Bianco & nero, stragi americane

Bianco & nero, stragi americane

Dallas: la strage dei poliziotti, in azione un solo killer. Polizia uccide un afroamericano a Houston

Obama rientra in anticipo dall'Europa, presto in città

MA L’APARTHEID È SEMPRE ATTUALE? LA LEGGE DEL TAGLIONE, ANCHE

Domenico Salvatore

Gli Stati Uniti d’America, sono ritenuti a torto o a ragione, il paese più civilizzato ed industrializzato dell’Occidente.

Ma anche, il più forte militarmente e perfino il più ricco. Tra i suoi appellativi…”Il gendarme del pianeta”.

Uno dei tabu, che ha resistito più a lungo nel costume e nello habitus mentis dei negrieri e schiavisti in genere, è l’apartheid, che ha le sue radici nella schiavitù americana…La famiglia di Alex Haley, a partire da Kunta Kinte, simbolicamente, un giovane appartenente alla tribù dei Mandinka, del Gambia, che fu deportato in America e fatto schiavo, storicamente ha dovuto lottare e combattere per secoli, prima di conquistare la libertà; dopo la Guerra Civile Americana.

Lo zio Tom, non ha potuto abbandonare la capanna della schiavitù per tanto tempo.

I primi schiavi africani arrivarono nella colonia di San Miguel de Gualpe, approssimativamente nel territorio che ora appartiene allo Stato della Carolina del Sud, fondata dall'esploratore spagnolo Lucas Vasquez Ayllòn nel 1526.

Tuttavia, la segregazione razziale, sconfitta ed abolita per legge, di fatto, riaffiora di tanto in tanto, qua e là.

In questo Paese, trova pratica applicazione la così detta ‘Legge del taglione’…

“La legge del taglione (o pena del taglione), in latino lex talionis, è un principio di diritto consistente nella possibilità riconosciuta a una persona che avesse ricevuto intenzionalmente un danno causato da un'altra persona, di infliggere a quest'ultima un danno, anche uguale all'offesa ricevuta.

In uso presso diverse popolazioni in età antica, fonte Wikipedia, aveva funzione di porre un limite alle vendette private, che spesso degeneravano in faida.

In opere letterarie, sebbene influenzate da testi sacri, si preferisce parlare di legge del contrappasso, in particolare del caso di "contrappasso per analogia".

Storia

Età antica

La più antica codificazione di questo principio è stata probabilmente espressa nel Codice di Hammurabi, nel quale la pena per i vari reati è spesso identica al torto o al danno provocato.

Ad esempio la pena per l'omicidio è la morte: se la vittima però è il figlio di un altro uomo, all'omicida verrà ucciso il figlio; se è uno schiavo l'omicida pagherà un'ammenda, commisurata al prezzo dello schiavo ucciso.

Era dunque la pena inflitta, in caso di danno volontario corporale.

Nel diritto romano

La legge del taglione viene affermata solo nel diritto romano arcaico, quello delle dodici tavole. Infatti nella Tavola VIII riguardante gli illeciti, si dice:

Si membrum rupsit, ni cum eo pacit, talio esto.

Se una persona mutila un'altra e non raggiunge un accordo con essa, valga la legge del taglione.

Medioevo ed età moderna.

Esso si può riscontrare anche nell'antico diritto germanico al quale si rifecero le legislazioni di alcuni stati italiani, infatti è possibile riscontrare l'uso di tale legge in alcuni documenti ritrovati a Modena nel 1771 e in Toscana nel 1786.

Sant'Isidoro di Siviglia nei suoi Etymologiarum sive originum libri XX definisce il taglione nei seguenti termini: Talio est similitudo vindictae, ut taliter quis patiatur, ut fecit.

In questa maniera viene espressamente affermata la natura vendicativa di simile principio.

Visto però come un atto di compensazione, legittimerebbe altre plausibili chiavi interpretative nella cultura popolare.

