Bova Marina, applausi al Centro Studi Documentazione per “Africo…dalle origini ai nostri giorni” di Bruno Palamara

Bova Marina, applausi al Centro Studi Documentazione per “Africo…dalle origini ai nostri giorni” di Bruno Palamara

10.07.2016 - 

di Francesca Martino - 

“Non si può conoscere la storia degli altri se prima non si conosce la propria” ha esordito Bruno Palamara autore del libro “Africo… dalle origini ai nostri giorni” Laruffa Editore.

Un libro avvincente e determinato, che affonda le sue radici nella gente, forte e resistente anche nelle condizioni più ostili pure quando la speranza era solo un miraggio.

 

Nell’ambito delle manifestazioni promosse dal Centro Studi Documentazione ArcheoDeri a San Pasquale Bova Marina, l’Associazione Culturale ”ArcheoDeri” in collaborazione con Laruffa Editore ha organizzato il reading letterario di Bruno Palamara, autore del libro “Africo…dalle origini ai nostri giorni” Laruffa Editore.

 

L’evento è stato patrocinato dal Comune di Bova Marina e si è tenuto Sabato 9 luglio alle ore 17:30 presso il Centro Studi Documentazione ArcheoDeri.

I lavori sono stati introdotti e moderati dal Dott.Franco Tuscano, Responsabile Centro Studi Documentazione. Subito dopo sono seguiti i saluti di Francesca Martino per l’Associazione Culturale “ArcheoDeri”.

 

Il libro è stato discusso dai relatori: Vincenzo de Angelis, Storico e Deputazione Patria e Dott. Cosimo Sframeli, Storico e Giornalista.

 

Quello che più mi ha colpito leggendo il libro dell’autore Bruno Palamara e che non si parla di ‘ndrangheta – ha dichiarato Cosimo Sframeli – Inizialmente il paese di Africo è stato abbandonato dallo Stato e il malaffare nasce come forma d’ingiustizia e si rafforza nella società contadina, prendendo il sopravvento nel corso degli anni.

Africo è anche terra di ribellione e resistenza, ricordiamo il movimento sindacale ed il partito comunista italiano, foriero di buoni ideali. Grazie a Bruno Palamara per aver scritto questo libro, per dire che Africo è pure altro”.

 

Anche lo storico Vincenzo De Agelis nel suo intervento, ha evidenziato la cura certosina del lavoro di ricerca dello scrittore : “Il Testo  è uno studio scientifico – antropologico di due paesi diversi, quali. Africo e Caselnuovo.

Trovo tanto amore e passione per i luoghi descritti minuziosamente. Il popolo deve conoscere la storia, le proprie origini e poi divulgarle”.

 

Franco Tuscano, Responsabile del Centro Studi Documentazione in un suo intervento molto coinvolgente ha dichiarato: Un libro interessantissimo che è un atto d'amore dell'amico Dr Bruno Palamara, nei confronti della gente di Africo e Casalnuovo; un libro che è una vera " opera magna", che racconta mirabilmente ed in maniera dettagliata la storia di questa gente fatta soprattutto di stenti e miserie; gente che però, con grande dignità, non ha mai del tutto smarrito la speranza anche quando questa appariva come mera illusione. Ringrazio i tanti, meravigliosi ragazzi dell'Associazione ArcheoDeri ed il folto pubblico che nobilita i nostri eventi. Quello di oggi è stato solo uno dei tanti incontri presso la bellissima location del Centro Studi Documentazione ArcheoDeri, nell'ambito della stagione estiva.

Prossimo appuntamento- il 23 luglio pv- col Dr Sebastiano Stranges che ci condurrà in un viaggio di scoperta del nostro territorio, dal titolo emblematico: "Dal Paleolitico ai nostri giorni

 

L’incontro letterario è stato impreziosito dalla voce graffiante dell’Area Grecanica, Tosca Pizzi e dalla musica in poesia del Cantastorie Gianni Favasuli e l’accoglienza invece è stata guidata dai giovani volontari dell’Associazione culturale “Archeoderi”.

L’incontro letterario è stato concluso dall’autore, Bruno Palamara:”Per non scrivere di ‘ndrangheta in questo libro ho incontrato numerose difficoltà, perché molti hanno dichiarato, che spesse volte, per vendere  i libri bisogna parlare di azioni criminose.

Io non ho voluto, perché non è nella mia natura andare alla ricerca del denaro facile, ma è solo passione di scrivere e dare un contributo alla rinascita di un popolo, che mi onoro di farne parte.

Io sono orgoglioso di appartenere ad Africo e ho dedicato parte della mia vita, scrivendo due libri per completare un percorso di studio e ricerca”.

 

Nel corso dell’appuntamento è stato evidenziato dall’autore Africo e il suo fascino antico, fatto di grandi fatiche, di gente semplice, di pastori e agricoltori, sottolineando le ipotetiche e misteriose informazioni sulle origini di quello che Gerhard Rohlfs,uno dei più grandi glottologi della storia, definì “il più isolato paese dell’Aspromonte”.

Sicuramente l’ubicazione lontana dai diversi centri urbani ha ostacolato una non facile inclusione nel contesto socio – economico aspromontano.

 

Molti studiosi hanno scritto su Africo, tra i quali menzioniamo Antonio Catanea – Alati in “Origini di Bova e del suo nome” in cui ipotizza un’origine araba per una parte della popolazione. Tuttavia è bene sottolineare che l’analisi dei cognomi imperanti ad Africo, sono per la maggior parte di derivazione greca e latina, dunque escluderebbe questa ipotesi che potrebbe essere fondata se comparata alla sua frazione Casalnuovo, dove sono presenti cognomi di chiara estrazione araba, quali Morabito e Modafferi tra i più diffusi.

 
 
 
 

 

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