BOVA MARINA - IL GIORNALISMO COME IMPEGNO CIVILE: LA SERATA DEL 22 AGOSTO DEDICATA A TONIO LICORDARI

BOVA MARINA - IL GIORNALISMO COME IMPEGNO CIVILE: LA SERATA DEL 22 AGOSTO DEDICATA A TONIO LICORDARI

21.08.2016  17:45  -  

posted by Elio Cotronei admin deliapress.it - 

A 72 ANNI SI HA ANCORA DAVANTI UN BEL TRATTO DI STRADA PERCORRENDO IL QUALE SI HA L’OCCASIONE DI ESSERE UN TESTIMONIAL VIVENTE DI UMANITA', PASSIONE, CONOSCENZE, ESPERIENZE, RELAZIONI, METODO; TUTTI REQUISITI CHE ERANO SICURAMENTE IN POSSESSO DEL GIORNALISTA TONIO LICORDARI.

Questa è la grande perdita per la collettività.

Sempre disponibile – più volte è stato da me invitato all’Università per la Terza Età in occasione di particolari eventi - sempre pronto a cogliere le occasioni per fare giornalismo.

Ricordo nel 1991, dopo i grandi eventi che caratterizzarono la Perestrojka nell’Unione Sovietica -  ebbi l’occasione di far arrivare a Bova Marina un giornalista di una grande testata russa, Pavel Negoitsa, un grande successo. Tonio percepì l’occasione di una testimonianza diretta e volle essere presente e  intervistarlo dedicandogli la Terza pagina della Gazzetta del Sud.

Non passò molto che mi restituì l’opportunità facendomi arrivare Vittorio Sgarbi; un autentico bagno di folla.

Proprio l’anno scorso lo pregai di essere presente con la sua testimonianza largamente vissuta in occasione del 50enario della collocazione della statua della Madonna del Mare sul promontorio.

Quanto avremmo fatto ancora!

Quante occasioni perdute per fare tesoro delle sue competenze!

Fare giornalismo è una ricchezza, lo sto comprendendo ora che da poco mi sono affacciato su questo settore. Giorno per giorno di fronte a informazioni di prima mano provenienti da tutti i settori e da tutte le latitudini: in pochi mesi sono passati dalle mie mani 2500 articoli che ho inserito su deliapress.it il quotidiano on line in tempi reali di Bova Marina da me edito per l’Università per la Terza Età.

Dico questo per cercare di immaginare la portata esperienziale di una vita interamente dedicata alla carta stampata, la vita di Tonio Licordari.

 

Riportiamo alcune testimonianze delle massime autorità istituzionali così come le abbiamo riportate su deliapress.it nel maggio scorso.

Per gli approfondimenti usare il link che riporta alla pagina.

Riproduciamo degli stralci dell’articolo curato da Domenico Salvatore, il 5 maggio 2016, che lo ha visto all'opera per 8 anni, con lui fianco a fianco alla Gazzetta del Sud;per il testo completo usare il link. 

 

 

UN GRANDE GIORNALISTA, TONIO LICORDARI CI HA LASCIATI, PREMATURAMENTE

Domenico Salvatore

Un colpo al cuore, stamani, quando un’amica comune, ci ha dato la ferale notizia…: è morto Tonio Licordari! Un terremoto del decimo grado della Scala Richter. Con lui, se ne va un pezzo del giornalismo calabrese e nazionale.

Roba da infarto. Per la quasi totalità dei giornalisti, era un collega, "speciale" quanto si voglia, ma alla fin fine, come un altro, punto e basta.

Per lo scrivente, per la cultura e per il giornalismo invece era molto di più: un'icona, un simbolo. Maestro e guida di un'intera generazione di giornalisti. Passione per lo sport, la musica, la politica.

Vite parallele le nostre

 

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Ci confidava i suoi sogni…”Sono stato contattato dal Corriere dello Sport, dalla Gazzetta dello Sport, da Tuttosport, da Guerin Sportivo, dal Corriere della Sera, da La Repubblica, ma io resterò qui, nella mia terra e continuerò a lottare per un mondo migliore”.

