Le recensioni di Rosa Marrapodi/Demolito un altro falso storico del Risorgimento Italiano. Lo strano silenzio della cultura ufficiale, sull'eroe e sindaco Bruno Rossi

09.12.2016 11:05

 

 

09 dicembre 2016     12:15

Posted by Domenico Salvatore

 

Grazie allo scatto d'orgoglio del dottor Saverio Francesco Zuccalà, giornalista-editore, scrittore, ex sindaco, già consigliere provinciale, antropologo, saggista, che con un coraggioso e pregnante lavoro letterario, ha smascherato uno scandaloso falso storico

SAN LORENZO (RC) SVELATO IL MISTERO DEL RE BORBONICO FRANCESCO II°

di Rosa Marrapodi

 

Brani  tratti da “San Lorenzo sull’Aspromonte e l’Unità  d’Italia”

 

“… Se Garibaldi non fosse sbarcato a Melito, sicuramente San Lorenzo sarebbe stato raso al suolo ed i suoi abitanti massacrati. Infatti le truppe borboniche che erano giunte già a Pellaro, considerato che la flotta navale borbonica dell’ammiraglio Salazar aveva individuato, inseguito ed affondato una nave garibaldina, si erano ritirate e dirette a Villa S, Giovanni, dove si pensava che Garibaldi potesse sbarcare con il grosso delle truppe.

   Bruno Rossi, i consiglieri comunali ed il popolo di San Lorenzo si comportarono da eroi e come tali devono essere considerati e riconosciuti; e come tali debbono avere il posto che si meritano nella storia del Risorgimento italiano e dell’Unità d’Italia.

   Non è esagerato o fuor di luogo volerli definire eroi ed esaltare il loro eroismo, perché è un eroe colui che è consapevole di un pericolo  e lo affronta.

   E Bruno Rossi, i consiglieri comunali ed il popolo di San Lorenzo sono gli eroi che hanno contribuito a scrivere una gloriosa pagina di storia del nostro Risorgimento per l’Unità d’Italia. Essi devono essere commemorati, riveriti ed esaltati.”

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 Il dottor Saverio Zuccalà,  ex sindaco, già consigliere provinciale, uno dei padri del socialismo calabrese

 

“…Ma il 18 agosto, improvvisamente come era partito, il Generale riapparve tra le sue truppe. Era calmo, sereno. Conversò con i Suoi Ufficiali, poi salì per un poco nella sua stanzetta al Faro. Quando ne discese, montò su di una carrozza e partì diretto a Messina.

…Lo videro transitare per le strade della città, ed uscirne, diretto al sud. Non comprendevano, davvero non comprendevano cosa significassero quegli strani viaggi, quegli indugi, quelle scomparse improvvise. Tempo da perdere? Non ce n’era. Dunque…?

…Ma Sirtori ricevette, verso sera, questa lettera:

“Generale, io ho pensato di accompagnare la spedizione Bixio, e credo che sbarcheremo nelle vicinanze di Capo d’Armi, vicino a Reggio, di modo che con piccola marcia noi saremo vicini allo stretto e spingeremo il nemico quanto possibile da poter favorire il passaggio del resto dell’esercito…”

…Proprio così, semplicemente, il Generale andava in Calabria. La carrozza lo aveva portato a Giardini, a sud di Taormina, dove si erano concentrate in silenzio le truppe di Bixio, reduci da Catania e dalla repressione di Bronte.”

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  Frontespizio dell'opera letterari dello scrittore Saverio Zuccalà           Il famoso olmo messo a dimora dagli Abenavoli, castellani di San Lorenzo

 

“…Il 19 Agosto, dunque, la forza insurrezionale marcia da San Lorenzo e si unisce a Melito con le milizie sbarcate, e concorre il 21 Agosto alla vittoria e conquista di Reggio.

   Appena ricevuta la notizia della presenza dei garibaldini sull’Aspromonte, accolti e sostenuti dalla popolazione di San Lorenzo, il cui Sindaco aveva avuto anche il coraggio di dichiarare pubblicamente la decadenza della dinastia borbonica, Garibaldi, prevedendo la reazione dell’esercito borbonico, che disponeva di uomini e mezzi di gran lunga superiori e che avrebbe messo a ferro e fuoco il paese che aveva aiutato le camicie rosse, decise di sbarcare immediatamente, senza più indugiare, sul Continente.

