Pianto antico di Santino Amedeo per la scomparsa di un amico di Gallicianò

28.12.2016 21:25

PER UN AMICO DI GALLICIANO'

di Amedeo Santino

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"Non credo che durerò a lungo", mi disse, l'ultima volta che lo vidi, un paio di mesi fa, appoggiato al muretto davanti casa, fonte Facebook. E la sua voce era quieta, come sempre, e l'atteggiamento rassegnato, ma anche sereno, come quello di un filosofo antico. Era molto malato e ieri ho saputo che è morto, due giorni prima Natale. Ho provato vero dolore, per la scomparsa dell' amico frantoiano - trappetaro, diciamo noi- la cui figura si identificava un poco con il piccolo frantoio, o trappeto, di Gallicianò, paesino aspromontano dove un pò tutte le famiglie hanno qualche pianta di olivo e si fa fanno l'olio per sè e per i figli emigrati alla Marina o a Reggio. Il frantoio era antico e il mio amico vi aveva lavorato fin dalla gioventù, quando non vi si usava ancora l'elettricità, e a muovere le macine era una vacca che girava in tondo, e a far funzionare il torchio quattro uomini che spingevano, sempre in tondo, un attrezzo di legno a quattro braccia, che con arguzia contadina veniva chiamato " u pacciu", il pazzo.

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Di Filippo Nucera, che non vedrò più e che rimpiango, ricordo la discrezione, la gentilezza, il garbo, la bontà non esibita. Quando gli chiesi, parecchi anni fa, di poter fotografare il frantoio, accettò volentieri e mi consentì di intrufolarmi in ogni angolo della struttura e in ogni fase della lavorazione. Avevo terminato e stavo per andar via, quando mi si avvicinò e mi porse una borsa di plastica. Sorpreso, ci guardai dentro. C'era una bottiglia da due litri di olio nuovo. Mi sorrise un pò timidamente, e mi disse:-"Accettatelo; è del nostro ed è buono!"

Santino Amedeo

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