STUDIOSI GRECI. VERTSAYAS, SIDEROKASTRITIS. (4/4)

09.06.2016 09:57
Rubrica Europa Ellenofona di Filippo Violi   -   
 
COSTAS DION VERTSAYAS
 
Ignoto alla maggior parte degli studiosi greci di Calabria, il Vertsayas è un avvocato greco che vive e lavora a Sidney in Australia. Nel 1984 aveva visitato la Grecìa salentina, ritornandovi successivamente nel 1987 con la famiglia a casa di F. Violi e, scoprendo, in questa seconda occasione, la presenza dei Greci di Calabria.
Dagli incontri avuti ne ha tratto parecchi spunti storici e linguistici per il suo libro che, più che un volume di studi, vuole essere un'altra importante testimonianza di quanto questo mondo appassioni gli studiosi di ogni latitudine.
E' così che egli ha pubblicato un veloce libretto dal titolo The Greek speaking communities of Southern Italy, edito nel 1990 a Sidney e dedicato -come egli stesso scrive- “to all those unknown individuals who struggle to keep the flame of Hellenism alive” (a tutte quelle persone sconosciute che hanno lottato per mantenere viva la fiamma dell’Ellenismo).
Inesausto emigrante il Vertsayas - per lavoro in terre lontane, per amore nella sua Grecia, nella Grecìa salentina e in quella di Calabria - trascorre le vicende della nostra gente con avvertita emozione e partecipazione. Egli chiude il suo libro con un accorato appello a salvare questa lingua e invita a non restare indifferente di fronte a una civiltà che raccoglie ancora in sè i germi dell'antica cultura magnogreca.
 
 
JANNIS SIDIROKASTRITIS
 
Arrivato dalla Grecia in Calabria agli inizi del Duemila, in qualità di docente di lingua madre presso i paesi e le scuole della ellenofonia calabrese, si è subito inserito nell’ambiente grecanico, appassionandosi alla grecità calabrese, alla sua lingua, alla sua cultura, liberandosi dal cono d’ombra che aveva avvolto tanti insegnanti greci legati soprattutto al loro “dovere” di docenti.
In ciò, perciò, si è subito distinto dai suoi colleghi, presenti per anni sul territorio grecanico, ma estranei alla realtà ellenofona di Calabria. E si badi bene che non sempre parliamo della lingua, ma anche e soprattutto della cultura complessiva dei Greci di Calabria.
Con il Sidirokastritis si ha, invece, una sterzata nella politica culturale della grecità. Le sue frequentazioni sanno sempre di attivismo culturale e nei suoi interessi c’è spesso anche posto per gli studi antropologici. In una interessante relazione1, che si rispecchia e si riassume in una relazione, esamina la storia dei Greci di Calabria e le problematiche inerenti la grecità calabrese, in ciò favorito appunto dal suo legame con questo mondo.
Il Sidirokastritis in tutti questi anni ha simboleggiato emblematicamente la passione dei Greci per un mondo che un giorno era completamente grecizzato, e che ora si stava avviando verso le sue ultime testimonianze linguistiche. Ma più vivo e più accentuato in lui, rispetto a tutti gli altri, è stato l'intento di operare una revisione critica innovatrice di un mondo che spesso era abituato a piangersi addosso, distinguendo, dicotomicamente, le forme possibili di conoscenza di quella realtà che stava scomparendo, - che stava rischiando – in ultima analisi - di creare miti, nei quali si finiva per credere troppo, annegando così la confusione mentale in un mare di parole altisonanti e fuori dalla realtà e forme di reale conservazione e di tutela.
Da una parte, secondo gli schemi crociani, la conoscenza intuitiva che avviene mediante la fantasia; dall’altra la conoscenza logica che avviene mediante l’intelletto, ha per oggetto l’universale, cioè le relazioni tra le cose, e dà luogo alla produzione di concetti.
Il Sidirokastritis vive il rapporto con la grecità calabrese interpretandone gli ideali e l’impegno morale e culturale, sempre teso alla salvezza del loro patrimonio linguistico e della loro storia. Il problema si affaccia prepotentemente all’attenzione critica del giovane studioso greco, durante il suo
soggiorno, e lo porterà ad alcuni scritti sull’argomento che avrebbero dovuto confluire in un lavoro più vasto, a nostro parere, per completare le sue ricerche. Interviene e partecipa ai dibattiti sulla cultura grecocalabra con nuove e più aggiornate meditazioni.
Nel 2004, in occasione delle Olimpiadi di Atene, pubblica in collaborazione con Filippo Violi, l’unico testo sugli olimpionici della Magna Grecia2 che attinge a fonti epigrafiche coeve, consentendo così, a chi non conosceva questa altra parte della storia della grecità calabrese, di avvicinarsi ad un mondo che era ormai lontano 27 secoli. Il testo, che probabilmente sarà ripubblicato con qualche altra annotazione critica, è bilingue per essere utilizzato anche dagli studiosi greci che non conoscono la lingua italiana.
Nel 2006 il Sidirokastritis ha infine frequentato un master di 2° livello presso l’Università di Lecce, su “Lingua e Civiltà della Grecìa Salentina”, approfondendo così anche le tematiche della grecità del Salento
 