 

   Didascalia- Una veduta panoramica di San Lorenzo (rc) così detto, "Superiore"

 

Con i piriscafi Torino e Franklin, infatti, la notte tra il 18 e 19 Agosto, da Giardini, a sud di Taormina, puntando sul faro di Capo d’Armi e seguendo altri indicatori luminosi, consistenti in lumi e fuochi sulla spiaggia, sbarcò a Melito in località Rumbolo o San Leonardo.

   Subito, appena sbarcato, Garibaldi inviò verso San Lorenzo un corriere al galoppo, recante al maggiore comandante Giuseppe Missori il seguente biglietto:

Sbarcai a Melito. Venite. G. Garibaldi”.

Lo riferisce Alberto Mario, nel suo libro-diario La Camicia Rossa.”

 

  Didascalia-San Lorenzo (rc)-Palazzo Bruno Rossi, sindaco ed eroe del Risorgimento Italiano

 

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  S.M. il re delle Due Sicilie Francesco II° di Borbone

 

“Dopo lo sbarco, Garibaldi installò il suo quartiere generale nella casa del marchese Ramirez, ad Annà, dove una cannonata della nave borbonica Fulminante colpì l’edificio e per puro caso non lo uccise.

   Bruno Rossi e quei numerosi cittadini di San Lorenzo, di Bagaladi, di Chorio e di tutta la Vallata del Tuccio, che si accodarono al passaggio dei garibaldini che marciavano verso Melito per raggiungere il generale Garibaldi, diedero un prezioso contributo anche nella battaglia per la conquista di Reggio..

 

 Didascalia- Saltolavecchia o Marina di San Lorenzo con la chiesa-madre della Santissima Trinità

 

La sera del 20 Agosto la truppa dei volontari dell’Aspromonte sostò a Lazzaro fino alle prime luci dell’alba e da lì, passando per Pellaro e San Gregorio, si fermò a Sbarre e nella battaglia di Reggio del 21 Agosto divenne retroguardia dell’esercito garibaldino. Dal rione San Giorgio attraverso il torrente Calopinace ed il quartiere dello Spirito Santo i volontari raggiunsero i piani del Camposanto dove era avvenuto un violento conflitto ed aiutarono i molti feriti garibaldini e borbonici, trasportandoli sulle barelle in un improvvisato ospedale da campo dentro un grande magazzino.

   Dopo la battaglia di Reggio, il sindaco Rossi rientrò a San Lorenzo, mentre alcuni dei suoi volontari proseguirono con Garibaldi fino alla conquista di Napoli, consapevoli ed orgogliosi che l’eroico comportamento del popolo laurentino aveva consentito lo sbarco di Garibaldi in Calabria, contribuendo in modo determinante alla realizzazione dell’unità d’Italia.”

 

                                                                                                                                              Francesco Saverio Zuccalà

 Didascalia- La fiumara del Tuccio-Melito e l'abitato di Lanzena frazione di San Lorenzo (rc)

 

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Nota  Biografica del dottor Saverio Zuccalà

 

 