Nella religione

Antico Testamento

Il principio è comunemente espresso dalla locuzione occhio per occhio, dente per dente, che appare anche nella Bibbia, in particolare nel libro del Levitico:

« 19 Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all'altro: 20 frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatto all'altro. »   (Levitico 24, 19-20)  

Islam

Nel diritto islamico è di fatto accolto il principio dell'occhio per occhio vigente in Arabia ai tempi di Maometto. È tuttavia previsto, spesso con una minuziosa casistica, anche il principio di "compensazione pecuniaria" (in arabo diya, spesso tradotto "prezzo del sangue"), con cui è possibile evitare il ricorso all'occhio per occhio pagando risarcimenti in denaro.

Solitamente, però, il ricorso alla diya è subordinato all'accettazione da parte della parte lesa, e in mancanza di ciò si dovrebbe procedere al taglione”.

“Uccisi mentre erano in servizio.

Brent Thompson, Patrick Zamarripa, Michael Krol, Lorne Ahrens e Michael Smith sono le vittime della notte di sangue a Dallas.

Sono morti sotto i colpi di Micah Johnson, veterano con un passato in Afganistan.

Brent Thompson, 43 anni, e' stato il primo a essere identificato. Lavorava per la polizia della Dallas Area Rapid Transit, della quale era entrato a fare parte nel 2009. Prima di Dallas, Thompson lavorava per DynCorp International, aiutando ad addestrare militari in Afghanistan e i Iraq.

La sua carriera nella polizia e' iniziata nell'ufficio dello sceriffo della contea di Navarro, dove era stato assegnato al sistema carcerario.

Veterano della Marina americana con trascorsi in Iraq, Zamarripa era un fan dei Rangers e dei Dallas Cowboys. Viveva a Forth Worth, con sua moglie e una bambina di due anni. ''Era un bravo ragazzo.

 

 

 

Il suo sogno era essere poliziotto'' lo descrive George Aranda, responsabile della National Latino Law Enforcement Organization.

Michael Krol prima di trasferirsi a Dallas lavorava nel sistema penitenziario della contea di Wayne, in Michigan.

Un'occupazione che ha svolto fra il 2003 e il 2007.
Lorne Ahrens non passava inosservato per la sua robusta corporatura che, secondo alcuni dei suoi amici, lo faceva somigliare a un orso grizzly.

Era sposato con un detective della polizia di Dallas, ed era agente da 12 anni.

Michael Smith era entrato a far parte della polizia nel 1989, ed era stato nominato 'Poliziotto dei poliziotti' nei mesi scorsi per la sua devozione e i il suo impegno al lavoro.

In servizio era stato ferito anche in passato, quando un membro di una gang aveva cercato di ferire il suo compagno.

Una strage ad opera di un solo killer, il veterano Micah Johnson, rimpatriato dall'Afghanistan per molestie. Con fucile d'assalto AR-15, lo stesso usato al Pulse di Orlando, uccide cinque agenti di polizia a Dallas al termine di quella che doveva essere una manifestazione di protesta pacifica per l'uccisione nei giorni scorsi di due afroamericani, Alton Sterling in Luisiana e Philando Castile in Minnesota.

Un gesto folle dettato - secondo le ricostruzioni - dall'odio per i bianchi, soprattutto i poliziotti.

E un gesto che mostra un'America spaccata alle prese con tensioni razziali, che fanno temere una nuova 'estate rossa'.

Polizia uccide afroamericano armato a Houston - Un uomo armato e' stato ucciso da agenti di Polizia a Houston, in Texas, dopo che questo aveva agitato una pistola puntandola anche contro i poliziotti.

Lo riferiscono le autorita' locali. E' accaduto nella notte nella parte sud di Houston dove gli agenti hanno notato l'uomo armato in strada che, alla loro richiesta di mettere giu' la pistola ha risposto prima agitandola in aria e poi contro i poliziotti.

Gli agenti hanno a quel punto aperto il fuoco, esplodendo diversi colpi e uccidendo l'uomo, un afroamericano.

