Il misterioso agguato a colpi di pistola di Motta San Giovanni, Davide Scollica lotta tra la vita e la morte negli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria

Il misterioso agguato a colpi di pistola di Motta San Giovanni, Davide Scollica lotta tra la vita e la morte negli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria

Misteriosa imboscata nei pressi dello stadio “Leandro Azzarà, intorno alla mezzanotte di sabato 9 luglio 2016. Protagonisti tre giovani del luogo. Due a bordo di uno scooter, l’altro a piedi: chiarimento o regolamento di conti? L’episodio è ricollegabile a fatti di mafia?

MOTTA SAN GIOVANNI (RC) DAVIDE SCOLLICA FERITO A COLPI DI PISTOLA IN UN AGGUATO DI STAMPO MAFIOSO NEI PRESSI DELLO STADIO

Domenico Salvatore

MOTTA SAN GIOVANNI (RC)-C'era una volta 'l'isola felice' del Comune di Motta, modello di rettitudine morale, sociale culturale e  politica.

Poi, la routine di episodi di cronaca nera a catena, ha contagiato anche questo paese confinante con Reggio Calabria; dapprima a macchia di leopardo, quindi a macchia d'olio.

A parte, alcuni suicidi ed il ritrovamento di corpi carbonizzati; mogli chiuse a chiave; o di partite di droga ed armi. Senza voler criminalizzare nessuno.

La stragrande maggioranza della popolazione mottese è sana, laboriosa, intelligente ed amante della democrazia, della libertà, della Legalità, della Pace e del quieto vivere.

Delitti e reati connessi con il traffico e lo spaccio di droga, detenzione abusiva di armi, furti anche in appartamento, scippi e rapine; e risse e sparatine.

Ancora nessuno si sbilancia negli ambienti investigativi, circa la matrice del misterioso agguato.

Potrebbe trattarsi della solita vendetta privata. Storie di piccolo cabotaggio. Oppure no. Questo si vedrà nelle prossime ore.

Il giovane non collabora. Non sa spiegarsi i motivi dell’agguato e non ha nemici. La solita pappardella, ma non chiamatela ‘omertà’, che cuce le bocche a doppia mandata, per paura di vendette e rappresaglie che non convince affatto gl’inquirenti.

Ci sarebbero o no dei testimoni oculari alla sparatoria?

 

 

  Il comandante provinciale, colonnello Lorenzo Falferi ed il capitano Gianluca Piccione

 

I Carabinieri della stazione di Lazzaro e quelli della Compagnia di Melito Porto Salvo, che si muovo sotto le direttive del capitano Gianluca Piccione, coordinato dal colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale, vogliono sapere, che cosa ci facessero quei tre giovani, nei pressi dello stadio, intorno alla mezzanotte.

Le indagini per identificare i killer e gli eventuali mandanti, sono coordinate dal p.m. di turno, che si muove agli ordini del procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho.

La zona dell’agguato è alla periferia del centro agricolo-pastorale alle pendici dell’Aspromonte, sulla Costa Jonica reggina.

Non si segnalano novità sullo stub eseguito sui pregiudicati della zona, loro alibi orario e controllo domiciliare.

E nemmeno su eventuale ritrovamento del ciclomotore usato per la trappola e l’esecuzione del tentato omicidio.

Secondo una prima sommaria ricostruzione, i tra si sarebbero ritrovati nei pressi del campo sportivo. Per chiarire o per discutere; forse per un regolamento di conti.

La vittima, Davide Scollica, non è nuova alle forze di polizia. Le indagini, come di routine, sono orientate a 360 gradi.

Ogni Stephan Derrich, Theo Kojak, tenente Colombo, maresciallo Rocca, può farsi la propria ipotesi investigativa.

Appare probabile e verosimile, che il terzetto, si sia ritrovato, al di sotto dell’abitato di Motta San Giovanni, perché aveva un appuntamento.

 

  L'abitato di Motta San Giovanni, che sovrasta lo stadio

 

Il dialogo-chiacchierata, dev’essersi trasformato in alterco-diverbio. Uno dei due giovani, probabilmente quello che stava dietro, ad un certo punto, ha estratto una pistola ed ha cominciato a far fuoco, da distanza ravvicinata.

Quattro o cinque i colpi esplosi. E forse anche di più. Scollica istintivamente ha alzato l’avambraccio per ripararsi dai colpi e questo, forse gli ha salvato la vita.

I medici degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, dove il giovane è stato ricoverato in tutta fretta, pur riservandosi la prognosi, non disperano di poter strappare alla morte il ferito.

Davide Scollica è stato raggiunto al capo, al tronco ed agli arti. Resta da vedere, se sia stato lo stesso ferito ad allertare i Carabinieri. O se, qualche parente od amico avvertito telefonicamente dallo stesso, abbia poi provveduto al trasporto al pronto Soccorso.

Nel triangolo Motta San Giovanni-Valanidi-Pellaro, sono egemoni diversi clan di ‘ndrangheta. Ma non è detto, che in questa storia, c’azzecchi la ‘Piovra’. E nemmeno si può dire, su due piedi, che l'episodio sia riconducibile alla mafia.Domenico Salvatore

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