Lo scultore Giovanni Stilo/Un altro meritevole figlio di Bruzzano Zeffirio (rc), a cura del critico d'arte Rosa Marrapodi

06.04.2017 21:43

06 aprile 2017     21:49

Posted by Domenico Salvatore

 

Quella fucina di campioni dell'arte, della poesia, della musica, della scultura, della pittura e della cultura. Come li vede il critico d'arte ed il critico letterario

Un altro meritevole figlio  di Bruzzano Zeffirio, lo scultore Giovanni Stilo

 

di Rosa Marrapodi

   Bruzzano Zeffirio (rc)-Lo scultore Giovanni Stilo

 

“Il fulgore dell’arte non può rimanere a lungo celato!” E’ con questa bella e veritiera affermazione del compianto prof. Giuseppe Landolfo, apprezzato poeta di Bruzzano Zeffirio, che mi piace incominciare questo mio informale excursus  su Giovanni  Stilo, scultore che non ama fare mostra di sé,  proprio a lui, difatti, era riferito il citato assunto del comune amico Landolfo.

 

   Ritratto di Primo Nani, terracotta 1994, amico dello scultore di Valenza

 

Ma chi è, quindi, Giovanni Stilo? La domanda è d’obbligo, quando si tratti di un artista dal carattere schivo e riservato, il quale, pur dotato d’innegabili doti nel campo scultoreo, più che apparire, preferisce appartarsi, vivere lontano dal rumore e dalla vistosità.

   Ritratto di Rachele Del Nevo terracotta 1994-pittrice- 

 

Ed allora, nel rispetto della sua naturale tendenza, scopriamo con delicatezza  il personaggio, per non farlo arrossire, per non violarne la verecondia e la “disarmante semplicità”, che caratterizzano la sua, tuttavia, forte personalità.

 

Nato a Bruzzano Zeffirio nel 1957, ha seguito la sua intrinseca inclinazione per l’arte plastica, conseguendo, nel 1974, il diploma al Liceo Artistico di Siderno e, nel 1978, il diploma di laurea in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, allievo di De Vincenzo.

   Nudo, gesso patinato 1986

 

Come tanti altri laureati in cerca di lavoro, anche lui partì per il nord d’Italia nel 1984, fissando la sua dimora in Piemonte. Dopo essersi spostato in varie sedi, si stabilì  nel Monferrato, nella provincia di Alessandria, a Valenza, il paese dell’oreficeria di qualità, dove all’Istituto Statale d’Arte “ Benvenuto Cellini” ha insegnato discipline plastiche e scultoree , riuscendo a conciliare l’insegnamento con la sua passione di scultore in autonomia dalla scuola.

 

Esperto nell’uso della tecnica della terracotta e del gesso patinati, ha primeggiato nella  ritrattistica. Pur delicato, timido e discreto, Stilo sorprende chi lo conosce a fondo per la sua volitilità, per il suo essere determinato, quasi coriaceo nell’impegno assunto con se stesso, nel conseguire i suoi progetti professionali ed artistici.

   Medaglia commemorativa CRA in oro

 

Nell’aprile del 1990 il destino lo ha messo davanti ad una difficile prova, che egli con grande forza d’animo, con tenacia non comune e con un forte attaccamento alla vita riuscì a superare.

   Ritratto di Franco Molinari, prof di Filosofia bronzo 1988

 

Un disastroso incidente stradale, avvenuto in Piemonte, infatti,  lo ha tagliato fuori, per un anno intero, da ogni contatto con l’esterno, da ogni contesto lavorativo ed amicale. Ripresa l’attività a pieno ritmo, sia scolastica che artistica, con rinnovato vigore ha partecipato a mostre e a rassegne d’arte singole e collettive con personale successo.

 

Nel maggio del 1993, a Valenza, al Concorso “San Bernardino” di  Pittura e Scultura  si classificò al primo posto ed ottenne importanti riconoscimenti in tante altre manifestazioni artistiche, gratifiche che gli servirono a superare definitivamente la crisi causatagli dai postumi del grave incidente.

   Ritratto di Padre Pio, bronzo

 

Lusinghieri, infatti, i giudizi espressi dagli intenditori artistici sulle sue opere collocate in luoghi pubblici. Donato Varrone, in riferimento al “Busto di Padre Pio” dice di lui: “Persona riservata e schiva, Stilo riesce ad infondere alle sue opere quella serenità interiore che solo i grandi artisti sanno trasmettere.”

  Crocefisso terracotta collocato presso la chiesa di Pecetto di Valenza

 

Tra le personalità che hanno espresso apprezzamenti per la sua maestria plastica anche il cardinale Angelo Sodano, per il quale, in collaborazione con un suo collega, ha realizzato il sigillo personale. Vanno in varia direzione le sue suggestive “creature”, tra le quali trovano spazio quelle dedicate alla famiglia, ai colleghi, agli amici, agli alunni, ai santi, agli stati d’animo con tendenza alla malinconia.

