PAN: IL DIO DELLA NATURA SELVAGGIA (parte seconda)

07.10.2016 20:39

Rubrica Europa Ellenofona di Filippo Violi

 

La sua figura ha subìto pochi mutamenti fino all'epoca romana; egli non ha quasi mai avuto nella mitologia una parte autonoma: era dio dei pastori, seguace di Dioniso, e partecipava agli eventi della natura o della caccia. L'origine del suo nome è oscura, e risale probabilmente ad una radice indo-europea pa-, che è in rapporto con "pascolare": soltanto in età romana si è interpretato il nome come un'allusione al carattere universale di Pan facendo di lui così un dio universale .

Oltre che con Dioniso egli poteva apparire con molti altri dei, quali Afrodite, Hermes, Apollo, e con divinità minori della natura, come Silvano, Priapo e le ninfe. Il suo culto, le cui forme ci sono state trasmesse in modo non preciso, era diffuso, oltre che nel Peloponneso e nell'Attica, anche nella Grecia settentrionale fino alla Macedonia e alla Tracia, e, inoltre, nelle isole, nell'Asia Minore, nell'Italia meridionale e nell'Africa settentrionale.

Il suo aspetto fisico, trasmessoci dall'arte figurativa, è un miscuglio di uomo e caprone con molteplici variazioni, dalle quali non è però possibile stabilire una successione temporale dei diversi tipi, o precisarne le origini regionali, fino alla comparsa di un tipo giovanile di Pan senza barba, nel corso del V sec. a. C.. La testa del dio Pan è, come dicevamo, in genere, animalesca, munita di corna più o meno grandi, barbata; le gambe sono raffigurate come zampe di capra; raramente manca la coda caprina, mentre la parte superiore del corpo e le braccia sono, normalmente, umane; egli è comunque sempre rappresentato eretto, come una persona umana.

..........

Franco Mosino:

.............

La sua sede è piuttosto la natura selvaggia, che fa da sfondo alla vita pastorale: ciò spiega anche il suo aspetto ferino. Pan è anche dedito alla caccia, e i cacciatori gli dedicano offerte votive; la sua preda preferita è la lepre. Questo ampliamento dei suoi attributi si spiega facilmente, poiché egli soggiorna in luoghi più frequentati dagli animali che dagli uomini; del resto, fra il mondo dei cacciatori e quello dei pastori non esiste un limite ben definito, e così fra i loro culti (F. Càssola).

Ma il dio Pan descrive la vita stentata dei contadini nell'Attica, e non la vita dei pastori!

Infatti così Pan recita il prologo della commedia di Menandro "il Misantropo"

"Immaginate che il luogo dove ci troviamo sia File, in Attica, e che l'antro delle Ninfe da cui sono uscito sia il famosissimo santuario degli abitanti di File - sì quelli che sanno coltivare anche i sassi. Nel podere a destra abita Cremone, un uomo che non può soffrire i suoi simili ed è burbero con tutti, perché non gli va a genio la folla. Folla? Che sto dicendo? Costui, che è al mondo già da parecchio tempo, nella sua vita non ha mai conversato amabilmente con nessuno, né ha mai rivolto il saluto per primo a nessuno, se non quando incontra me, il dio Pan, per dovere di vicinato e se ne pente ben presto, lo so bene.

 

 

Cerca nel sito