Melito Porto Salvo (RC)-Al 'Memorial Paolo Pizzi e Totò Franco', trionfa il Prunella di Giuseppe Salvatore Meduri

Melito Porto Salvo (RC)-Al 'Memorial Paolo Pizzi e Totò Franco', trionfa il Prunella di Giuseppe Salvatore Meduri

 

19.08 2016-22:41

Nel triangolare con i Medici Melitesi di Nino Zavettieri, giunto secondo ed il Cosenza di Antonio Caputo, fanalino di coda, disputato al “Saverio Spinella” di Melito Porto Salvo, giunto alla decima edizione

IL PRUNELLA DI PEPPE MEDURI FA TRIS AL “MEMORIAL PAOLO PIZZI ED ANTONIO FRANCO”

Domenico Salvatore

I miracoli dell’amicizia, che spingono il Cosenza a sobbarcarsi la faticaccia di centinaia di chilometri sotto il la canicola africana ed anche i soffioni siberiani, se necessario,  per essere presente al Memorial, intitolato al medico Paolo Pizzi; e da quest’anno anche a Totò Franco.

L'amicizia, catalizzatore e molla che scatta;  quel legame sociale accompagnato da un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone.

Quella relazione, dice Wikipedia, tra due o più persone; il sentimento caratterizzato da una rilevante carica emotiva e fondante la vita sociale dei due (o più) individui.

Ma anche la stima, fondata sul dialogo ed il confronto delle idee, che va avanti da anni. Ed ovviamente il ricordo, la memoria di una persona o una cosa, la nostra storia, la nostra vita passata.

La memoria, più o meno storica; un complesso di vicende ed esperienze del passato, conservata nella coscienza e rievocata alla mente dalla memoria, con più o meno intensa partecipazione affettiva.

Il ricordo dei cari estinti; del fratello lontano; una serata particolare; un giorno memorabile, sino alla tarda età… i vecchi vivono di ricordi.

Ma soprattutto, a spingere, ci sono i valori morali ed ideali, che accomunano la collettività come:  il perdono,  la libertà, la democrazia, l’ amore, il rispetto per la vita, l’ amore per il prossimo, la famiglia, la scuola, la società, l’associazionismo, il volontariato, la felicità, l’ onestà, la legalità, la Chiesa, i boy-scout e così via.

Una bella paginetta deamicisiana, estrapolata dal libro ‘Cuore’, allo stadio “Saverio Spinella”. Ma la partita è ‘vera’. C’è tanto agonismo, ma non manca lo sprazzo tecnico.

Il meccanismo dopo il sorteggio, prevede che la vincente della prima gara, si riposi; e la perdente continui a giocare. Di regola, tutto si decide nell’ultima gara.

In campo, mancano Messi, Ronaldo, Pogba, Bacca, Higuain, Icardi e Totti, ma ci sono i mosquitos; e finanche peones e campesinos del calcio di qualche anno fa.

‘Tigna’, pancetta, mal di schiena, emicrania, strappi, stiramenti e contratture, menischi e crociati ed altri acciacchi connessi con i ‘cinquanta e sessanta’, non impediscono ai nostri eroi di battagliare, à la guerre, comme à la guerre.

C’è gente anche sulla settantina, portata bene, tutto sommato, che rotea senza la bombola dell’ossigeno.

Divise ed arbitri, sono improvvisati, ma lo spirito è quello di Pierre de Frédy, barone di Coubertin; se non di Jim Hawkins ed Indiana Jones.

Il famigerato ‘cucchiaio’ su penalty del bomber di Nino Zavettieri, fa splash down, fra le braccia dell’illusionista silano; che riesce ad ipnotizzare il granatiere locale. Pater dimitte illis, quia nesciunt quid faciunt.

L’uomoragno ospite, cala la saracinesca e se ne va a pesca sui monti Pallidi. Faraca, pareggia il goal di Sergi e fa tornare il sorriso sul volto degl'increduli compagni.

Cosenza (Sbano, Turano, Guzzo, Garofalo, Prantera, Mundo, Camodeca, De Fazio, Faraca, Caputo)e Medici Melitesi (Paino, Ambrogio, Spinella, Smorto, Zavettieri I° Zavettieri II°, Praticò, Stelitano, Carnuccio, Nucera, Baccellieri)non riescono a superarsi.

Le castagne dal fuoco nella lotterìa dei rigori, le cava, Carnuccio, che azzecca il pertugio giusto per infilzare il portiere avversario, un ‘mostro’ fra i pali. Una vittoria di Pirro.

Nel secondo match, il Prunella di Peppe Meduri (Romeo, Meduri, Perla, Scrivo, Martino, Anghelone, Alati, Sergi, Aloi, Neri, Zavettieri III°, Pizzi), sindaco anche di Melito Porto Salvo, in un match senza storia vince a man bassa. Un sonante 3-0 (Alati, Aloi e Scrivo gli autori).

I moduli 4-4-2, 4-3-3 e 3-5-2, lasciano il tempo che trovano. Squadre lunghe, palla avanti e pedalare. ‘Partita finita, quando arbitro fischiato’, diceva Vujadin Boskov.

E concede il bis, nell’ultima gara, con lo stesso punteggio (Aloi, Ambrogio e Pizzi, autore di una rete da antologìa), con cui batte anche il Cosenza.

Spazio ai ‘Tulipani’ come Perla; una spit-fire alla Gullit… ‘Cervo che esce dalla foresta’,  sentenziava il  serbo.

Prima del ‘rompete le righe’, a bordo campo, di fronte al tavolino con il trofeo, coppe e targhe, il dottor Nino Zavettieri, primario in pensione, tratteggia brevemente dal pulpito, la personalità e ricorda l’amico e collega Paolo Pizzi; altrettanto fa l’ingegnere Giuseppe Salvatore Meduri, all’omelia, per Antonio Franco.

Due persone squisite, disponibili, affettuose, efficienti, funzionali ed efficaci, prematuramente scomparse, che amavano la vita; che ci guardano da ‘Lassù’; che ci mancano.

Alla premiazione, hanno presenziato i familiari degli scomparsi, ‘salutati’ con uno spontaneo e scrosciante applauso a scena aperta.

Si sta già pensando all’undicesima edizione, magari e perché no, allargando il Memorial ad altri notissimi campioni della pelota locale, ci sembra giusto, come Nino Manti e Peppe Mangiola, il medico Nucera ecc.; tanto per fare dei nomi, che hanno scritto pagine memorabili di storia calcistica ( e non solo quella, ovviamente) ad ogni livello.

Albo d’oro. Il Prunella ha vinto tre volte, i Medici Melitesi, due; ed inoltre  la squadra degl’ingegneri, Pallica, Lacco e la squadra degl’infermieri.

Infine, i saluti, baci ed abbracci; ma c'è chi si spara la posa; c'è spazio per lo scambio del numero di telefonino. Il tutto, per la relativa comunicazione, corredata da galleria fotografica, è affidato all’unico giornalista presente, che se invitato, non si è mai sottratto. Domenico Salvatore

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