Dopo aver seguito gli eventi dall'Europa, dove si trova per il vertice della Nato, Barack Obama decide di anticipare il rientro negli Stati Uniti di un giorno: sbarchera' a Washington domani in serata, e all'inizio della prossima settimana sara' a Dallas.

Una Dallas ferita, che piange le sue vittime e che e' stata - cosi' come la descrivono alcuni testimoni - palcoscenico di una ''piccola guerra'' che si e' trasformata nella giornata piu' nera per la polizia americana dall'11 settembre 2001. Johnson ha agito da solo ed e' stato ucciso da un robot killer della polizia, al termine di un confronto durato ore, nei pressi di Dealey Palza, dove e' stato assassinato John Fitzgerald Kennedy.

Secondo le iniziali ricostruzioni a sparare sulle forze dell'ordine sarebbero stati diversi cecchini, almeno due.

Ci sono volute ore e molti fermi prima di arrivare ad accertare che il killer era uno solo, Johnson.

E che con la sua uccisione ''la citta' e' ora al sicuro'' afferma il sindaco Mike Rawlings.

L'ipotesi dei vari cecchini era legata al fatto che nella manifestazione pacifica c'erano ''20 manifestanti armati che, sentiti i primi spari, hanno iniziato a correre'' traendo in errore la polizia, spiega Rawlings.

Mentre manifestazioni contro la violenza delle forze dell'ordine nei confronti delle minoranze si tengono in tutti gli Stati Uniti, le tensioni razziali irrompono in campagna elettorale.

E rappresentano un test per Hillary Clinton e Donald Trump. ''C'e' troppa violenza e troppo odio.

E' necessario ammettere che esistono ancora pregiudizi impliciti nella societa' e anche nei migliori dipartimenti di polizia'' afferma Hillary, invitando pero' a non denigrare i poliziotti.

''Le divisioni razziali sono peggiorate, non migliorate. Renderemo l'America sicura di nuovo'' sono le parole di Trump.

Cecchino rimpatriato da Afghanistan per molestie - Il cecchino che a Dallas ha ucciso cinque poliziotti era stato rimpatriato dall'Afghanistan, dove serviva come militare, dopo esser stato accusato di molestie sessuali nei confronti di una donna, e veniva descritto come un essere solitario seguace dei movimenti militanti neri sui social.

Micah Xavier Johnson viveva con la famiglia a Mesquite, un quartiere operaio della periferia di Dallas, dove a un certo periodo giocava a pallacanestro, anche per diverse ore di fila.

Secondo i suoi amici il 25enne nero non era interessato dalla politica, ma la sua pagina Facebook sembra suggerire il contrario.

Aveva espresso un 'like' nei confronti di gruppi militanti neri, tra cui l'African American Defense League e il New Black Panther Party, fondato proprio a Dallas.”.

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“L'apartheid (in afrikaans pronunciato: [ɐˈpartɦɛit], in italiano: /apar'taid/ o /apar'tɛid/, letteralmente "separazione", "partizione") era la politica di segregazione razziale istituita nel secondo dopoguerra dal governo di etnia bianca del Sudafrica, e rimasta in vigore fino al 1994.

Fu applicato dal governo sudafricano anche alla Namibia, fonte Wikipedia,  fino al 1990 amministrata dal Sudafrica. L'apartheid fu dichiarato crimine internazionale da una convenzione delle Nazioni Unite, votata dall'assemblea generale nel 1973 ed entrata in vigore nel 1976 (International Convention on the Suppression and Punishment of the Crime of Apartheid), e quindi successivamente inserito nella lista dei crimini contro l'umanità. Per estensione, il termine è oggi utilizzato per rimarcare qualunque forma di segregazione civile e politica a danno di minoranze, ad opera del governo di uno stato sovrano, sulla base di pregiudizi etnici e sociali.