___________________________________________-
.1 G. Sidirokastritis, Η διαχρονική παρουσία της ελληνικής γλώσσας στη Νότιο Ιταλία. Οι ελληνόφωνοι πληθυσμοί σήμερα – Διαπιστώσεις και προβληματισμοί, Bova Marina, 2003
2 F. Violi – Γ. Σιδηροκαστρίτης, Campioni Olimpici dell’antica Magna Grecia: Reggio, Locri, Caulonia, Crotone, Sibari, Thurii (Olumpioniékev thv Megaélhv Ellaédav), Apodiafàzzi, Bova Marina, 2004COSTAS DION VERTSAYAS
Ignoto alla maggior parte degli studiosi greci di Calabria, il Vertsayas è un avvocato greco che vive e lavora a Sidney in Australia. Nel 1984 aveva visitato la Grecìa salentina, ritornandovi successivamente nel 1987 con la famiglia a casa di F. Violi e, scoprendo, in questa seconda occasione, la presenza dei Greci di Calabria.
Dagli incontri avuti ne ha tratto parecchi spunti storici e linguistici per il suo libro che, più che un volume di studi, vuole essere un'altra importante testimonianza di quanto questo mondo appassioni gli studiosi di ogni latitudine.
E' così che egli ha pubblicato un veloce libretto dal titolo The Greek speaking communities of Southern Italy, edito nel 1990 a Sidney e dedicato -come egli stesso scrive- “to all those unknown individuals who struggle to keep the flame of Hellenism alive” (a tutte quelle persone sconosciute che hanno lottato per mantenere viva la fiamma dell’Ellenismo).
Inesausto emigrante il Vertsayas - per lavoro in terre lontane, per amore nella sua Grecia, nella Grecìa salentina e in quella di Calabria - trascorre le vicende della nostra gente con avvertita emozione e partecipazione. Egli chiude il suo libro con un accorato appello a salvare questa lingua e invita a non restare indifferente di fronte a una civiltà che raccoglie ancora in sè i germi dell'antica cultura magnogreca.
JANNIS SIDIROKASTRITIS
Arrivato dalla Grecia in Calabria agli inizi del Duemila, in qualità di docente di lingua madre presso i paesi e le scuole della ellenofonia calabrese, si è subito inserito nell’ambiente grecanico, appassionandosi alla grecità calabrese, alla sua lingua, alla sua cultura, liberandosi dal cono d’ombra che aveva avvolto tanti insegnanti greci legati soprattutto al loro “dovere” di docenti.
In ciò, perciò, si è subito distinto dai suoi colleghi, presenti per anni sul territorio grecanico, ma estranei alla realtà ellenofona di Calabria. E si badi bene che non sempre parliamo della lingua, ma anche e soprattutto della cultura complessiva dei Greci di Calabria.
Con il Sidirokastritis si ha, invece, una sterzata nella politica culturale della grecità. Le sue frequentazioni sanno sempre di attivismo culturale e nei suoi interessi c’è spesso anche posto per gli studi antropologici. In una interessante relazione1, che si rispecchia e si riassume in una relazione, esamina la storia dei Greci di Calabria e le problematiche inerenti la grecità calabrese, in ciò favorito appunto dal suo legame con questo mondo.
Il Sidirokastritis in tutti questi anni ha simboleggiato emblematicamente la passione dei Greci per un mondo che un giorno era completamente grecizzato, e che ora si stava avviando verso le sue ultime testimonianze linguistiche. Ma più vivo e più accentuato in lui, rispetto a tutti gli altri, è stato l'intento di operare una revisione critica innovatrice di un mondo che spesso era abituato a piangersi addosso, distinguendo, dicotomicamente, le forme possibili di conoscenza di quella realtà che stava scomparendo, - che stava rischiando – in ultima analisi - di creare miti, nei quali si finiva per credere troppo, annegando così la confusione mentale in un mare di parole altisonanti e fuori dalla realtà e forme di reale conservazione e di tutela.
