Bova Marina, al Centro Studi Documentazione Archeoderi “Africo…dalle origini ai nostri giorni” di Bruno Palamara

Bova Marina, al Centro Studi Documentazione Archeoderi “Africo…dalle origini ai nostri giorni” di Bruno Palamara

di Francesca Martino - 05.07.2016  - 15.15 - 

 

Nell’ambito delle manifestazioni promosse dal Centro Studi Documentazione ArcheoDeri a San Pasquale Bova Marina, l’Associazione Culturale ”ArcheoDeri” in collaborazione con Laruffa Editore organizza il reading letterario di Bruno Palamara, autore del libro “Africo…dalle origini ai nostri giorni” Laruffa Editore.

L’evento è patrocinato dal Comune di Bova Marina e si terrà Sabato 9 luglio alle ore 17:30 presso il Centro Studi Documentazione ArcheoDeri.

 

Introduce e modera Franco Tuscano, Responsabile Centro Studi Documentazione. Sono previsti i saluti del Sindaco di Bova Marina, l’Avv. Vincenzo Crupi e Francesca Martino per l’Associazione Culturale “ArcheoDeri”.

 

Il libro sarà discusso dai relatori: Vincenzo de Angelis, Storico e Deputazione Patria e Dott. Cosimo Sframeli, Storico e Giornalista. L’incontro letterario sarà impreziosito dalla voce graffiante dell’Area Grecanica, Tosca Pizzi e dalla musica in poesia del Cantastorie Gianni Favasuli. Conclude l’autore, Bruno Palamara che parlerà del minuzioso lavoro di ricerca iniziato con “Africo dalle origini ai nostri giorni”.

 

 L’accoglienza invece sarà affidata ai giovani volontari dell’Associazione culturale “Archeoderi”.

 

Al centro dell’iniziativa culturale Africo e il suo fascino antico fatto di grandi fatiche, di gente semplice, di pastori e agricoltori. Come non rimanere incantati dalle prime case di questo luogo pittoresco, una visione da girone dantesco, costruzioni letteralmente fuse con la montagna. Siamo a 690 metri di quota, in uno dei luoghi più inaccessibili dell’intero Aspromonte, sovrastati dalla mole del Montalto (m.1956), che sembra voler dominare con bonario ma allo stesso tempo imponente distacco tutte le propaggini che scendono vertiginosamente verso lo Ionio. La realtà di Africo è quella di una vita dura e aspra quasi ai confini della realtà.

 

Ipotetiche  e misteriose sono le informazioni sulle origini  di quello che Gerhard Rohlfs,uno dei più grandi glottologi della storia,  definì “il più isolato paese dell’Aspromonte”.

Sicuramente l’ubicazione lontana dai diversi centri urbani ha ostacolato una non facile inclusione nel contesto socio – economico aspromontano.

 

 Molti studiosi hanno scritto su Africo, tra i quali menzioniamo Antonio Catanea – Alati in “Origini di Bova e del suo nome” in cui ipotizza un’origine araba per una parte della popolazione e scrive: “Con la cessazione della preponderanza araba gli elementi della zona sarebbero stati obbligati a ridursi colà”.Tuttavia è bene sottolineare che l’analisi dei cognomi imperanti ad Africo, sono per la maggior parte di derivazione greca e latina, dunque escluderebbe questa ipotesi che potrebbe essere fondata se comparata alla sua frazione Casalnuovo, dove sono presenti cognomi di chiara estrazione araba, quali Morabito e Modafferi tra i più diffusi.

 

Un libro avvincente e determinato che affonda le sue radici nella gente, forte e resistente anche nelle condizioni più ostili anche quando la speranza era solo un miraggio.

 

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