Terzo di sette figli, Francesco Saverio Zuccalà è nato il 19/12/1940 a San Lorenzo (R.C.), paese aspromontano a 787 metri s.l.m. che maestosamente sovrasta tutta la vallata del Tuccio. Conseguita la maturità al Liceo Classico “Tommaso Campanella”di Reggio Calabria, s’iscrisse all’Università di Messina, dove si laureò  in farmacia. Appassionato di chimica, s’interessò anche di storia territoriale, di poesia e, principalmente, di politica, intesa come carisma al servizio della sua comunità. In quest’ultimo campo le soddisfazioni e le vittorie si sono alternate ad amarezze e ad imposte sconfitte. Nel 1970 venne eletto Consigliere provinciale nella lista del PSI e nel 1979 Sindaco del suo paese natale, mandato ricoperto fino al 1985, anno in cui fu costretto a lasciare per motivi giuridici, legati alla sua professione di farmacista. Nella sua qualità, infatti, la Legge prevedeva che il titolare di una farmacia non potesse ricoprire la carica di Consigliere comunale se prima della presentazione della lista non avesse provveduto a nominare altro farmacista nella direzione della medesima farmacia. Tale obbligo, oggi abrogato, gli costò la decadenza dal mandato, cui ha fatto seguito un periodo di criticità diffuse, da cui, comunque, sarebbe uscito con non comune caparbietà. Nel 1988, infatti, sostenuto da una coalizione di partiti di sinistra, vinse di nuovo le elezioni e fu Sindaco di San Lorenzo fino al 1990, quando, costante bersaglio di gravi intimidazioni, decise di lasciare, e definitivamente, l’avversata attività politica. D’allora, anche in qualità di giornalista pubblicista, continuò ad essere diversamente utile al proprio territorio dedicandosi all’informazione, veicolo di sviluppo e di crescita culturale. Negli anni ottanta, infatti, ha diretto il “Corriere di San Lorenzo” e nel 2007, in collaborazione di alcuni liberi pensatori come Leone Campanella, Giuseppe Cilione, Domenico Zavettieri, ha fondato il periodico “La Voce del Sud”, di cui è il Direttore Responsabile. L’amore giovanile per la chimica non l’ha abbandonato neanche nella maturità. Esso, difatti, si è tradotto in un interessante componimento inedito, “ Chimica in Versi”, composto di 2860 versi in ottonari. Frutto dei suoi studi di ricerca storica paesana e territoriale sull’epopea garibaldina, nel 2010 ha pubblicato “San Lorenzo sull’Aspromonte e l’Unità d’Italia”- Laruffa Editore- Reggio Calabria.

 

Rosa Marrapodi

                                                                                                                       

 

 

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“San Lorenzo sull’Aspromonte e l’Unità d’Italia”

  di Saverio Zuccalà                                                                           

 

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 Una famosa pagina di Walter Molino con i quattro grandi del Risorgimento e San Lorenzo panorama

 

lo scrittore Saverio Zuccalà, attraverso la sua pubblicazione “San Lorenzo sull’Aspromonte e l’Unità d’Italia”, Laruffa Editore, 2010, rende al paese che gli ha dato i natali, San Lorenzo, appunto, protagonista, nell’agosto del 1860, di una singolare quanto importante pagina di storia paesana con risvolto nazionale, volutamente taciuta dalla storiografia ufficiale

L’OPERA DI ZUCCALÀ, QUINDI, RAPPRESENTA E PONE IN RISALTO LA GENEROSITÀ, LA NOBILTÀ D’ANIMO E L’EROISMO DI UN SINDACO CALABRESE DEL 1860, BRUNO ROSSI, DEL SUO POPOLO E DEL SUO PAESE

