potere detenuto dal singolo affiliato non corrisponde in realtà alla sua posizione nella gerarchia formale.

Faide

« Le faide sono incubatrici di violenza e riesplodono quando meno te lo aspetti. »

(Nicola Gratteri "Fratelli di sangue")

    Faida del Gargano

 

Risultati immagini per Rogoli GiuseppeRisultati immagini per Rogoli Giuseppe

In data 23 giugno del 2004 il blitz «Iscaro-Saburo» portò all'arresto di altre cento persone, presunte affiliate ai clan della faida del Gargano. In data 21 aprile 2009, il presunto boss Franco Romito e il suo autista Giuseppe Trotta vengono crivellati nella loro auto in località Siponto. Sono tre le armi utilizzate per compiere il duplice omicidio; recuperati sull'asfalto 4 bossoli di un fucile calibro 12 caricato a pallettoni, numerosissimi bossoli calibro 7.62 di una mitraglietta e 4-5 di una pistola calibro 9per21. I due sono stati raggiunti da una pioggia di proiettili in più parti del corpo. Franco Romito aveva il volto completamente sfigurato e non aveva più la mano sinistra. Franco Romito potrebbe essere stato ucciso per essere stato per anni, con i suoi familiari, confidente dei Carabinieri e in molte indagini sulla famiglia mafiosa del clan opposto, Libergolis di Monte Sant'Angelo.

 

Faida del Brindisino

Negli anni dal 1989 al 1991 si scatena nel Brindisino una faida, della quale saranno vittime i maggiori esponenti della società maggiore; sarà calcolata una media di più di cento morti ammazzati, definita come una delle maggiori cause dell'idebolimento dei clan in tutta l'area del brindisino, capeggiata allora dal clan Buccarella (Tuturano)

Faida di Taranto

Risultati immagini per Stranieri VincenzoRisultati immagini per Stranieri Vincenzo

Nel periodo dal 1988 fino al 1993 i fratelli Modeo diedero inizio ad una delle più sanguinose guerre di mala in Puglia. Caratterizzata da una guerra fratricida (si vedevano contrapposti i tre fratelli Modeo contro il maggiore detto "il Messicano"), questa faida coinvolse i clan più importanti del Tarantino con uno spaventoso tasso di omicidi e attentati. La guerra si concluse con l'agguato mortale a "il Messicano", fondatore del clan, e con l'arresto dei tre fratelli minori, trovati in una masseria bunker. I morti furono ben oltre i cento (circa 170), con coinvolgimenti di innocenti non collegati ai clan (es. strage della Barberia), questo dovuto al clima di tensione in città e soprattutto nel rione Tamburi, con affiliati che avevano il dovere di "sparare a vista" anche in pieno giorno e in presenza di passanti.

Economia

Secondo recenti dati forniti dall'Eurispes[senza fonte], sembra che la Sacra corona unita guadagni 878 milioni di euro l'anno dal traffico di stupefacenti, 775 milioni dalla prostituzione, 516 milioni dal traffico di armi e 351 milioni dall'estorsione e dall'usura. Un giro d'affari di circa 2 miliardi e mezzo di euro.

Sacristi principali

    Capriati Antonio, detto tonino (Capo)

    Vincenzo Stranieri (Manduria, capo fondatore)

    Scarlino Antonio (capo fondatore)

    Savinuccio Parisi .(capo)

    Andrea Gaeta (capo)

    Angelo Notarangelo (capo)

    Giosuè Rizzi (capo)

    Giuseppe De Palma "Boss di origine Calabrese" (capo)[1][14]

    Raffaele De Palma (capo)

    Vito Di Emidio (Leader ship)

    Salvatore Rizzo (capo)

    Samuele Cardone, detto Pippo (capo)

    Timo Luigi Davide (Monteroni clan Tornese)

    Francesco Locorotondo (capo, catena con medaglione) Crispiano, Lizzano (TA)

    Cataldo e Giuliano Cagnazzo, (capi del clan Cagnazzo) Lizzano (TA).[senza fonte]

 

I capi di Monte Sant'Angelo ("clan Libergolis")

 

    Giuseppe Pacilli (capo)

    Franco Libergolis (capo)

    Ciccillo Libergolis (ex-capo)

    Enzo Miucci (capo)

 

Clan "Famiglie" principali

 

    Provincia di Foggia

Immagine correlata Risultati immagini per Stranieri Vincenzo

    Presenza della 'Ndrangheta a San Severo e Lucera

    Clan Libergolis

    Clan Sabatino

    Clan Moretti-Pellegrino

    Clan Francavilla

    Clan Piarulli-Ferraro

    Clan Palumbo

    Clan Gaeta

    Clan Rizzi

    Clan Laviano

    Clan Romito

    Clan Li Bergolis

    Clan Di Claudia

    Clan Caputo

    Clan Ferraro

 

    Città metropolitana di Bari

 

