Le recensioni di Rosa Marrapodi/ "Tormento d'anima" di Anna Velonà

22.01.2017 21:54

22 gennaio 2017     22:02

Posted by Domenico Salvatore

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Recensione dell’opera “TORMENTO d’ANIMA” di ANNA VELONA’

Gabrieli Editore – 2005 Roma

 

di Rosa Marrapodi

 

Quando una raccolta di poesie si legge tutta d’un fiato e ci si rende conto di averla finita solo di

fronte alla pagina bianca che segue l’ultima lirica, vuol dire che l’opera in questione non ci ha né

stancato né annoiato, segno inconfondibile di una lettura piacevole ed interessante. E tale

sensazione desta, in chi lo legga, il libro di poesie “Tormento d’Anima”, scritto e pubblicato da

Anna Velonà, Gabrieli Editore – 2005 Roma. Titolo, fuor di dubbio, appropriato, dal momento che

esso traduce compiutamente l’essenza contenuta nell’opera, una lacerazione spirituale, che non

conduce, come superficialmente si potrebbe dedurre, all’annientamento di sé, ma all’esaltazione

del valore della vita, della volontà di vivere, quindi, presente e non sempre tanto latente nei versi

di Anna Velonà. L’autrice viaggia introspettivamente dentro di sé, compiendo un ”itinerarium in

animum”; scandaglia il proprio io, guardando attentamente dentro il proprio vissuto, dentro la

propria anima tormentata, ferita, ma non più sanguinante, da cui affiora un dolore profondo ma

composto, misto ad intensa umanità, che la connota come donna dolce, sensibile, delicata e forte

insieme. Sono presenti, infatti, nei versi di Anna, la delicatezza e la forza proprie delle donne di

montagna, che a lei derivano da quella bella e maestosa rupe di Staiti, da cui discende ed a cui

ancora, nonostante la lunga permanenza in città, si sente visceralmente legata. Nelle liriche

traspare – è palese! - un’anima tormentata “per un amore grande scomparso dietro un orizzonte

che si perde nell’immenso”, ma è pur vero che sotto la “cenere di legna arsa”resiste una “fiamma

accesa che brucia”, sotto cui si consumano “passioni sopite”. E’ il senso ed il valore della vita, di cui

Anna come donna è portatrice, a cui ella si aggrappa per non venire sopraffatta, perché i marosi

della vita non la travolgano nel loro vortice di morte e di sconfitta. Infatti, il suo “cuore arde come

la legna del camino”, anche se nel suo “cavo” ella continua a custodire, come una fedele

sacerdotessa, le reliquie di un grande amore, “tutto racchiuso in un’attesa che si perde nel

tempo”. Il centro tematico delle poesie è, appunto, interamente concentrato intorno a

quest’amore, lontano, perduto “sul più bello”, cantato da Anna con estrema compostezza, con

dolcezza e levità sul filo del rimpianto e della memoria, un ricordo che ancora “manda sprazzi di

luce” al suo cuore sconvolto. E’ un’anima, quella di Anna, che si esprime nel silenzio e nella

nostalgia; è un’anima “stanca e solitaria” che parla ma senza abbattimento morale in quanto

sorretta da una grande sensibilità, da un forte sentire, da una profonda fede in Dio, dalla

consapevolezza che la realtà del quotidiano, del giorno, va sempre accettata e vissuta con dignità,

“mentre i fantasmi del passato ritornano a danzare nel buio della notte senza vita”. E’ pacata e

forte insieme, nella sua semplicità e tenerezza, la poesia di Anna Velonà, che, a volte, là dove

celebra Dio e la vita, vista nei suoi elementi essenziali di “vento”, di “luna”, di “stelle”, di “sole”, di

“gelo”, si potrebbe definire, senza rischiare di apparire iperbolici, francescana e “religiosa”, nel

senso che essa contiene, nel suo intimo, un inno alla vita, una sinfonia della vita sul requiem della

morte. Resta, dunque, la poesia di Anna Velonà, pur celebrando l’autunno, legata alla primavera,

ai suoi colori, ai suoi valori, ai suoi simboli. “Tacciono le chitarre, tacciono i violini”, ma nel cuore

dell’autrice “spiove”, perché deve tornare il sereno: è questa la legge della natura e della vita, a

cui Anna non può e non vuole sottrarsi o ribellarsi; queste sono le consegne che, a mio modesto

avviso, l’autrice affida ai suoi attenti lettori.