A cura di Rosa Marrapodi

"Quale omaggio più grande, da parte di un figlio rispettoso, nei confronti della propria madre terra di quello di rivendicare con forza per essa il dovuto riconoscimento ufficiale di scientifici meriti storici per consegnarlo, orgogliosamente, alla memoria collettiva dei contemporanei e dei posteri? Invero, è quello che lo scrittore Saverio Zuccalà, attraverso la sua pubblicazione “San Lorenzo sull’Aspromonte e l’Unità d’Italia”, Laruffa Editore, 2010, rende al paese che gli ha dato i natali, San Lorenzo, appunto, protagonista, nell’agosto del 1860, di una singolare quanto importante pagina di storia paesana con risvolto nazionale, volutamente taciuta dalla storiografia ufficiale. Non si può né si deve consentire che s’ignori l’azione eroica compiuta dal piccolo comune aspromontano laurentino in tempo di guerra, e che guerra, trattandosi di quella del Risorgimento, da cui scaturirà il definitivo assetto politico dell’Italia e, in special modo, di quella Meridionale. Quella di nascondere la verità storica per motivi di opportunità, politici o personali, alla luce dei fatti narrati nel libro, supportati  dalle autorevoli fonti citate dall’autore, sembra una pratica senza tempo,  un’abitudine costante per i furbi incalliti, remoti e recenti, consolidata dalla forza dell’uso. Ci convinciamo, pertanto, che ogni epoca ha avuto i suoi limiti, le sue paure, le sue incertezze, le sue non verità di facciata, di comoda copertura dei propri scheletri nei capienti armadi dello pseudoconvenzionalismo e del falso perbenismo. L’opera di Zuccalà, quindi, rappresenta per noi reggini, e non solo, ignoranti di tanta parte della nostra storia territoriale oggetto del suo studio, una sorta di vangelo paesano, in quanto essa ci fa entrare entusiasticamente in un’atmosfera di grande carica emotiva, di vero e vivo patriottismo, che pone in risalto la generosità, la nobiltà d’animo e l’eroismo di un Sindaco calabrese del 1860, Bruno Rossi, del suo popolo e del suo paese. San Lorenzo, in effetti, fu, all’epoca, teatro di grande fermento ideologico e spirituale, proprio grazie alla carismatica figura di Bruno Rossi, determinante per il conseguimento dell’Unità d’Italia nella sua azione di sostegno morale e di aiuto materiale a Garibaldi appena sbarcato sulla spiaggia di Melito Porto Salvo, nel corso dell’impresa dei Mille. A Saverio Zuccalà, dunque, va l’innegabile merito di aver reso noto con il suo lavoro, chiaro e coerente nei contenuti, un’esaltante quanto incisiva pagina di storia locale, determinata dal coraggio degli abitanti di San Lorenzo, alla cui guida spicca la maestosa figura di Bruno Rossi, grande nella sua prodezza operativa e decisionale, la cui testa avrebbe fatto la stessa fine di quella del valoroso Domenico Romeo, martire reggino della repressione borbonica in seguito ai moti del 1847, se Garibaldi non fosse sbarcato a Melito P.S. a liberare la Calabria dai Borboni. Egli, infatti, nella qualità di Sindaco, dal Municipio di San Lorenzo, a Consiglio riunito, arditamente, ancor prima dello sbarco di Garibaldi a Melito, proclamò contestualmente la decadenza di Francesco Secondo e la Dittatura del generale Giuseppe Garibaldi, collocando sé e tutti i laurentini in grave rischio e pericolo.”La verità storica non deve far paura né destare preoccupazione ad alcuno”, dice bene, concludendo, l’autore. E bene ha fatto il Dirigente scolastico, prof. Leone Campanella, ad aver voluto drammatizzare a scuola, a San Lorenzo nel 2007, gli eventi  storici paesani del 1860, perché è la Scuola la sede più idonea, lo sbocco più logico per pubblicizzare questa significativa pagina di storia risorgimentale, a torto taciuta, inedita a tutt’oggi a livello ufficiale. Si sopperisca, in qualche modo, alla “negligenza” voluta, esaudendo le legittime aspettative dell’autore e non solo; s’inserisca, come atto dovuto, l’azione eroica, sui testi di storia nazionale e non si desista dal chiedere, con il coinvolgimento dei Sindaci della Provincia, perché, finalmente, dalle tenebre da cui è stata avvolta, essa, l’azione eroica laurentina, venga riportata alla luce del sole e della verità, riconosciuta nel suo valore e nei suoi meriti reali. Determinante, intanto, a tal fine, l’opera di Saverio Zuccalà, davvero pregevole nella sua ordinata, lineare, narrazione dei fatti, nella sua forza e determinazione nel chiedere “giustizia”, nel suo amore di figlio di patria laurentina.Un particolare plauso all’autore anche per la bella e documentata “Appendice Biografica” finale, che approfondisce ed arricchisce tutto il contesto narrativo, rispondendo alle esigenze di completezza informativa, utile ed apprezzabile ai fini didattici e puramente culturali.

Rosa  Marrapodi

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  Il dottor Saverio Zuccalà ed una rara foto di Giuseppe Garibaldi, "Eroe dei due mondi"

 

 

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  Didascalia- Veduta aerea del centro capoluogo di San Lorenzo (rc)

 

 

  Didascalia- Veduta aerea della frazione Chorio di San Lorenzo con lo stadio

 

     

                                                                                       

                                                                                                                      

                         

                    

 

 

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