C'era una volta il Bagaladi calcio, Omega e Vallata

C'era una volta il Bagaladi calcio, Omega e Vallata

25 agosto 2018     12:25

Posted by Domenico Salvatore-

Il sindaco ingegnere Santo Monorchio, ha messo in moto la macchina, per il rientro in grande stile del calcio che conta sulle rive del Tuccio

BAGALADI SOGNA IL GRAN RITORNO SUL TAPPETINO VERDE DEL 'TINA ABENAVOLI'

 

BAGALADI (RC)-Alcuni hooligans e skin-heads, l'altro giorno ci hanno fermato per strada:"Ma Domenico, perchè non lanci un appello sul tuo giornale on line (deliapress.it). A Bagaladi ci sono tanti ragazzi delle scuole elementari, medie, superiori ed Università che potrebbero giocare al calcio"; in mancanza di altro.

Se non è una santa crociata, poco ci manca.E Pier Capponi disse...'Voi sonerete le vostre trombe e noi soneremo le nostre campane'. Lo facciamo ben volentieri, ipso facto. Si potrebbe cominciare con una squadra di Amatori (UISP, CSI o FIGC), in attesa di un ritorno all'antico:3^ e 2^ Categoria.

Qualche campesino e peone attempato, ricorda con grande nostalgia i tempi d'oro, gli anni ruggenti, quando la Vallata Bagaladi San Lorenzo (Eccellenza) faceva tremare le vene dei polsi, a squadre di mezza Calabria, ben più blasonate; come il Crotone, che riuscì a strappare il pareggio all'ultimo minuto.

E dopo la fusione con la Melitese, il dottor Giovanni Maesano, Gianni Villari, Mimmo Stilo e Francesco Romeo 'Cicciobenito', realizzarono il sogno di una notte di mezza estate: la serie D con la Valle Grecanica.

Seguirono anni di silenzio e di abbandono. Pater dimitte illis quia nesciunt quid faciunt. Poi ecco il Campionato Amatori e la Terza Categoria con l'avvocatessa Giovanna Pizzimenti, il dottor Pasquale Pannuti e Nino Caccamo.

Siamo capitati un giorno feriale a Bagaladi. Inevitabilmente, nostalgia canaglia siamo andati a 'far visita' allo stadio comunale, non siamo riusciti a resistere al 'richiamo della foresta'. Per oltre vent'anni, siamo stati fra i protagonisti di quel sogno.

 

Faceva una certa impressione vedere le reti erose e corrose, erbacce alte così, sentire l'odore acre di abbandono, vedere gli spogliatoi serrati ed il silenzio tombale, dominare sovrano.

Le urla della folla, ultras e contras uniti, lo sventolio di striscioni, bandiere e bandierine; il grido di gioia dei calciatori, degli allenatori, dei panchinari, il fischietto dell'arbitro. Solo un ricordo.

Quanti ricordi, quante emozioni, la vitttoria del Campionato di Eccellenza, la conquista della Coppa Italia e tante tantissime vittorie in casa ed in trasferta. Fior di campioni, che volevano giocare a Bagaladi.

Un ambiente sano a misura di ragazzo, totalmente immerso nel verde, nella natura e nell'ossigeno, dove si praticava il rispetto delle regole, propedeutico alla legalità, il dialogo ed il confronto delle idee.

Calciatori provenienti da Palizzi, Brancaleone, Bova Marina, Condofuri, Melito Porto Salvo, Saline, Lazzaro, Bocale, Pellaro, Reggio Calabria e via dicendo, che partendo dai fratelli Ciancia e dall'architetto Marra ed allenatori di prima grandezza come Mimmo Tripodi, Pippo Laface, Gaetano Mazzone e lo stesso Rocco La Rocca, portarono i colori rosso e verde a sventolare sul pennone più alto dei campi di gioco della Calabria.

Portarono onore e gloria alla cittadina del sindaco più longevo Giuseppe Iacopino ed iscrissero il nome di Bagaladi negli annali della storia calcistica a livello calabrese e di converso anche nazionale. Radio, televisione, giornali cartacei ed on line, anche di respiro nazionale s'interessavano dei destini del Bagaladi. Serve uno scatto d'orgoglio per risalire la china; per rinverdire gli allori. Fonte delle fotografie, Internet

Domenico Salvatore

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