Da una parte, secondo gli schemi crociani, la conoscenza intuitiva che avviene mediante la fantasia; dall’altra la conoscenza logica che avviene mediante l’intelletto, ha per oggetto l’universale, cioè le relazioni tra le cose, e dà luogo alla produzione di concetti.
Il Sidirokastritis vive il rapporto con la grecità calabrese interpretandone gli ideali e l’impegno morale e culturale, sempre teso alla salvezza del loro patrimonio linguistico e della loro storia. Il problema si affaccia prepotentemente all’attenzione critica del giovane studioso greco, durante il suo
1 G. Sidirokastritis, Η διαχρονική παρουσία της ελληνικής γλώσσας στη Νότιο Ιταλία. Οι ελληνόφωνοι πληθυσμοί σήμερα – Διαπιστώσεις και προβληματισμοί, Bova Marina, 2003
soggiorno, e lo porterà ad alcuni scritti sull’argomento che avrebbero dovuto confluire in un lavoro più vasto, a nostro parere, per completare le sue ricerche. Interviene e partecipa ai dibattiti sulla cultura grecocalabra con nuove e più aggiornate meditazioni.
Nel 2004, in occasione delle Olimpiadi di Atene, pubblica in collaborazione con Filippo Violi, l’unico testo sugli olimpionici della Magna Grecia2 che attinge a fonti epigrafiche coeve, consentendo così, a chi non conosceva questa altra parte della storia della grecità calabrese, di avvicinarsi ad un mondo che era ormai lontano 27 secoli. Il testo, che probabilmente sarà ripubblicato con qualche altra annotazione critica, è bilingue per essere utilizzato anche dagli studiosi greci che non conoscono la lingua italiana.
Nel 2006 il Sidirokastritis ha infine frequentato un master di 2° livello presso l’Università di Lecce, su “Lingua e Civiltà della Grecìa Salentina”, approfondendo così anche le tematiche della grecità del Salento.
2 F. Violi – Γ. Σιδηροκαστρίτης, Campioni Olimpici dell’antica Magna Grecia: Reggio, Locri, Caulonia, Crotone, Sibari, Thurii (Olumpioniékev thv Megaélhv Ellaédav), Apodiafàzzi, Bova Marina, 2004COSTAS DION VERTSAYAS
Ignoto alla maggior parte degli studiosi greci di Calabria, il Vertsayas è un avvocato greco che vive e lavora a Sidney in Australia. Nel 1984 aveva visitato la Grecìa salentina, ritornandovi successivamente nel 1987 con la famiglia a casa di F. Violi e, scoprendo, in questa seconda occasione, la presenza dei Greci di Calabria.
Dagli incontri avuti ne ha tratto parecchi spunti storici e linguistici per il suo libro che, più che un volume di studi, vuole essere un'altra importante testimonianza di quanto questo mondo appassioni gli studiosi di ogni latitudine.
E' così che egli ha pubblicato un veloce libretto dal titolo The Greek speaking communities of Southern Italy, edito nel 1990 a Sidney e dedicato -come egli stesso scrive- “to all those unknown individuals who struggle to keep the flame of Hellenism alive” (a tutte quelle persone sconosciute che hanno lottato per mantenere viva la fiamma dell’Ellenismo).
Inesausto emigrante il Vertsayas - per lavoro in terre lontane, per amore nella sua Grecia, nella Grecìa salentina e in quella di Calabria - trascorre le vicende della nostra gente con avvertita emozione e partecipazione. Egli chiude il suo libro con un accorato appello a salvare questa lingua e invita a non restare indifferente di fronte a una civiltà che raccoglie ancora in sè i germi dell'antica cultura magnogreca.
JANNIS SIDIROKASTRITIS
Arrivato dalla Grecia in Calabria agli inizi del Duemila, in qualità di docente di lingua madre presso i paesi e le scuole della ellenofonia calabrese, si è subito inserito nell’ambiente grecanico, appassionandosi alla grecità calabrese, alla sua lingua, alla sua cultura, liberandosi dal cono d’ombra che aveva avvolto tanti insegnanti greci legati soprattutto al loro “dovere” di docenti.
