Cracovia 31^ Giornata della Gioventù/ Sua Santità Francesco I° in Polonia, il legame con papa Wojtyla, "inventore" delle Gmg,

Cracovia 31^ Giornata della Gioventù/ Sua Santità Francesco I° in Polonia, il legame con papa Wojtyla, "inventore" delle Gmg,

Tanti giovani da ogni parte del mondo, ha ricordato il Papa all'Angelus, in questi giorni stanno andando a Cracovia per la 31ma Giornata mondiale della gioventù (Gmg).

Anche lui partirà, mercoledì prossimo, per "celebrare con loro e per loro - ha detto suscitando un applauso della piazza - il giubileo della misericordia, con l'intercessione di Giovanni Paolo II". Papa Francesco ha chiesto di essere accompagnato con la preghiera, ha ringraziato quanti stanno guidando e accompagnando i ragazzi in Polonia, quanti li ospitano, e ha rivolto un "pensiero speciale" a quanti non potranno partecipare di persona.

"Saremo tutti uniti nella preghiera", ha incoraggiato. Se la Gmg è un raduno da tutto il mondo e la prospettiva è universale, il fattore Polonia avrà il suo peso in questo viaggio papale, dato il legame con papa Wojtyla, "inventore" delle Gmg, senza contare che la maggioranza dei giovani saranno giocoforza polacchi e europei.

E infatti papa Francesco, nel suo videomessaggio ai partecipanti pubblicato alcuni giorni fa, si è rivolto sia ai giovani di tutto il mondo che al popolo polacco.

Terzo pontefice dopo un polacco e un tedesco a visitare la Polonia, cosa troverà e cosa porterà il primo papa latinoamericano a Cracovia e Czestochowa, nel sud del Paese che resta la roccaforte della Chiesa polacca, con tassi di frequenza a messa attorno al 50% nelle città e oltre il 70% nelle campagne?

Resta forte in Polonia l'eredità dei nove viaggi del papa polacco, a cominciare da quello del 1979, con la storica visita ad Auschwitz, quando ancora l'Europa era divisa in due.

Significativa anche quella del papa tedesco, che nel 2006 tese la mano a una Chiesa impigrita da 27 anni di papa polacco, la cui morte la privava del punto di riferimento da cui si era aspettata indicazioni precise su ogni cosa.

Più che significativo inoltre il succedersi di un papa tedesco a uno polacco, nel processo di riconciliazione tra i due popoli, e il suo peso sul vecchio continente che nel 2006 era ancora quello della integrazione e della costruzione di pace, dopo la carneficina della Seconda guerra mondiale e della follia nazista.Completamente cambiata, anche solo dal 2006, la realtà sociale e politica del Paese, il peso della Chiesa e il ruolo dei cattolici.

La Polonia che nel 1991 papa Wojtyla ammoniva di non sprecare la libertà ritrovata cedendo alle sirene del consumismo capitalista, oggi è un paese che invecchia, in cui la crisi costringe molti giovani ad emigrare; che preferisce fornire aiuti economici e in situ ai profughi dal Medio oriente piuttosto che integrarli sul proprio territorio, come invece ha fatto nel passato recente con ceceni, bosniaci, e ucraini; che rifiuta il sistema europeo delle quote.

Un Paese che alcuni percepiscono come troppo identitario e in cui la Chiesa, a seconda delle questioni in discussione, si trova in sintonia ora con il governo ora con l'opposizione, peraltro nate dalla stessa costola di Solidarnosc, e che prima del crollo del muro trovavano un minimo di garanzie sotto il comune ombrello protettivo della Chiesa.

Il premier signora Beata Szydlo è al potere da novembre, dopo la vittoria del partito conservatore "Legge e giustizia", presieduto da Jaroslaw Kaczynski e fondato nel 2001 dallo stesso Kaczynski insieme al gemello Lech, presidente della Repubblica morto nel 2010 nell'incidente aereo di Smolensk.

Con il governo conservatore la Chiesa sembra trovarsi in sintonia su famiglia e demografia, avendo la Szydlo attuato la politica "500+", per cui viene concesso un contributo mensile di 500 sloty, circa 120 euro al mese, per ogni figlio oltre il primo.

Ma i temi forti del gruppo di Visegrad, di cui la Polonia fa parte con Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, sembrano conciliarsi poco con la predicazione di papa Bergoglio.

E particolarmente sui migranti la Chiesa polacca cerca di prendere le distanze dal governo, e rivendica di essere non da ora sulla linea dell'accoglienza. Non tutti i vescovi condividono le idee del Papa, sia circa i migranti, che riguardo questioni più ecclesiali,come la ricezione della esortazione apostolica Amoris Laetitia: questa in Polonia patisce alcune perplessità già manifestate da diversi presuli polacchi nel corso dei due sinodi sulla famiglia.

Nella percezione di alcuni vescovi e di qualche sacerdote, inoltre, papa Francesco insiste troppo sui temi sociali e della giustizia, che i polacchi più anziani hanno sentito per cinquanta anni sbandierati con scarsa sincerità dal regime filosovietico.

Per altri, pur avendo numerosi punti di contatto con Wojtyla, Bergoglio è percepito come venuto da troppo lontano, poco conosciuto, e suscita qualche diffidenza. Per i più giovani invece, su questo concordano molti osservatori, questo problema non esiste, e c'è simpatia nei confronti del Papa inteso come leader universale, e visto con curiosità e affetto.

C'è un luogo in cui la religiosità di papa Francesco e quella dei polacchi potrebbe incontrarsi con maggior facilità: il santuario della Madonna Nera a Czestochowa, simbolo di identità nazionale, non solo religiosa, in cui la devozione mariana del papa gesuita potrebbe dare spunti nuovi alla religiosità dei polacchi e interpellare la fede di pastori e fedeli di tutte le età.

Tutto da osservare sarà infine il rapporto tra il Papa e i giovani, nella prima Gmg da lui indetta e dove i giovani europei saranno giocoforza i più numerosi. Mentre la sicurezza, in questa drammatica fase internazionale, con i numerosi attacchi terroristici in Europa, in particolare a Nizza, è certo un problema, che però non spetterà al Papa affrontare.

 

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