STRASBURGO - L'UE e il rispetto dei diritti fondamentali in Polonia

05.07.2016 20:54
04-07-2016 09:25 AM CEST

 

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento
sui recenti sviluppi in Polonia e il loro impatto sui diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
(2016/2774(RSP))
Mario Borghezio, Harald Vilimsky
a nome del gruppo ENF
 
Risoluzione del Parlamento europeo sui recenti sviluppi in Polonia e il loro impatto sui diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (2016/2774(RSP))  
B8-0865/2016

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 5 del trattato sull'Unione europea (TUE) e gli articoli da 3 a 6 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  viste le dichiarazioni del Consiglio e della Commissione del 5 luglio 2016 sui recenti sviluppi in Polonia e il loro impatto sui diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'UE non ha il diritto di interferire nelle competenze esclusive degli Stati membri;

B.  considerando che la Commissione e il Parlamento hanno ripetutamente reagito in modo inopportuno criticando le decisioni sovrane adottate dai cittadini europei mediante elezioni e referendum;

C.  considerando che finora il governo polacco non ha presentato proposte legislative relative a modifiche del diritto all'aborto;

D.  tenendo presente che la Polonia non ha firmato la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

1.  considera infondato qualsiasi tentativo di interferire nelle competenze esclusive degli Sati membri, inclusi gli affari interni della Polonia;

2.  ribadisce solennemente il suo impegno a favore dei principi dell'identità e della sovranità nazionale, che sono inscindibili dal principio della libertà;

3.  ricorda che la Commissione non è un organo politico ma è l'organo esecutivo dell'Unione e che pertanto deve rispettare rigorosamente i trattati, inclusi l'articolo 5 TUE e gli articoli da 3 a 6 TFUE;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

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04-07-2016 12:10 PM CEST

 

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento
sui recenti sviluppi in Polonia e il loro impatto sui diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
(2016/2774(RSP))
Ryszard Antoni Legutko, Anna Elżbieta Fotyga, Charles Tannock, Ryszard Czarnecki, Tomasz Piotr Poręba, Karol Karski, Hans-Olaf Henkel, Zdzisław Krasnodębski, Zbigniew Kuźmiuk, Edward Czesak, Kosma Złotowski, Jadwiga Wiśniewska, Kazimierz Michał Ujazdowski, Bolesław G. Piecha, Beata Gosiewska, Stanisław Ożóg, Sławomir Kłosowski
a nome del gruppo ECR
Risoluzione del Parlamento europeo sui recenti sviluppi in Polonia e il loro impatto sui diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (2016/2774(RSP))  
B8-0866/2016

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 2, 3, 4, 5 e 6 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), i quali definiscono le categorie e i settori di competenza dell'Unione,

–  visti l'articolo 5 del trattato sull'Unione europea (TUE) e il principio di sussidiarietà,

–  visto il protocollo n. 30 sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea alla Polonia e al Regno Unito,

–  vista la dichiarazione n. 1 relativa alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, allegata al trattato sull'Unione europea,

–  vista la dichiarazione n. 61 della Repubblica di Polonia relativa alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, allegata al trattato sull'Unione europea,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il governo polacco in carica ha il mandato democratico più solido nella storia del paese dalla caduta del comunismo;

B.  considerando che, conformemente agli articoli da 2 a 6 TFUE, i settori della moralità pubblica e del diritto di famiglia non rientrano nelle competenze dell'Unione e l'adozione di decisioni in tali ambiti rimane una competenza esclusiva degli Stati membri;

C.  considerando che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea si applica alle azioni intraprese dall'Unione e dagli Stati membri in sede di attuazione della legislazione UE;

D.  considerando che l'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea alla Polonia è soggetta alle limitazioni sancite dal protocollo n. 30; che la dichiarazione n. 61 della Repubblica di Polonia relativa alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea sottolinea inoltre che "la Carta lascia impregiudicato il diritto degli Stati membri di legiferare nel settore della moralità pubblica, del diritto di famiglia nonché della protezione della dignità umana e del rispetto dell'integrità fisica e morale dell'uomo";

E.  considerando che la dichiarazione n. 1 relativa alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea stabilisce che "la Carta non estende l'ambito di applicazione del diritto dell'Unione al di là delle competenze dell'Unione, né introduce competenze nuove o compiti nuovi per l'Unione, né modifica le competenze e i compiti definiti dai trattati";