In ciò, perciò, si è subito distinto dai suoi colleghi, presenti per anni sul territorio grecanico, ma estranei alla realtà ellenofona di Calabria. E si badi bene che non sempre parliamo della lingua, ma anche e soprattutto della cultura complessiva dei Greci di Calabria.
Con il Sidirokastritis si ha, invece, una sterzata nella politica culturale della grecità. Le sue frequentazioni sanno sempre di attivismo culturale e nei suoi interessi c’è spesso anche posto per gli studi antropologici. In una interessante relazione1, che si rispecchia e si riassume in una relazione, esamina la storia dei Greci di Calabria e le problematiche inerenti la grecità calabrese, in ciò favorito appunto dal suo legame con questo mondo.
Il Sidirokastritis in tutti questi anni ha simboleggiato emblematicamente la passione dei Greci per un mondo che un giorno era completamente grecizzato, e che ora si stava avviando verso le sue ultime testimonianze linguistiche. Ma più vivo e più accentuato in lui, rispetto a tutti gli altri, è stato l'intento di operare una revisione critica innovatrice di un mondo che spesso era abituato a piangersi addosso, distinguendo, dicotomicamente, le forme possibili di conoscenza di quella realtà che stava scomparendo, - che stava rischiando – in ultima analisi - di creare miti, nei quali si finiva per credere troppo, annegando così la confusione mentale in un mare di parole altisonanti e fuori dalla realtà e forme di reale conservazione e di tutela.
Da una parte, secondo gli schemi crociani, la conoscenza intuitiva che avviene mediante la fantasia; dall’altra la conoscenza logica che avviene mediante l’intelletto, ha per oggetto l’universale, cioè le relazioni tra le cose, e dà luogo alla produzione di concetti.
Il Sidirokastritis vive il rapporto con la grecità calabrese interpretandone gli ideali e l’impegno morale e culturale, sempre teso alla salvezza del loro patrimonio linguistico e della loro storia. Il problema si affaccia prepotentemente all’attenzione critica del giovane studioso greco, durante il suo
1 G. Sidirokastritis, Η διαχρονική παρουσία της ελληνικής γλώσσας στη Νότιο Ιταλία. Οι ελληνόφωνοι πληθυσμοί σήμερα – Διαπιστώσεις και προβληματισμοί, Bova Marina, 2003
soggiorno, e lo porterà ad alcuni scritti sull’argomento che avrebbero dovuto confluire in un lavoro più vasto, a nostro parere, per completare le sue ricerche. Interviene e partecipa ai dibattiti sulla cultura grecocalabra con nuove e più aggiornate meditazioni.
Nel 2004, in occasione delle Olimpiadi di Atene, pubblica in collaborazione con Filippo Violi, l’unico testo sugli olimpionici della Magna Grecia2 che attinge a fonti epigrafiche coeve, consentendo così, a chi non conosceva questa altra parte della storia della grecità calabrese, di avvicinarsi ad un mondo che era ormai lontano 27 secoli. Il testo, che probabilmente sarà ripubblicato con qualche altra annotazione critica, è bilingue per essere utilizzato anche dagli studiosi greci che non conoscono la lingua italiana.
Nel 2006 il Sidirokastritis ha infine frequentato un master di 2° livello presso l’Università di Lecce, su “Lingua e Civiltà della Grecìa Salentina”, approfondendo così anche le tematiche della grecità del Salento.
2 F. Violi – Γ. Σιδηροκαστρίτης, Campioni Olimpici dell’antica Magna Grecia: Reggio, Locri, Caulonia, Crotone, Sibari, Thurii (Olumpioniékev thv Megaélhv Ellaédav), Apodiafàzzi, Bova Marina, 2004

Cerca nel sito