Furnari - No alla sottrazione di uno degli angoli più belli della Sicilia alla pubblica fruizione.Il pubblico al pubblico.

Furnari - No alla sottrazione di  uno degli angoli più belli della Sicilia alla pubblica fruizione.Il pubblico al pubblico.

07.07.2016 - 19.25 - 

SULLA ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE NELLA VICENDA DEI BENI DEMANIALI SVENDUTI

"Ho fatto il mio dovere come sindaco e penso che qualunque amministratore pubblico che ha a cuore il proprio territorio ed è animato da spirito di legalità, non avrebbe fatto diversamente. Ho tutelato una zona pubblica molto bella che ricade nel mio Comune, che era stata sottratta in modo poco trasparente, senza rispetto delle procedure di legge e negando al Comune di Furnari il diritto di prelazione riconosciuto dalla normativa nazionale e regionale.

Peraltro, a fronte della istanza di concessione in uso avanzata da privati sulla medesima area demaniale nella quale ricade il Parco Urbano,  in data 15 marzo 2012 avevo proposto specifica opposizione e fermo diniego, a firma congiunta mia e del responsabile dell’area tecnica Geom. Luigi Stoppia. Il tutto sulla scorta di argomentazioni di esclusivo interesse generale.

Evidentemente ciò non è stato sufficiente a fare desistere chi,  con questa iniziativa poco trasparente ha cercato di far prevalere l’interesse privato sull’interesse pubblico, sottraendo uno degli angoli più belli della Sicilia alla pubblica fruizione.

E ciò è stato fatto non solo violando la normativa vigente in materia di pubblicità nella vendita di un bene demaniale e quella del vigente diritto di prelazione, ma anche ottenendo una svendita dell’area a prezzo assolutamente vile ed irrisorio (0,18 €./mq.).

In questa operazione poco trasparente -- che ci è stata segnalata, con invito ad intervenire,  dal proprietario e precedente concessionario ho denunciato, da amministratori, i dubbi e le evidenti criticità della vicenda, riscontrando con grande sorpresa , nei relativi atti processuali, sorprendenti e discutibili posizioni dell’ avvocatura dello Stato in sintonia con quelle dei privati ma anche inopportune esternazioni di esponenti del Governo Regionale che, voglio credere, non conoscevano i fatti imputati.

Al Presidente della Regione Siciliana che subito manifestato l’intenzione di fare chiarezza,  ho rappresentati i miei suddetti dubbi,  le specifiche criticità e i grumi di interessi poco chiari in una vicenda che solo la ribalta mediatica delle “Le Iene” di Italia Uno ha determinato ad attenzionare adeguatamente. 

Prima della ribalta mediatica, va dato il giusto merito alla Procura della Repubblica di Messina, che ha subito aperto un fascicolo ed avviato una indagine con una azione tempestiva ed efficace che adesso, dopo il vaglio del G.I.P.., ha prodotto i suoi effetti.

Ciò da conforto e sostegno all’azione intrapresa da questa Amministrazione Comunale che su questo argomento non ha contribuito al chiesto sostegno all’iniziativa legale di difesa del Comune, dimostrando stranamente  di conoscere documenti pubblici riservati ed inviati solo agli interessati ed all’Ente locale.

Ritengo doveroso precisare che questa vicenda mi lascia rammaricato per il coinvolgimento di persone che conosco e che dovranno rispondere personalmente. Probabilmente le stesse  sono state coinvolte mal suggerite  e strumentalizzate nella vicenda. Peraltro, a fronte della legittima e motivata opposizione del Comune di Furnari, non può sfuggire che qualcuno abbia pensato, con protervia ed ostinazione degna di miglior causa, di potere comunque imporre il suo particolare sull’interesse generale. E in ciò contrastando il giudizio condiviso dalla totalità dei cittadini che  invoca il mantenimento della pubblica destinazione di quel bene.