   Medaglia commemorativa CRA in oro

 

Nel 2002 realizza il “ Ritratto di Elisabetta”, la diletta moglie, in creta,  di cui coglie l’ espressione serena nella quotidianità domestica. Nel 1986 “Il ritratto di  Diego”, uno dei suoi nipoti, figlio della sorella Gina, in terracotta.

  Ritratto di Raffaele Irace alunno dello scultore terracotta patinata 1993

 

Nel 1979 “Il Ritratto di Pasquale Caristo”, suo amico e compagno di studi, in gesso patinato, in espressione sofferta, penetrante; e nel 1979  il” Ritratto di Giuseppe Randolfi”, “Peppi ‘i Nina” per gli amici di Bruzzano, in terracotta; ed ancora “Il Ritratto di Rita Leuzzi”, gesso, anni novanta, bella e delicata giovinetta del suo paese.

   Ritratto di Giuseppe Randolfi " Peppi 'i Nina", per gli amici, terracotta 1989

 

Tre opere che lo riportano alla vita nel suo amato paese d’origine, Bruzzano Zeffirio appunto, alla sua infanzia, alla scuola superiore, agli amici di quei tempi spensierati.

Opere, queste, che non hanno bisogno di didascalia per essere identificate nei loro soggetti, tanto perfetti risultano le linee ed i contorni del volto, tanto verisimili, anche nelle sfumature, da suggestionare l’osservatore.

   Ritratto di Pasquale Caristo, gesso patinato 1979, amico dello scultore

 

Per i suoi cari colleghi ed amici piemontesi  realizza, nel 1990, il “Ritratto di Piero Porta”, orafo e pittore valenzano, in terracotta; “Il Ritratto di Francesco Molinari”, professore di filosofia, caro amico di Stilo, in bronzo, 1988; il “Ritratto di Germano Leone”, un sarto di Casale Monferrato, terracotta, 1987; il “ Ritratto di Rachele Del Nevo”, pittrice, impegnata nel settore dell’oreficeria a Valenza, in terracotta, 1994, una fiorente bellezza colta ovunque con abile perizia, nel lungo collo, da mitica Minerva, nell’ondulazione dei capelli, nel marcato  seducente profilo.

Il “Ritratto di Primo Nani”, di Valenza anche lui, amico degli amici di Stilo, in terracotta, 1994; il “Ritratto di Raffaele Irace”, terracotta patinata, 1993, un alunno di  Valenza, campano, orafo in Liguria, raffigurato nella sua espressione ancora ingenua ma vigorosa di fanciullo cresciuto.

   Ritratto di Piero Porta, orafo e pittore valenzano, terracotta 1990

 

Tra le opere di carattere religioso, nella produzione artistica di Stilo figurano due “ Ritratti di Padre Pio” da Pietralcina, di cui uno, in terracotta, del 1993 e l’altro, in bronzo, del 1998: parlano da sé questi due capolavori dello scultore di Bruzzano Zeffirio,  in cui Padre Pio con le sue gote scavate e lo sguardo estatico, oltre ad attrarre e a galvanizzare le folle dei devoti, “fa piegare il capo e invita alla preghiera”. 

Ed ancora un “Crocefisso”, in terracotta, 2003, collocato nella Chiesa di Pecetto di Valenza, un commovente Cristo morto dalle pure forme, sul cui volto si legge un misto di sofferenza e di tenerezza; ed un lineare “Volto di Gesù”, in argento, 1999, semplice e complesso insieme nei perfetti  tratti del volto e nelle ondulazioni dei capelli.

   Ritratto di Diego, nipote dello scultore, terracotta 1986

 

Di carattere filosofico, spirituale, si possono ammirare “il Pensatore”, in gesso patinato, 1978, un’opera curata con la stessa attenzione in ogni sua parte, dai folti capelli ai sandali, dalle linee del volto alle ondulazioni dell’abito davanti e retro;  “Il Prigioniero”, gesso, 1975, donato al dottore Girolamo Marino,  grande e sfortunato figlio di Bruzzano Zeffirio; “Meditazione”, gesso patinato, 1986, un bel nudo femminile dal ben tratteggiato, sensuale  fondoschiena; “ Nostalgia”, terracotta, 1990, donata al dottor Maurizio Rosa, neurologo in servizio a Valenza, una voluttuosa immagine femminile dai lunghi capelli vaporosi, simbolo di vita e d’inconsapevole giovinezza, minuziosamente curata in ogni dettaglio,  financo nelle venature; “Pensieri”, cera, 2000, con copia in bronzo per l’architetto Pierluigi Caligaris , scultore di Valenza amico di Stilo.