F.  considerando che il governo polacco non ha intenzione di modificare la legislazione sull'aborto in vigore; che un gruppo di ONG facente capo a un movimento civico sta effettuando una raccolta firme nell'ambito di una proposta di modifica della legislazione sull'aborto; che l'iniziativa dei cittadini europei dal titolo "Uno di noi", intesa a impedire che l'UE finanzi l'aborto o la ricerca sugli embrioni, ha raccolto 1,8 milioni di firme in tutta l'Unione, raggiungendo la soglia minima in 20 Stati membri;

G.  considerando che le iniziative dei cittadini costituiscono uno dei principali strumenti con cui ogni società può esercitare i propri diritti democratici; che tale principio è stato riconosciuto dall'UE con l'introduzione dell'iniziativa dei cittadini europei;

H.  considerando che sono attualmente in corso consultazioni tra la Commissione e il governo polacco in relazione al Tribunale costituzionale; che, in seguito alla sua ultima visita in Polonia, il commissario Timmermans ha sottolineato che il governo polacco ha il pieno diritto di attuare qualsiasi programma abbia promesso agli elettori, e ha raccomandando la prosecuzione delle sue visite in Polonia nell'attuale formato;

1.  sottolinea che, conformemente al protocollo n. 30, la Polonia non è tenuta a osservare i principi della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea a meno che essi non siano riconosciuti nel diritto o nelle pratiche della Polonia;

2.  richiama l'attenzione sull'articolo 5 TUE, che definisce il principio di sussidiarietà e stabilisce che "nei settori che non sono di sua competenza esclusiva l'Unione interviene soltanto se e in quanto gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri";

3.  sottolinea che la libertà, la giustizia e l'ambiente rientrano tra i settori in cui l'Unione ha una competenza concorrente con quella degli Stati membri, conformemente all'articolo 4 TFUE, che la cultura è uno dei settori in cui l'UE può solo svolgere azioni intese a sostenere o coordinare l'azione degli Stati membri e che la moralità pubblica e il diritto di famiglia non rientrano tra i settori di competenza dell'Unione;

4.  mette pertanto in evidenza che l'adozione in Polonia di nuove normative quali la legge antiterrorismo così come la modifica del codice di procedura penale, della legge sulla procura o della legge sul servizio pubblico di radiodiffusione non devono prevedere il coinvolgimento delle istituzioni dell'Unione in quanto, in virtù del principio di sussidiarietà, i loro obiettivi potranno essere conseguiti meglio dalle autorità polacche;

5.  ribadisce che il parlamento polacco non presenterà alcuna nuova legge sull'aborto e respinge con fermezza qualsiasi interferenza da parte delle istituzioni dell'UE nei settori della moralità pubblica e del diritto di famiglia, che possono essere affrontati solo a livello di Stato membro;

6.  prende atto delle consultazioni in corso tra la Commissione e la Polonia; sottolinea che il presidente della Dieta (la camera bassa) della Repubblica di Polonia ha nominato un gruppo di esperti, aperto a rappresentanti di tutti i partiti parlamentari, incaricato di elaborare raccomandazioni per i futuri lavori parlamentari e di applicare nella massima misura possibile le raccomandazioni della commissione di Venezia in tutto il settore in questione; mette in evidenza che tale gruppo ha concluso i lavori e trasmesso ufficialmente i risultati alla Commissione;

7.  esorta i leader delle istituzioni dell'UE e degli Stati membri a considerare i risultati del referendum tenutosi il 23 giugno 2016 nel Regno Unito come un segnale importante di un malcontento più diffuso; li invita a riflettere sul modo in cui l'Unione dovrebbe essere riformata al fine di riavvicinare il processo decisionale ai cittadini e garantire un maggiore rispetto del principio di sussidiarietà;

8.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa e alla Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto.

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04-07-2016 11:55 AM CEST

 

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento
sui recenti sviluppi in Polonia e il loro impatto sui diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
(2016/0774(RSP))
Rebecca Harms, Judith Sargentini, Ulrike Lunacek, Benedek Jávor, Michèle Rivasi, Terry Reintke, Karima Delli, Reinhard Bütikofer, Ernest Maragall, Josep-Maria Terricabras, Helga Trüpel
a nome del gruppo Verts/ALE
Risoluzione del Parlamento europeo sui recenti sviluppi in Polonia e il loro impatto sui diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (2016/0774(RSP))  
B8-0854/2016

Il Parlamento europeo,

–  visti i trattati dell'Unione europea, in particolare gli articoli 2, 3, 6 e 7 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 19 marzo 2014, su un nuovo quadro dell'UE per rafforzare lo Stato di diritto (COM(2014)0158),

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU),

–  vista la sua discussione del 19 gennaio 2016 sulla situazione in Polonia,

–  vista la sua risoluzione del 13 aprile 2016 sulla situazione in Polonia(1),

–  visto il parere della Commissione del 1o giugno 2016 sullo Stato di diritto in Polonia,