Rosa Marrapodi

 

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Liriche tratte da “TORMENTO d’ANIMA” di ANNA VELONA’

 

ATTESA CHE SI PERDE

 

sogni di primavera

che volano via sulle ali

delle rondini.

Amori

che non trovano

corrispondenza.

Tormenti d’anima

e passioni

sopite.

Tutto racchiuso

in un’ attesa

che si perde nel tempo.

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C’E’ UN GRANDE SILENZIO

C’è un grande silenzio

intorno a me.

E nel silenzio

si specchia

la mia anima

stanca e solitaria,

mentre

i fantasmi del passato

ritornano

a danzare nel buio

della notte

senza vita.

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CRISTALLI DI RUGIADA

Cristalli di rugiada

su foglie portate

dal vento.

Fili d’erba

che brillano al sole

come trama di vetro.

Fiori multicolori

nel prato dei sogni

svaniti.

Pensieri d’amore

che si perdono

nel mare tempestoso

della vita.

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DENTRO IL MIO CUORE

 

Arde la legna

nel camino acceso,

mentre brilla la fiammella

del lume che sta sulla panca.

Immagini non definite

si proiettano

sulle pareti candide

della stanza

quasi vuota.

Il mio respiro affannoso

rompe

Il silenzio della notte.

Mentre la tua voce lontana

la sento, forte,

dentro il mio cuore.

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AL VENTO AFFIDERO’

Nel mare limpido

lascerò cadere

le mie lacrime amare

questa notte.

Nel cielo azzurro

lascerò volare

i miei pensieri

carichi di oblio.

Ai bianchi gabbiani

consegnerò l’anima mia

piena di dolore.

Al vento Affiderò

le mie parole

che giungeranno a te

con un messaggio d’amore.

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PAESE MIO

 

Staiti,

sei un fiore sciupato,

trafitto da aghi di luce

senza essere colto.

Sei un soffio di vento

che aleggia leggero

lasciando ”alle spalle i fantasmi di un tempo”.

Sei una danza

di ore e minuti e ti trascini stanco

un passato onorato.

Il tuo canto disperato

è un messaggio di aiuto,

perché vuoi ancora vivere,

…perché la tua storia

non può morire

nell’indifferenza comune.

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Biografia: ANNA VELONA’

Originaria di Staiti, paesino dell’entroterra ionico reggino, Anna Velonà è nata il 3 luglio 1945 a

Melito Porto Salvo (R.C.), ma attualmente risiede a Roma. Ha frequentato l’Istituto Magistrale “G.

Mazzini” di Locri ed ha partecipato ai movimenti studenteschi del tempo, maturando in quel

contesto il suo interesse per la politica. Ha conseguito la laurea in pedagogia presso l’Università di

Messina, dove ha proseguito il suo impegno politico entrando a far parte del movimento

femminile della Democrazia Cristiana. In seguito militò nel P.P. I. e, successivamente, nel C.D.U del

prof. Rocco Buttiglione. Ha ricoperto le cariche di Dirigente Nazionale del partito e di Responsabile

Regionale del Movimento Femminile Siciliano. Dirigente Superiore alla Regione Sicilia, presso

l’Assessorato Pubblica Istruzione e Beni Culturali, ha lasciato l’impegno lavorativo per dedicarsi

interamente alla politica accanto all’on. Nino Galipò, uomo di spicco della “politica siciliana e

nazionale”, scomparso prematuramente. Fece parte della Commissione “Nucleo di valutazione”

del Ministero delle Politiche Agricole ed ha collaborato col prof. Buttiglione presso il Ministero dei

Beni Culturali. Poetessa “incline all’intimismo”, è presente in varie antologie. Ha pubblicato:

“Tormento D’Anima”, “Pensieri e Ricordi”, “Il Tuo Fulgore”.

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