" Il pensatore"gesso patinato 1978, durante la realizzazione con la creta

 

E per finire un “Nudo”, riconosciuto come tale dalla scultore, gesso patinato, 1986, una statuaria “valchiria” dalle lunghe gambe ripiegate, che di ieratico ha ben poco nel bel corpo abilmente tratteggiato, allegoria di libertà  e di seduzione.

Un plauso a parte meritano le medaglie commemorative, tra cui anche quella per la CRA (Cassa di Risparmio di Alessandria), in oro, 2003.

  Lo scultore Giovanni Stilo durante la realizzazione del ritratto in creta della moglie

 

Complessivamente le opere plastiche di Giovanni Stilo affascinano l’osservatore non solo per ciò che materialmente esprimono, ma soprattutto per il messaggio spirituale che trasmettono; sono, esse, infatti, che ovviano a quello che l’autore non dice, ma che riesce a trasferire in esse con le sue abili mani, raggiungendo, tramite la plasticità delle figure, quella ideale perfezione, nella quale trova sbocco la sua originalità e la sua accesa individualità.

E’ anche per  questo che non è facile etichettare lo scultore Giovanni Stilo, alunno della sua stessa scuola, convinto assertore della vita e della verità, di quelle belle virtù  morali e civili al rispetto delle quali è stato educato. Siamo convinti che l’ora della visibilità sia arrivata anche per un artista riservato come lui.

 

  Ritratto di Rita Leuzzi di Bruzzano Zeffirio, gesso

 

Ora, da pensionato e libero da impegni scolastici, potrà trovare maggiore spazio l’’arte scultorea nella sua vita,  pertanto ci attendiamo   di ammirare ancora opere di grande respiro che, indubbiamente, come la natura  a primavera, troveranno  lo sbocco giusto e naturale per una più larga  affermazione del suo  estro artistico.

Dopo tanto impegno è davvero arrivata l’ora della notorietà, perché la limpidezza dell’arte di Giovanni Stilo trasfusa nelle sue armoniche “creature” non deve e non può rimanere oltre “celata”, in disparte, ma deve venire fuori, alla luce, come il sole all’improvviso tra le nuvole.

Rosa  Marrapodi                                Bruzzano Zeffirio, 04 Aprile 2017-

 

 

 

 

 

**************************************************************

 

 

L A   G  A  L  L  E  R  I  A

Bruzzano Zeffirio e la frazione Motticella

 

Risultati immagini per bruzzano zeffirio

Immagine correlata Immagine correlata Immagine correlata Immagine correlata Risultati immagini per bruzzano zeffirio Risultati immagini per bruzzano zeffirio Immagine correlata Risultati immagini per bruzzano zeffirio Risultati immagini per bruzzano zeffirio Risultati immagini per bruzzano zeffirio Immagine correlata Immagine correlata Risultati immagini per bruzzano zeffirio Risultati immagini per bruzzano zeffirio Risultati immagini per bruzzano zeffirio Risultati immagini per bruzzano zeffirio Risultati immagini per bruzzano zeffirio  Risultati immagini per bruzzano zeffirioImmagine correlata

Pagina 2 di 2

37, 38 - Medaglia commemorativa CRA (Cassa di Risparmio di Alessandria) - Le

originali sono in oro, quella nella foto (in mio possesso) è una copia in

argento - 2003 (?)

39, 40 - Ritratto di Primo Nani (Era un signore di Valenza, amico di amici miei…)

- Terracotta - 1994 - In mio possesso.

41, 42, 43 - Ritratto di Rachele Del Nevo (Attualmente vive a Roma e fa la pittrice,

allora lavorava nel campo dell'oreficeria, a Valenza) Terracotta - 1994.

In mio possesso.

44, 55 - "Pensieri" - Cera - 2000 - In mio possesso - C'è anche una copia in bronzo

che ho donato al mio amico architetto Pierluigi Caligaris.

46, 47 - Ritratto di Giuseppe Randolfi (Peppi 'i Nina) - Terracotta - 1989 - In mio

possesso.

48, 49, 50 - Crocifisso - Terracotta - Non ricordo l'anno in cui l'ho realizzato,

comunque dopo del 2002 - È collocato presso la Chiesa di Pecetto di

Valenza.

51 - Volto di Gesù - Argento - 1999 - In mio possesso.

52 - Durante una mostra collettiva nel palazzo "Cova Adaglio"

53 - Nell'aula di scultura dell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria - 1978.

 
 
Notizie sulle foto (1).docx
Pagina 1 di 2

 

 

 

 

Cerca nel sito