Le riflessioni di Ilario Ammendolia su Facebook/Scherza coi fanti ma lascia stare i santi

27.03.2017 06:14

27 marzo 2017      06:25

Posted by Domenico Salvatore

 

 

“Scherza con i fanti ma lascia stare i santi” 

(fonte Facebook)

 di Ilario Ammendolia

"Con le cose serie non si scherza.
La ndrangheta è una tragedia per la nostra Terra e noi non ci scherzeremo sopra, non lo potremmo fare per il rispetto autentico che abbiamo per le vittime della stessa e verso i loro familiari.

Non mi piace chi chiama sbirri i poliziotti anche se v’è una innegabile radice storica della parola e si trovano mille adagi popolari che confermano il diffuso uso di questo termine nel dialetto calabrese.
Non mi piace chi offende e, nonostante l’età, partecipo ed adoro i cortei dei giovani che manifestano per cambiare in meglio la società!
Ciò detto, non considero lecito trasformare la tragedia in farsa trasformando una scritta sui muri in una guerra di mafia.
Ho provato ad immaginarmi il summit segreto delle cosche riunito in seduta straordinaria ed urgente per dare una risposta alla manifestazione “antimafia” del 19 marzo.
Presenti ed al massimo livello tutte le “famiglie” di ndrangheta armate sino ai denti. Una discussione tesa, partecipata a volte nervosa. Relazione introduttiva svolta dal responsabile della “provincia” che si sofferma sulla necessità di una risposta adeguata a quanti erano stati allo stadio comunale il giorno prima.

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I “saggi compagni” hanno il compito di frenare i più focosi, alla fine però la decisione del summit è unanime, non si userà la classica lupara, ne bombe, pistole o coltelli ma un arma micidiale: lo spray di color nero.
La missione audace ai limiti dell’ impossibile verrà affidata ai più promettenti picciotti di sgarro con la promessa che a termine del delicato incarico loro affidato saranno promossi sul campo di battaglia.
Domenica notte, coperti dalle tenebre, partono i commandos !
E’ una notte di la luna calante e dinanzi alle pareti scrostate la luce è fioca.. I giovinastri , pur abituati alle peggiori nefandezze, hanno qualche esitazione dinanzi all’arduo compito che li attende. Così dopo aver piazzato piantoni ad ogni crocevia, tirano fuori le bombolette spray usandole come una mitraglia che spara a caratteri forti e chiari: “meno sbirri, più lavoro”, “ Don Ciotti sbirro”.
“Oltraggio” più grave non si poteva immaginare!
Lo “Stato” è colpito al cuore! Mafiosi che chiedono “più lavoro” ancora non si erano mai visti. Gli esperti dicono che trattasi certamente di un’ imprevedibile evoluzione della specie!
Le “scritte criminali” vengono scoperte intorno alle otto del mattino e per non esporre l’informatore a possibile rappresaglie s’è deciso di secretare il nome.

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Allarme generale! Partono le indagini della polizia scientifica sulla vernice utilizzata e sull’incurvatura dei caratteri. Sequestrate tutte le pellicole delle telecamere di sorveglianza.
Bisogna dimostrare il massimo di efficienza e di contrasto alla provocazione mafiosa e così squadre di operai altamente specializzate si incaricano di cancellare il corpo dei reato perché hanno un contenuto fin troppo eversivo e si teme il contagio come per la Jihad islamica .
(I governi correrebbero un grave pericolo se si chiedesse lavoro come previsto dall’articolo 1 della Costituzione.)
Già alle nove tutti i principali quotidiani nazionali on line pubblicano a piena pagina le notizie sull’ l’infame oltraggio di Locri rispetto al quale, quello di Anagni diventa una bazzecola.
A mezzogiorno i telegiornali aprono con le “frasi locresi”. Queste passano da quotidiano a quotidiano, da telegiornale e telegiornale e ad ogni passaggio si arricchiscono di un aggettivo :Inizialmente sono “offensive”, poco dopo diventano “intimidatorie” quindi “minacciose” ed infine “eversive” , “infami”, “pericolose” , “vigliacche” .
La sera i “fatti della Locride” vanno in onda a reti unificate: una manipolazione dell’opinione pubblica da manuale! Qualcuno avrebbe parlato di una società di massa teleguidata dai detentori del potere della comunicazione.
Ricordate le pagine di George Orwell in cui ognuno viene invitato ad odiare il “perfido” Emmanuel Goldstein nemico dichiarato del “Grande Fratello” ? L’isteria collettiva, i “due minuti d odio” diventavano il catalizzatore per trasformare il popolo in gregge.
Più o meno si ripete la stessa scena verso gli autori del terribile misfatto di Locri!
La risposta ai massimi livelli non s’è fatta attendere.

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A cadenza regolare tutte le “Autorità” hanno espresso la solidarietà alle vittime (di cosa?) ed ai combattenti.
Ognuno “dichiara” e poi “dichiara” ancora in un’orgia di parole senza fine.
Era dalla drammatiche quanto eroiche giornate dello “sporting club” che la Locride non conosceva una tale risonanza mediatica in campo nazionale.
Il delitto non c’è, i cadaveri mancano ma, grazie alle scritte ( o meglio all’uso che si è fatto delle stesse) abbiamo stracciato, ancora una volta ed in un solo attimo, la fama di Avetrana o di Cogne!
Mercoledì tutto è finito!

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In un angolo della piazza il solito gruppo di cittadini parla, come ogni giorno, dei problemi quotidiani.
Non sono mafiosi , ne appartengono alla fantomatica “zona grigia”!
Qualcuno commenta il fatto del giorno: dieci manager di Stato insieme si sono divisi circa 400 milioni di euro per la loro liquidazione! Confrontano la cifra con quella di un milione di famiglie, soprattutto meridionali, che non hanno alcun reddito. “Mafia non è” ma- secondo loro- la notizia meriterebbe più spazio, ed una maggiore riflessione, rispetto alle scritte sui muri!
Si fa sera e tutti i calabresi sanno che ai loro problemi , quelli veri, nessun quotidiano nazionale dedicherà mai un solo rigo, nessun telegiornale un solo attimo. Nessuna autorità darà una risposta.

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Concludo:
io avrei lasciato quelle scritte sui muri per almeno un anno-e non per offendere don Ciotti o gli “sbirri” - ma perché, aldilà di chi le ha scritte, colgono molto più di mille discorsi ufficiali o delle “dichiarazioni di cento “autorità”, lo stato di profondo disagio che vive il popolo calabrese. Fanno emergere quel grumo di rabbia e dolore che molti si portano in petto e che viene puntualmente oscurato da una informazione di regime.
“ Siamo tutti sbirri”, potrebbe anche andar bene se con questa frase si intendesse dire che ogni nostro giovane possa godere di uno stipendio garantito.
Altrimenti ne sbirri ne ndranghestisti!
Riviera"

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