Dritti impietriti davanti alle bare o accovacciati accanto a esse in un continuo abbraccio, i familiari di 35 delle vittime del terremoto nelle Marche (50 in tutto)

Dritti impietriti davanti alle bare o accovacciati accanto a esse in un continuo abbraccio, i familiari di 35 delle vittime del terremoto nelle Marche (50 in tutto)

Posted by Domenico Salvatore

 

28.08.2016   12:48

AGGIORNAMENTO TERREMOTO 24 AGOSTO 2016 NEL CENTRO iTALIA

Terremoto: le inchieste puntano su materiali e procedure. Due le indagini: una a Rieti e una ad Ascoli Piceno

 

Foto Massimo Percossi - Cristiano Chiodi - Alessia Marconi - Matteo Crocchioni - Angelo Carconi

"Dritti impietriti davanti alle bare o accovacciati accanto a esse, fonte e foto Ansa, in un continuo abbraccio, i familiari di 35 delle vittime del terremoto nelle Marche (50 in tutto, ma per molti le esequie sono state già celebrate altrove) non hanno lasciato un attimo i loro cari nel giorno dell'ultimo saluto.

"In un bagno di dolore", come dice al termine uno di loro, fonte Ansa, di chi ha perso case e affetti. "Io vi aiuterò" ha cercato di rassicurarli il presidente del Consiglio Matteo Renzi, visibilmente provato in volto.

Il dolore che non ha lasciato indifferenti le massime autorità dello Stato. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha abbracciato e confortato uno a uno i parenti delle vittime. Lo stesso ha fatto pochi minuti dopo il premier Renzi e particolarmente colpito è apparsa la moglie Agnese.

Questa non ha nascosto la commozione e durante la messa il marito ha cercato di confortarla con una carezza sulla spalla.

Mattarella ad Amatrice fra soccoritori, bambini e gente del luogo 

Nella palestra hanno preso posto parenti e amici delle vittime, stretti ai loro familiari. "Sono nato lì - dice Cesare -, a Pescara del Tronto e ci conoscevamo tutti.

Ci ritrovavamo per l'estate e oggi invece lo facciamo qui". "Abbiamo perso tutto" continuano a ripetere con ancora negli occhi il terrore del terremoto. Due le bare bianche che hanno reso se possibile ancora più cupa la giornata.

Una di Giulia, la bambina che probabilmente con la sua morte ha salvato la sorella Giorgia. L'altra di Marisol, 18 mesi, la vittima più piccola del terremoto che però non è stata poi tumulata.

La famiglia ha infatti deciso che prima di farlo attenderà un'ultima carezza dalla madre ancora ricoverata all'ospedale di Ancona.

LE BARE NELLA PALESTRA AD ASCOLI PICENO



Tra le bare c' è chi ha imprecato contro la fatalità e chi ha rimpianto di avere fatto o non fatto qualcosa la notte del terremoto che poteva evitare la morte dei loro cari. Uno dei parenti a inizio cerimonia ha anche accusato un leggero malore venendo soccorso dal personale sanitario presente.

"Ditemi che cosa è meglio per voi, non possiamo decidere tutto da Roma" ha detto ai congiunti delle vittime il premier. "Dovete essere voi a dirci - ha aggiunto - se volete rimanere nei vostri territori".

Sergio, uno dei parenti, gli ha chiesto di "considerare la ricostruzione una cosa personale, non politica". "Se no - ha aggiunto - tra pochi anni rischiamo di ritrovarci nelle stesse condizioni di oggi. Pescara del Tronto è implosa, sembra Aleppo. Spero che questo bagno di dolore possa aiutare anche i nostri politici".

 

"Ci siamo e ci saremo sempre" ha assicurato Renzi ai sindaci presenti con i loro gonfaloni. Promesse che la moglie Agnese "aiuterà" a mantenere. "Ci penserò io a ricordarglielo" ha assicurato lei stessa a una donna confortata accanto a una delle bare.

Al termine del rito religioso celebrato dal vescovo don Giovanni D'Ercole le salme sono tornate ad Arquata del Tronto. Portate fuori dalla palestra dai vigili del fuoco che fino in ultimo hanno cercato di salvargli la vita.

Passando in un corridoio formato dai boy scout che per tutto il giorno non hanno mollato un attimo i loro parenti. Per un ultimo triste viaggio verso Pescara e Arquata del Tronto."