–  visto il parere della commissione di Venezia dell'11 marzo 2016 sulle modifiche alla legge del 25 giugno 2015 sul Tribunale costituzionale della Polonia,

–  visto il parere della commissione di Venezia del 13 giugno 2016 sulla legge del 15 gennaio 2016 che modifica la legge sulla polizia e altri atti,

–  vista la relazione del 15 giugno 2016 del Commissario del Consiglio d'Europa per i diritti dell'uomo a seguito della sua visita in Polonia dal 9 al 12 febbraio 2016,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che, a norma dell'articolo 2 TUE, l'Unione europea si fonda sul rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani, tra cui i diritti delle persone appartenenti a minoranze, valori comuni a tutti gli Stati membri che devono essere rispettati dall'Unione, come da ogni singolo Stato membro, in tutte le loro politiche;

B.  considerando che lo Stato di diritto è il caposaldo della democrazia ed è uno dei principi fondanti dell'Unione, che poggia sulla fiducia reciproca e sulla presunzione del rispetto, da parte degli Stati membri, della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, come sancito nella Carta dei diritti fondamentali e nella CEDU;

C.  considerando che la Polonia, in quanto uno dei più grandi Stati membri non appartenenti alla zona euro, avrà un importante ruolo da svolgere nel definire il futuro comune dell'Unione;

D.  considerando che i recenti avvenimenti in Polonia hanno destato inquietudine riguardo alla capacità del Tribunale costituzionale di difendere la Costituzione e di garantire il rispetto dello Stato di diritto;

E.  considerando che la commissione di Venezia ha affermato chiaramente che il Tribunale costituzionale non può svolgere il proprio ruolo di garante della supremazia della Costituzione polacca; che la commissione di Venezia ha ammonito che paralizzando il Tribunale costituzionale si compromettono la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto;

F.  considerando che la Commissione ha deciso di avviare il dialogo strutturato nell'ambito del quadro per lo Stato di diritto, inviando una lettera al governo polacco al fine di chiarire la situazione nel paese; che la Commissione ha ritenuto necessario formalizzare la sua valutazione della situazione attuale nel parere sullo Stato di diritto del 1o giugno 2016;

G.  considerando che le recenti modifiche alla legge sulla polizia e ad altri atti hanno destato il forte timore, da parte della Commissione di Venezia, che le garanzie procedurali e le condizioni materiali istituite per l'attuazione della sorveglianza segreta non siano sufficienti a evitare gli eccessi di tale sorveglianza, così come le interferenze indebite nella vita privata degli individui;

H.  considerando che la recente legge contro il terrorismo è stata adottata in tempi brevi e non fornisce una protezione adeguata contro i provvedimenti arbitrari delle autorità;

I.  considerando che le modifiche apportate recentemente al codice di procedura penale hanno reintrodotto la possibilità di giustificare la custodia cautelare sulla base della gravità della pena;

J.  considerato che le recenti modifiche alla legge sulla procura hanno nuovamente unito le funzioni del ministro della Giustizia e del procuratore generale e hanno aumentato i poteri del procuratore generale/ministro della Giustizia nell'ambito della nomina e della destituzione dei procuratori, della comunicazione di istruzioni ai procuratori nei singoli casi e della decisione di trasmettere informazioni ai media riguardo ai fascicoli della procura;

K.  considerando che le recenti modifiche alla legge sul servizio pubblico di radiodiffusione hanno comportato la scadenza immediata degli incarichi dei membri dei consigli di amministrazione e supervisione dei servizi radiotelevisivi pubblici, consentendo così al ministro del Tesoro di revocare a sua discrezione gli incarichi in seno a tali consigli e nominare nuovi membri a tempo indeterminato; che al parlamento polacco è stata presentata una normativa più globale sui media pubblici, senza che sia stata svolta alcuna consultazione pubblica in fase preparatoria; che il progetto di legge sul consiglio nazionale dei media, attualmente all'esame del parlamento polacco, non garantisce pienamente l'imparzialità del consiglio nazionale dei media;

L.  che la legge vigente in Polonia in materia di aborto è già una delle più restrittive dell'UE e che la Corte europea dei diritti dell'uomo si è più volte pronunciata contro la Polonia in ragione dell'interpretazione restrittiva di tale legge; che un gruppo di cittadini sta elaborando un progetto di legge volto a vietare totalmente l'aborto, rendendolo ammissibile soltanto per salvare la vita della gestante; che è in fase di preparazione una proposta di legge civile, sostenuta dalle ONG e dalle organizzazioni che rappresentano le donne, a favore della liberalizzazione dell'accesso ai servizi sanitari e ai diritti in ambito sessuale e riproduttivo;

