“Le Guerre di Religione” di Virginia Iacopino

16.11.2016 18:41

“Le Guerre di Religione” di Virginia Iacopino

 

DIMENTICARE IL PASSATO DELLE GUERRE DI RELIGIONE SIGNIFICA NON COMPRENDERE IL PRESENTE.MOLTE FURONO LE ATROCITA' DELLE DITTATURE RELIGIOSE DAL CRISTIANESIMO AL PROTESTANTESIMO ALL'ISLAMISMO.

 

Il Cristianesimo fin dai primi secoli della sua storia dimostrò intolleranza contro il giudeo, contro il pagano, contro l'eretico. Il primo bersaglio dei cristiani fu il giudaismo, ciò avvenne dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme e con la diaspora ebraica. 

 

I Cristiani non ebbero più il tempio in cui prima vivevano in stretto contatto con gli ebrei condividendo con loro molti principi sul culto che si basava sulla religione sacerdotale di antico sapore pagano.

 

Incominciarono a rivaleggiare per la supremazia di una tribù sull'altra; frequenti erano le diatribe che diventarono sempre più aspre al punto tale da attribuire agli ebrei la morte di Cristo e rivendicare per loro il ruolo di essere gli eredi di Israele popolo eletto nell'Antico Testamento.

 

L'imperatore Teodosio con l'editto di Tessalonica proclamò il Cristianesimo religione di stato e i cristiani, per riconoscenza, scagionarono i romani dall'accusa per la morte di Cristo e a farne carico per intero agli Ebrei. 

 

L'intercessione presso Dio a favore degli uomini peccatori avveniva attraverso rituali, pratiche magiche, sacrifici di animali le cui parti peggiori, le anteriori, toccavano a Dio; quelle migliori ai sacerdoti a cui bisognava dare come tributo la coscia destra che in parte spettava al sacerdote capo, il resto si divideva in base alla gerarchia sacerdotale.

 

Si afferma che l'antico testamento oscuro e feroce si illumina in quello nuovo. Ciò sembra assurdo perché i tempi del nuovo testamento sono anche i tempi delle crociate, dell'inquisizione, della caccia alle streghe che non rispettano i dieci comandamenti.

 

Si direbbe che l'antico e il nuovo testamento non insegnano la verità e ci si chiede se i libri di Mosè sono attendibili visto che sono stati redatti dai sacerdoti nel sesto secolo A.C. 

 

Col passare del tempo le persone più sagge incominciarono a riflettere e a comprendere quello che Stendhal dichiarava: le religioni sono fondate sulla paura, sulla superstizione dei più e nell'astuzia dei pochi che illudono i  credenti di rimettere i propri peccati per questo ricevono compensi, lasciti che, sempre di più, arricchiscono l'impero clericale.

 

Il potere spirituale, il potere materiale e le guerre in nome di Dio s'intrecciarono sempre più al punto tale che i Papi promisero ai crociati l'indulgenza plenaria per tutti i peccati. Per questa grazia, accecati dal fanatismo della religione cristiana, partirono.

 

Tagliarono le teste a molti cadaveri musulmani, le infilzarono sulle loro lance e marciarono l’ebbri della vittoria avanti e indietro le mura di Antiochia affinché i Turchi soffrissero ancora di più. A sera i musulmani uscirono per seppellire i loro morti. Quando i cristiani si accorsero li diseppellirono e distrussero le loro tombe.

 

San Paolo di Tarso contribuì con incisività espressiva a far sì che il cristianesimo da lui avverso e perseguitato avrebbe potuto trasformarsi in terreno fertile per esercitare da uomo astuto la sua autorità. 

 

Con teatralità studiata raccontò che recandosi da Gerusalemme a Damasco per organizzare la persecuzione dei cristiani venne improvvisamente avvolto e accecato da una luce fortissima e udì la voce del Signore che gli diceva: Saul, Saul perché mi perseguiti? S'impaurì, s'inginocchiò, chiese perdono riacquistò la vista e si convertì al cristianesimo e incominciò la sua opera di evangelizzazione. Si scontrò in modo cruento con alcuni cristiani di origine ebraica, provocò una tremenda guerriglia. 

 

Fu catturato, imprigionato come turbatore dell'ordine pubblico. Nerone lo fece decapitare. San Paolo era un assetato di potere materiale, non rifiutava il sacrificio cruento e diede vita al pensiero che Cristo andò al patibolo per riscattare e riconciliare il Dio Padre con l'umanità peccatrice. Giustificava che all'occorrenza, per compiere giustizia divina, bisognava usare la spada contro gli infedeli. Si tratta di un insegnamento devastante contrario a quello di Cristo spirituale uomo giusto.

 

I Polacchi in maggioranza cattolici cristiani sono convinti che la loro nazione è eletta da Dio, protetta da Cristo e dalla Madonna. Radio Mayja costituisce un movimento religioso sociale numericamente molto forte, radicato in tutte le parrocchie e trova spazio tra contadini ed operai inquadrati nella fede cristiana.

 

Dopo il 1989 è diventato un centro di potere assoluto tanto da imporre al parlamento la reintroduzione dell'insegnamento religioso nelle scuole pubbliche e clerizzare leggi ed istituzioni ottenendo notevoli vantaggi economici facendo privatizzare a loro favore beni statalizzati nel periodo comunista. Sono in corso molti processi di corruzione. 

 

Numerosi immobili adibiti a pubblici ospedali vengono gestiti da ordini religiosi. Questi soprusi provocano una forte reazione anticlericale per cui è nato un movimento detto basta con l'occupazione del crociferi.

 

Chiedono di tornare ad uno stato laico nel rispetto di credenti e non credenti. Speriamo che i giovani ce la faranno attraverso la loro lotta per far ritornare la Polonia stato laico e tollerante.

 

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