    Clan Parisi

    'Ndrina La Rosa

    Clan De Palma

    Clan Strisciuglio

    Clan Capriati

    Clan Conte

    Clan Cipriano

    Clan Panarelli

    Clan Montani-Telegrafo

    Clan Mercante

    Clan Cassano

    Clan Muolo

    Clan Svezia-Laneve

    Clan Valentini

Risultati immagini per Stranieri Vincenzo

    Provincia di Brindisi

 

    Clan Rogoli-'Ndrina Bellocco

    Clan Buccarella

    Clan Sabatelli

    Clan Brandi

    Clan Vitale

    Clan Donatiello

    Clan Soleti

    Clan Cigliola

    Clan Leo

    Clan Bleve

    Clan Emidio

    Clan Rogoli

    Clan D'Onofrio

 

    Provincia di Lecce

 

    Clan Rizzo

    Clan Tornese

    Clan De Tommasi

    Clan Cerfeda - I Briganti

    Clan Padovano

    Clan Margiotta

    Clan Scarcella-Albertini

    Clan Donatiello

    Clan Buccarella

    Clan Rogoli

    Clan Conte

 

    Provincia di Taranto

Immagine correlata

    Presenza delle 'Ndrine del Cosentino

    Clan Locorotondo

    Clan Cicala

    Clan Stranieri

 

Divisioni interne

Società foggiana

La Società foggiana è un cartello criminale di stampo mafioso, legato alla Sacra corona unita, che ha il suo centro nella città di Foggia e che ha trovato accordi con organizzazioni criminali come la mafia siciliana, la camorra e la ndrangheta. Il foggiano, a causa della vicinanza con la Campania, ha risentito dell'influenza della camorra e della defunta Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. La criminalità, organizzata in "batterie" (Sinesi-Francavilla, Mansueto-Trisciuoglio-Prencipe, Moretti-Pellegrino-Piscopia), è risultata in costante evoluzione ed ha aggregato in una società tutte le espressioni emergenti del territorio, riuscendo ad infiltrarsi nelle aree costiere limitrofe, nelle quali ha progressivamente imposto i propri interessi illeciti nel terziario e nelle costruzioni, in particolare assumendo il controllo del settore delle onoranze funebri.

Camorra barese

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Camorra barese.

Immagine correlata

È un'organizzazione mafiosa operante a Bari e nella provincia, da non confondere con la camorra napoletana. In prevalenza confederazioni tra clan, che come attività primarie continuano ad essere dediti ai reati in materia di stupefacenti, contrabbando ed estorsioni. Fra i clan spiccano gli Strisciuglio e i Telegrafo del quartiere San Paolo, il clan Parisi del quartiere Japigia di Bari (scissosi nel 1990 dalla Sacra corona unita) con a capo il noto boss Savinuccio Parisi e Tonino Capriati (clan sgominato), operante a Bari Vecchia., Diomede (Quartiere Libertà), gli emergenti Lorusso e Di Cosola (Carbonara).[senza fonte]

Il clan Strisciuglio è egemone a Bari e dintorni; è un'associazione delinquenziale facente capo a Domenico ‘La Luna' Strisciuglio, operante a partire dal 1997, con finalità di conquista territoriale per l'imposizione di un potere su spazi economici sempre più estesi e con una dilagante attività di violenta sopraffazione collettiva. L'organizzazione nacque nel 1997, con la disgregazione delle famiglie mafiose dei Di Cosola e Laraspata a seguito rispettivamente dei blitz ‘Conte Ugolino' e ‘Mayer' e del conflitto insorto col clan Capriati. Una guerra all'ultimo sangue tra gli Strisciuglio e i Capriati, che “ha avuto la propria epifania con l'omicidio di Giuseppe Capriati ad opera degli Strisciuglio. Da lì un'escalation di violenza per le vie di Bari, nella quale hanno perso la vita innocenti come Michele Fazio, con la definitiva vittoria degli Capriati.

Risultati immagini per Libergolis

Clan attuali

    Bari vecchia: Strisciuglio(ex Laraspata), Capriati, Rizzo

    Madonnella: Di Cosimo-Rafaschieri

    Libertà:Rizzo, Diomede, Coletta, Campanale, Strisciuglio-Caldarola, Lorusso, Ridente,

    San Pasquale-Carrassi: Caracciolese, Diomede

    Japigia: Parisi, Palermiti, Gelao

    Carbonara-Ceglie: Di Cosola-Strisciuglio

    San Paolo: Telegrafo, Montani, Fiore-Risoli

    San Pio: Strisciuglio

Clan scomparsi

    Torre a Mare-Noicattaro: clan Poggioallegro

    Libertà: Biancoli, Mercante, Velluto

    Centro e Bari Vecchia: Laraspata, Lazzarotto, Annacondia, Manzari, , De Felice,

    San Pio/Enziteto: Piperis, Scaglioso-Vispo

Sacra corona libera

La Sacra corona libera, formata da esponenti già appartenuti alla Sacra corona unita. Nasce a causa di contrasti con i vertici della SCU e propone alcune differenze: l'uso di minorenni e l'abolizione dei riti d'iniziazione”.

Cerca nel sito