M.  considerando che le crescenti ostilità che emergono nell'ambito dei dibattiti pubblici nei confronti delle persone LGBTI e i loro diritti stanno incoraggiando attacchi sempre più numerosi a danno delle istituzioni LGBTI in Polonia;

N.  considerando che il presidente ha imposto il veto alle modifiche adottate alla legge sulle minoranze nazionali ed etniche e le lingue regionali;

O.  considerando che il ministro dell'Ambiente ha approvato un progetto che prevede l'aumento dell'estrazione di legname nella foresta di Białowieża; che nel mese di maggio è iniziato l'abbattimento degli alberi nella foresta di Białowieża;

1.  reputa fondamentale garantire il pieno rispetto dei valori comuni europei enunciati all'articolo 2 TUE;

2.  ritiene che tutti gli Stati membri siano tenuti a rispettare appieno il diritto dell'UE nelle loro prassi legislative e amministrative e che ogni legislazione, compreso il diritto primario di ciascuno Stato membro e di ciascun paese candidato, debba rispecchiare i valori europei fondamentali, vale a dire i principi democratici, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti fondamentali, e aderirvi;

3.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che l'effettiva paralisi del Tribunale costituzionale della Polonia rappresenta un pericolo per la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto; osserva che solo un Tribunale costituzionale correttamente funzionante è in grado di garantire un controllo efficace delle norme di recente adozione, che in più occasioni hanno destato preoccupazioni associate alla rapidità dell'adozione, alla mancanza di una consultazione adeguata e alle ripercussioni sui diritti fondamentali;

4.  esorta il governo polacco a rispettare, pubblicare e attuare pienamente e senza ulteriori indugi le sentenze del Tribunale costituzionale;

5.  invita il parlamento polacco a dare piena attuazione alle raccomandazioni della commissione di Venezia; condivide il parere della commissione di Venezia secondo cui la costituzione polacca e le norme europee e internazionali richiedono che le sentenze di un Tribunale costituzionale siano rispettate;

6.  sostiene la decisione della Commissione di adottare il parere sullo Stato di diritto nell'ambito del quadro per lo Stato di diritto; invita la Commissione, qualora il governo polacco non provvedesse a rispettare quanto prima il parere e le raccomandazioni della commissione di Venezia, ad attivare la fase successiva del quadro per lo Stato di diritto formulando una raccomandazione sullo Stato di diritto;

7.  chiede alla Commissione che nell'ambito del dialogo strutturato con il governo polacco siano prese in considerazione altre decisioni adottate dalle autorità polacche che hanno dato adito a preoccupazioni quanto alla loro legalità e al loro potenziale impatto sui diritti fondamentali; esorta le autorità polacche a procedere a un riesame della legge sulla polizia, della legge contro il terrorismo, del codice di procedura penale e della legge sulla procura, nonché delle normative sui media, conformemente alle raccomandazioni della commissione di Venezia e del Commissario del Consiglio d'Europa per i diritti dell'uomo; chiede alle autorità polacche di riconoscere i diritti inalienabili delle donne all'integrità fisica e mentale e all'autonomia decisionale, anche per quanto riguarda il diritto di avvalersi della totalità dei servizi di salute riproduttiva, tra cui l'aborto sicuro e legale; sostiene fermamente la proposta di legge civile, promossa dalle ONG e dalle organizzazioni che rappresentano le donne, a favore della liberalizzazione dell'accesso ai servizi sanitari e ai diritti in ambito sessuale e riproduttivo; riconosce gli sforzi compiuti dal governo polacco a sostegno delle famiglie e dei minori, in particolare quelli provenienti da contesti svantaggiati, e invita il governo a far sì che tali sforzi riguardino tutti i tipi di famiglia, come pure a garantire servizi adeguati per l'infanzia; esorta altresì le autorità polacche a garantire il pieno rispetto dei diritti delle persone appartenenti a minoranze, tra cui i diritti linguistici; accoglie con favore l'avvio di una procedura di infrazione da parte della Commissione, il 16 giugno 2016, in merito allo sfruttamento della foresta di Białowieża;

8.  esorta le autorità polacche a una cooperazione totale e sincera con la Commissione nell'ambito del quadro per lo Stato di diritto nonché su altre questioni;

9.  invita la Commissione a informare il Parlamento in modo regolare e puntuale circa le proprie valutazioni, i progressi compiuti e le azioni intraprese; chiede alla Commissione di proporre un meccanismo più efficace di reazione dell'UE alle violazioni dei valori fondamentali;

10.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa e al Presidente della Repubblica di Polonia.

 

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