Origini

Il termine apartheid fu utilizzato, in senso politico, per la prima volta nel 1917 dal primo ministro sudafricano Jan Smuts, ma solo dopo la vittoria del Partito Nazionale nelle elezioni del 1948, l'idea venne trasformata in un sistema legislativo compiuto. I principali ideologi dell'apartheid furono i primi ministri: Daniel François Malan (in carica dal 1948 al 1954), Johannes Gerhardus Strijdom (dal 1954 al 1958) e Hendrik Frensch Verwoerd (vero e proprio "architetto dell'apartheid", in carica dal 1958 fino al suo accoltellamento nel 1966 da parte di Dimitri Tsafendas, un semplice uomo di fatica del parlamento sud africano). Verwoerd definiva l'apartheid come "una politica di buon vicinato".

L'apartheid aveva due manifestazioni

    la separazione dei bianchi dai neri nelle zone abitate da entrambi (per esempio rispetto all'uso di mezzi e strutture pubbliche);

    l'istituzione dei bantustan, i territori semi-indipendenti in cui molti neri furono costretti a trasferirsi.

In Sudafrica, mentre i neri e i meticci costituivano l'80% circa della popolazione, i bianchi si dividevano in coloni di origine inglese ed afrikaner. Gli afrikaner, che costituivano la maggioranza della popolazione bianca, erano da sempre favorevoli ad una politica razzista; mentre i sudafricani di origine inglese, malgrado il sostanziale appoggio dell'apartheid, erano più concilianti nei confronti dei connazionali neri.

Con le elezioni del 1928 vennero introdotti nel paese i primi elementi di segregazione razziale, ma nel 1939 Jan Smuts (ex capo del governo sudafricano) tornò al potere e il nazionalismo afrikaner non poté proseguire il suo progetto politico.

Durante la seconda guerra mondiale un gruppo di intellettuali afrikaner influenzati dal nazismo completò la teorizzazione del progetto dell'apartheid. La filosofia dell'apartheid, affermava di voler dare ai vari gruppi razziali la possibilità di condurre il proprio sviluppo sociale in armonia con le proprie tradizioni.

Istituzione dell'apartheid

L'apartheid prese definitivamente forma nel 1948. Le principali leggi che costituivano il sistema erano:

    proibizione dei matrimoni interrazziali;

    legge secondo la quale avere rapporti sessuali con una persona di "razza" diversa diventava un fatto penalmente perseguibile;

    legge che imponeva ai cittadini di essere registrati in base alle loro caratteristiche razziali (Population Registration Act);

    legge che permetteva di bandire ogni opposizione che venisse etichettata dal governo come "comunista" (usata per mettere fuorilegge nel 1960 l'African National Congress (ANC), la più grande organizzazione politica che includeva i neri, di stampo socialista, ma non comunista);

    legge che proibiva alle persone di colore di entrare in alcune aree urbane;

    legge che proibiva a persone di colore diverso di utilizzare le stesse strutture pubbliche (fontane, sale d'attesa, marciapiedi, etc.);

    legge che prevedeva una serie di provvedimenti tutti tesi a rendere più difficile per i neri l'accesso all'istruzione;

    legge che sanciva la discriminazione razziale in ambito lavorativo;

    legge che istituiva i bantustan, ghetti per la popolazione nera, nominalmente indipendenti ma in realtà sottoposti al controllo del governo sudafricano;

    legge che privava della cittadinanza sudafricana e dei diritti a essa connessi gli abitanti dei bantustan.

    legge che costringeva la popolazione nera a poter frequentare i quartieri della gente "bianca" solo con degli speciali passaporti

Nel 1956 la politica di apartheid fu estesa a tutti i cittadini di colore, compresi gli asiatici. Negli anni '60, 3,5 milioni di neri, chiamati bantu, furono sfrattati con la forza dalle loro case e deportati nelle "homeland del sud". I neri furono privati di ogni diritto politico e civile. Potevano frequentare solo l'istituzione di scuole agricole e commerciali speciali. I negozi dovevano servire tutti i clienti bianchi prima dei neri. Dovevano avere speciali passaporti interni per muoversi nelle zone bianche, pena l'arresto.

