Melito Porto Salvo (rc) l'Addio a Mariella Battaglia, 'la maestra dalla penna rossa'

03.07.2016 13:56

 

Destino crudele per l’insegnante che, ha lottato con tutte le sue forze, contro un morbo ribelle ad ogni cura. Lascia  marito e figli

MARIELLA BATTAGLIA, BRILLANTE ESEMPIO DI MAESTRA ATTUALISSIMA, ACCULTURATA, PREPARATA, PROFESSIONALE

Domenico Salvatore

La ‘maestra dalla penna rossa’, un mestiere meraviglioso, eternamente giovane e sorridente, in mezzo a una frotta di bambini. Questa era nell’immaginario collettivo, Mariella Battaglia; una donna, senza età; stimata e benvoluta a scuola, ma anche nella società. Nota per la sua serietà personale e professionale; affettuosa e disponibile, garbata e gentile.

Eugenia Barruero, che aveva abitato in una casa del quieto largo Montebello, una piazza un po' parigina, però con modestia e con umiltà, di Torino, che raccoglie le arie della Dora e di Vanchiglia.

“La maestrina della prima inferiore numero tre, quella giovane col viso color di rosa, che ha due belle pozzette nelle guance, e porta una gran penna rossa sul cappellino, e una crocetta di vetro giallo appesa al collo”.

Ragazzi del ’99…“Tien la classe allegra, sorride sempre, grida sempre con la sua voce argentina che par che canti, picchiando la bacchetta sul tavolino e battendo le mani per imporre silenzio; poi quando escono, corre come una bimba dietro all' uno e all' altro per rimetterli in fila; e a questo tira su il bavero, a quell' altro abbottona il cappotto perchè non infreddino; li segue fin sulla strada perchè non s' accapiglino, supplica i parenti che non li castighino a casa e porta delle pastiglie a quei che han la tosse”.

Non ha avuto il tempo necessario per maturare la pensione. Cloto, Lachesi ed Atropo, hanno chiuso il cerchio, ancor prima.

Ai funerali celebrati dal parroco di Melito centro, ha presenziato una folla strabocchevole e commossa. Dal collegio docente, agli alunni con la ‘direttrice’ Concettina Sinicropi ed alle loro famiglie, sino a parenti, familiari, amici e conoscenti.

In sostanza la città di Tiberio Evoli, Pietro Panuccio e Bruno Spatolisano, si è fermata per partecipare alle esequie ed esprimere il cordoglio e la solidarietà al marito-vedovo, architetto Salvatore Sergi ; ed ai figli Davide e Pasquale, fratelli, cognati, nipoti e parenti tutti... Edmondo de Amicis la cantò così:…”Non sempre il tempo la beltà cancella,/o la sfioran le lacrime e gli affanni;/mia madre ha sessant'anni/e più la guardo e più mi sembra bella./Non ha un detto,  un sorriso, un guardo, un riso, un atto/che non mi tocchi dolcemente il cuore!/Ah! se fossi pittore,/farei tutta la vita il suo ritratto!/Vorrei ritrarla quando inchina il viso7perch'io le baci la sua treccia bianca,/o quando, inferma e stanca,7nasconde il suo dolor sotto un sorriso.../Pur, se fosse un mio prego in cielo accolto,/non chiederei del gran pittore d' Urbino/il pennello divino,/per coronar di luce il suo bel volto:/vorrei poter cambiar vita con vita,/darle tutto il vigor degli anni miei,/veder me vecchio, e lei,/dal sacrificio mio, ringiovanita./”

In Paradiso ti accompagnino gli angeli,/al tuo arrivo ti accolgano i martiri,/ e ti conducano nella Santa Gerusalemme./ti accolga il coro degli angeli,/e con Lazzaro povero in terra/tu possa godere il riposo eterno nel cielo./Io sono la risurrezione e la vita./Chi crede in me anche se muore vivrà;/e chiunque vive e crede in me,/non morrà in eterno./Apritemi le porte della giustizia:/entrerò e renderò grazie al Signore./Questa è la porta del Signore:/per essa entrano i giusti./Celebrate il Signore, perché è buono;/perché eterna è la sua misericordia./

Ed anche”Nelle tue mani, Padre clementissimo, /consegniamo l’anima  di nostra sorella  / con la sicura speranza che risorgerà nell’ultimo giorno/insieme a tutti i morti in Cristo./Ti rendiamo grazie, o Signore,/per tutti i benefici che gli hai dato in questa vita,(come segno della tua bontà/e della comunione dei santi in Cristo./Nella tua misericordia senza limiti,/aprigli le porte del paradiso;/e a noi che restiamo quaggiù/dona la tua consolazione con le parole della fede,/fino al giorno in cui, tutti riuniti in Cristo,/potremo vivere sempre con te nella gioia eterna./Per Cristo nostro Signore./”.

Toto Cutugno…Due braccia grandi/per abbandonarmi dentro/se la notte avevo un po' paura/Occhi profondi/per cui ero un libro aperto/senza dire neanche una parola/Aveva mille modi buoni per svegliarmi/quando non volevo andare a scuola/E mi chiedevo mentre le guardavo i piedi/questo angelo perche' non vola/le mamme sognano/le mamme invecchiano/le mamme si amano/ma ti amano di piu'/E cosi' piccolo/io avrei affrontato il mondo/guai a chi si avvicina e chi la tocca/E che parole dolci/come quelle torte al forno/che veniva l'acquolina in bocca/Mi rimboccava fino al naso le coperte/se pioveva avevo un po' paura/E mi tuffavo nel suo letto/a braccia aperte/ad ogni tuono forte mi stringeva/le mamme sognano/le mamme invecchiano/le mamme si amano/ma ti amano di piu'/Le mamme guardano nel cielo/un aeroplano/e quel treno sulla ferrovia/Parlano e sognano del figlio che e' lontano/davanti a una fotografia/Le mamme piangono e si asciugano/gli occhiali/mentre gli anni se ne vanno via/se pensi a quando ti tenevano per mano/sembra ieri che malinconia/…”.

La figura della docente è stata tratteggiata all’omelia dal sacerdote titolare della parrocchia. La salma è stata salutata all’uscita, con uno scrosciante e spontaneo applauso a scena aperta.

Mancherà alla famiglia, ai parenti, amici e conoscenti, ma anche alla città, alla scuola, alla società ed alla cultura.

Le spoglie mortali della scomparsa, riposeranno presso la cappella di famiglia, nel locale cimitero. Domenico Salvatore

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