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AGGIORNAMENTO DEL 28 AGOSTO 2016, ORE 14:16

"Materiali usati per le costruzioni - cemento, sabbia, mattoni - ma anche le procedure seguite nella realizzazione degli edifici più recenti, crollati o lesionati per il terremoto: si occuperà di tutto questo l'inchiesta aperta dalla procura di Rieti dopo il sisma del 24 agosto.

Il fascicolo c'è, per ora non ci sono nomi di indagati, né sequestri, fonte Ansa,. C'è anche un'ipotesi di reato, disastro colposo, alla quale, se emergeranno responsabilità specifiche, potrà aggiungersi anche quella di omicidio colposo.

Accanto a quella di Rieti, c'è una seconda inchiesta, anche questa per ora senza indagati, aperta dalla Procura di Ascoli Piceno per il fronte marchigiano del terremoto.

Nelle due procure per ora si continua a lavorare per l'identificazione delle vittime, ma è scontato che, dopo questa prima fase, le inchieste entreranno nel vivo: con i primi sequestri, sulla base delle acquisizioni già in corso da parte della polizia giudiziaria, e con l'obiettivo di accertare i motivi dei crolli che hanno determinato la morte di tante persone.

Si tratterà, in definitiva, di verificare se tutto sia dipeso solamente dalla forza del terremoto oppure da costruzioni fatte male, con materiali scadenti, cattive progettazioni ed eventuali speculazioni sul cemento.

L'inchiesta paradossalmente, potrà coinvolgere anche eventuali superstiti, committenti degli interventi, in caso di mancato rispetto delle regole edilizie e delle norme antisismiche.

Nel reatino, in particolare, l'indagine si annuncia molto complessa, anche perché in gran parte basata sulla documentazione relativa agli immobili - come progetti e autorizzazioni - finita tra le macerie del comune.

Proprio per questo saranno usate particolari precauzioni nella rimozione delle macerie della casa comunale, con l'obiettivo di recuperare il maggior numero possibile di "pratiche".

Si chiederà, inoltre, "soccorso", se sarà necessario, a provincia e Regione Lazio per i documenti condivisi. Uno degli aspetti su cui si potrebbe soffermare l'attenzione degli inquirenti è anche il motivo per cui lesioni e crolli si sono verificati anche in edifici che erano stati ristrutturati di recente con previsione di interventi antisismici, e che tuttavia, non hanno retto all'urto dell'onda sismica, a cominciare dalla scuola di Amatrice e dal campanile di Accumoli, divenuti simboli del disastro.


Gli accertamenti, per gli edifici sui quali si indagherà, riguarderanno tutto l'iter della costruzione: dall'assegnazione degli appalti alla progettazione, dall'edificazione dell'immobile ai controlli successivi, con particolare riguardo alla verifica della rispondenza alle leggi antisismiche.

Le due procure - quella reatina e quella ascolana - inoltre, saranno impegnate anche su un altro fronte, che non guarda solo al passato, al costruito, ma anche a ciò che dovrà essere nuovamente realizzato: si dovrà fare i conti con il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nelle operazioni di ricostruzione.

E' probabile, al riguardo, anche un forte coordinamento con la procura nazionale antimafia poiché gli interventi edilizi per la rinascita dei paesi, come esperienze del passato dimostrano, potrebbero attirare gli appetiti mafiosi che vedono nella ricostruzione la possibilità di sviluppare i propri affari".

il procuratore capo di Rieti Giuseppe Saieva, si è recato nei paesi toccati dal disastro per un primo sopralluogo. Anche il suo collega di Ascoli Piceno, Michele Renzo, ha aperto formalmente un’inchiesta.

AGGIORNAMENTO

26 AGO - Nella ricostruzione dopo il sisma del Centro Italia "bisogna assolutamente assicurare procedure trasparenti, controllate, semplici, soprattutto affidate a persone di comprovata onestà".

E' questo l'appello lanciato oggi da Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia. "Non basta, non è sufficiente, il super controllore, l'Anac. Ci vogliono le persone oneste sul campo, le persone preparate e capaci sul campo", ha aggiunto, intervenendo al Festival delle Nuove Vie, a Courmayeur.

"La democrazia - ha sottolineato - è purtroppo il ventre molle del sistema, soprattutto quando è esposta alle mire delle organizzazione di malaffare".

Roberti è però ottimista: "Può darsi che ora si possano determinare le condizioni, perché ho visto che le zone colpite da questo terremoto sono abbastanza circoscritte" e "il sindaco di Amatrice mi sembra una persona brava, capace, competente, quindi può darsi che ora ci siano le condizioni per poter avere una più spedita realizzazione degli interventi di ricostruzione"

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