La lotta contro l'apartheid

Un cartello dell'epoca dell'apartheid

In un primo tempo sia neri che bianchi organizzarono proteste contro l'apartheid, in genere brutalmente soffocate dalle forze di sicurezza governative. Nei primi anni sessanta l'Umkhonto we Sizwe, l'ala armata dell'ANC, iniziò a usare la forza, limitandosi però ad azioni di sabotaggio contro obiettivi strategici come centrali elettriche e altre infrastrutture. Nel 1975, i burocrati decisero di fare rispettare una legge a lungo dimenticata: ogni norma doveva essere scritta in lingua afrikaans. La legge fu estesa a tutte le scuole, imponendo che le lezioni fossero tenute metà in inglese e metà in afrikaans.

La comunità internazionale varò una serie di sanzioni al regime segregazionista sudafricano. Anche gli Stati inizialmente ostili a tali misure, come Stati Uniti e Gran Bretagna che preferirono una politica conciliante nota come constructive engagement, a metà degli anni ottanta si allinearono agli altri Paesi.

Forti furono anche le pressioni internazionali, anche nel mondo dello sport; infatti a causa dell'apartheid il Sudafrica fu escluso fino agli anni ottanta dalle partecipazioni alle Olimpiadi. La prima iniziativa ufficiale, volta all'isolamento sportivo, venne adottata con l'accordo di Gleneagles ratificato dal Commonwealth delle nazioni nel 1977.

Inoltre ci fu il boicottaggio africano alle Olimpiadi del 1976, come protesta perché la nazionale di rugby neozelandese aveva giocato alcune partite con la squadra sudafricana.

Fine dell'apartheid

Dopo la liberazione di Nelson Mandela, avvenuta nel 1990 dopo 27 anni di prigionia (dovuti al rinnegamento dei "crimini" da lui commessi), e la sua successiva elezione a capo dello Stato decretarono la fine dell'apartheid e l'inizio di una nuova era.

Le elezioni del 1994 videro la schiacciante vittoria dell'ANC con il 62,65% dei voti, al di sotto però della soglia dei due terzi necessaria per modificare la costituzione, permettendo ai neri di ricominciare una vita normale. Da allora l'ANC governa ininterrottamente il paese, prima con Nelson Mandela (ridisegnando la bandiera simboleggiando la pace nel mondo), poi con Thabo Mbeki e successivamente con Kgalema Motlanthe e Jacob Zuma. La Commissione per la Verità e la Riconciliazione, istituita nel 1995, si è occupata di raccogliere testimonianze sulle violazioni dei diritti umani e ha concesso l'amnistia a chi confessasse spontaneamente e pienamente i crimini commessi contro i neri agli ordini del governo.

Il Sudafrica post-apartheid, aggiungendo nove lingue africane come ndebele, sesotho del nord, sesotho, swati, tsonga, stwana, xhosa e zulu, ha portato il totale degli idiomi ufficiali a undici. Un altro gesto del nuovo governo è stato l'abbattimento dell'arsenale bellico sudafricano e la scomparsa dell'ala armata dell'ANC.

L'anniversario delle elezioni del 27 aprile è giorno festivo in Sudafrica, la Festa della libertà.”.

I negri, sono oramai ben integrati nel tessuto connettivo della società americana e ne sono parte integrante.

L’attuale presidente degli Stati Uniti d’America, per intenderci, Barack Obama, è di razza negra.

Ogni tanto vengono fuori vecchie rivalità, atavici rigurgiti libertari legati alle piantagioni di caffè, cotone, tabacco e canna da zucchero di…Arkansas, Tenessee, Virginia, Florida, Mississippi, Alabama, Georgia, Luoisiana e Texas.

I matrimoni fra bianche e neri e viceversa sono la regola; sia pure con la variante.

Il serpente, si morde la coda. Periodicamente, va in onda la sagra della contraddizioni storiche ed etniche, che dilaniano e lasciano il segno.

Piccole scosse di assestamento sociale, morale e spirituale ed anche culturale.

Ma alla fine, prevale il buon senso, l’amor di patria, la percezione della Giustizia, della Pace e della Legalità.

Domenico Salvatore

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