Grand’esperto anche di politica, rivedeva… Vincelli, Pucci, Antoniozzi, Mancini, Principe, Murmura, Frasca, Craxi, Berlusconi, Meduri, Franco, Scopelliti, Ligato, Quattrone, Manti, Zappia, Stillittano, Minniti, Zavettieri, Crupi, Briguglio, Nucara, Nucera, Nicolò, Neri,…

Era sempre il primo ad accorrere ai funerali dei colleghi. A recitare appassionate elegie funebri, sermoni. Come quello celeberrimo per la morte di Carmelo Malara, scomparso a soli 33 anni.

 

Di sicuro, lo si incontrava pure, all’annuale riunione degli ex allievi salesiani di Bova Marina, insieme al giudice Viola a Totò Pizzi, Nanà Cilione, Lillo Pizzi.

Lo aspettavamo al tabacchino di Saro a Melito ed intorno ad un tavolino, si continuava a chiacchierare, allegramente; da pensionati, intorno ad una tazza di caffè...caro Mimmo, Karol Wojtyla e Carlo Azeglio Ciampi, ci dicono di tenere la testa sulle spalle, la schiena dritta, ma io non mi sono mai piegato, né inchinato di fronte a nessuno.

“Finalmente, potrò godermi la pensione” ci diceva. Ora, potrò scrivere le mie memorie e non solo e continuare a scrivere articoli per il giornale.

Ma il destino, beffardo ed ironico, ha deciso diversamente. Il tragico gioco di Clòto, Làchesi e Àtropo; la prima, fila il filo della vita; la seconda, dispensa i destini, assegnandone uno a ogni individuo stabilendone anche la durata; la terza, l'inesorabile, taglia il filo della vita al momento stabilito.

Aveva preso a scrivere libri, ma un brutto giorno fu raggelato dalla crudele notizia della malattia.

Impossibile accettarla. Tentò di farsene una ragione confrontandosi con la filosofia, con la Religione, con la realtà. Si sottopose pure al trapianto. Tutto bene? Forse!

E sopravvisse…lo spazio di un mattino. Non ha mai amato tanto la vita.

Se ne sono andati tutti.

Son tornati alla ‘Casa del Padre’. Ci hanno lasciati soli. Un giorno o l’altro, andremo a trovarli.

E saremo di nuovo insieme.

Tutti maestri di giornalismo e di fotografia. Quanti premi, coppe, trofei, medaglie, attestati, diplomi, pergamene, riconoscimenti.

Questo è il momento del dolore, delle condoglianze, del cordoglio. Amici veri e sinceri che lo hanno rispetto in vita; che gli hanno voluto bene; che lo hanno aiutato.

Ma, non sono state sempre rose e fiori ed azzurro cielo. Le iene maculate non mancano da nessuna parte ed altra fauna come squali, tigri del Bengala, avvoltoi e piranhas, serpenti sempre pronti a sputare veleno come il naja-naja e coccodrilli, pronti a versare lacrime, nemmeno.

Falsi amici, opportunisti, camaleonti, voltagabbana e trasformisti, che lo avversarono, osteggiarono, ostacolarono e disturbarono; che in preda al delirium tremens, sono pronti a strapparsi i capelli ed a lacerarsi le vesti.

Non mancano mai nella vita di un uomo. Specialmente, se giornalista con la “G” maiuscola e la schiena dritta.

L’invidia e la gelosia, sono nate con l’uomo…homo homini lupus. Tonio Licordari è morto a Reggio Calabria, a 72 anni, il 5 maggio…

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Un altro grande personaggio della cultura, nobile figlio di Bova Marina, come il professore Pasquino Crupi, scomparso qualche anno fa, pure lui giornalista. Hanno lasciato una pesante eredità.

Maggiori informazioni https://www.deliapress.it/news/la-scomparsa-del-giornalista-tonio-licordari-una-voce-libera-schiena-dritta-e-testa-sulle-spalle/

 

 

Catanzaro - Il dolore del governatore Oliverio per la scomparsa di Licordari:"Ci mancherà un maestro del giornalismo libero, la sua passione"

https://www.deliapress.it/news/il-dolore-del-governatore-oliverio-per-la-scomparsa-di-licordari-ci-manchera-un-maestro-del-giornalismo-libero-la-sua-passione/

 

 

REGGIO CALABRIA - Tonio Licordari, il cordoglio delle Istituzioni: Oliviero, Irto, D'Agostino, Falcomatà.

https://www.deliapress.it/news/reggio-calabria-tonio-licordari-il-cordoglio-delle-istituzioni/

 

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