Pertanto, da avvocato e persona che si attiene al rispetto della legalità, senza derive giustizialista,e ribadisco che questa è l’unica posizione del sindaco di Furnari sulla vicenda, stigmatizzando ed invitando alla rettifica quanti, senza avere mai avuto con me alcuna interlocuzione di sorta, neppure per via telefonica, mi hanno attribuito espressioni del tipo “Giustizia è fatta”, che non ho mai pronunciato in una vicenda delicata e complessa nella quale auspico che venga fatta chiarezza senza nulla togliere all’accertamento della verità.

Dalla Residenza Municipale 7 luglio 2016

                                                                                             

  Il Sindaco

Avv. Mario Foti "

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COMUNICATO STAMPA

 

LA NOTIZIA DATA IERI DA DELIAPRESS.IT

06.01.2016  08.19

"Nella mattinata del 6 luglio 2016 i Carabinieri della Sezione di Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Messina nell’ambito di indagine coordinata dalla dott.ssa Alessia Giorgianni, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Messina, hanno eseguito un’ Ordinanza su Richiesta per la Applicazione di Misure Cautelari Personali, Interdittive e Reali emessa dal Gip Maria Teresa Arena, a carico di:

1.   GIUFFRE’ Antonella Giuseppina nata a Montalbano Elicona il 19.03.1958 e residente in Messina Via Alfredo Cappellina n. 8 ;

 

2.   SCARDINO Federico nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 15.06.1991e residente in Furnari Via Vittorio Emanuele 107;

 

3.   LA ROCCA Franca nata a Barcellona Pozzo Di Gotto il 18.02.1968 e residente in Santa Marina Salina Via Trieste n. 4;

 

4.   GIUFFRE’ Loredana nata a S. Pier Niceto il 17.01.1963 ivi residente in Via Nuova Russo;

 

5.   CANGEMI Ninfa nata a Monreale il 2.10.1961 ivi residente Via M 21 n. 21/A);

 

6.   CIACERI Dania nata a Noto il 6.10.1956 e residente a Palermo Via Silvaggio Matteo n. 64.

 

Ai predetti sono stati contestati i reati di cui agli artt. 110 e 479 c.p.
 “Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”, perché al fine di commettere il reato di cui all’art. 323 c.p. comma 2, “abuso in atti di ufficio”, in concorso materiale fra loro, formavano un atto pubblico falso. In particolare il 2°, 3° e 4° soggetto, nella qualità di privati, determinavano Antonella GIUFFRE’, Architetto presso il Genio Civile di Messina, a formare un atto di stima di un terreno sito nel comune di Furnari, falso nella parte relativa alla stima del bene per la successiva vendita. Il funzionario GIUFFRE’ Antonella quale autore materiale, attestava  nell’atto indicato un valore per la vendita pari ad euro 3.944,80, quando il terreno andava stimato in più di 368 mila euro. La stessa, nella sua qualità di dirigente dell’Ufficio del Genio Civile di Messina, procurava un ingiusto vantaggio ai privati concorrenti indirizzando la falsa stima del terreno sito in Furnari agli Uffici del Dipartimento Regionale del Bilancio e del Tesoro della Regione Siciliana che nel mese di luglio del 2014 autorizzava la vendita in favore dello Scardino e della La Rocca per poi stipulare il contratto di compravendita presso il notaio in Barcellona P.G. l’11.09.2014.  I funzionari della Regione Sicilia procuravano intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale ai predetti privati recando evidente danno patrimoniale all’Ente regionale, violando dapprima le norme sulla trasparenza della azione amministrativa per poi autorizzare la vendita del bene all’indicato prezzo sottostimato.

 

La complessa attività di indagine svolta  dai Carabinieri della Sezione di p.g. presso il Tribunale di Messina, coordinata dal P.M. dr.ssa Alessia Giorgianni  ed  arricchita  dal  contributo  della Guardia di Finanza di Barcellona P.G.,  ha consentito di suffragare le  risultanze investigative.

Contestualmente alla esecuzione della predetta Ordinanza, è stata  applicata la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico Ufficio per la durata di mesi sei nei confronti degli indicati funzionari della Regione Siciliana.

 E’ stato altresì  disposto ed eseguito il sequestro preventivo dell’area in questione ricadente nel Comune di Furnari.

 

 

Ufficio Stampa

Comando Provinciale Carabinieri Messina     "

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