LA SCUOLA ATLETICA DI CROTONE

21.08.2016 08:50
Rubrica Europa Ellenofona di Filippo Violi - 
 
E' un fatto che, se molto gli storici ci hanno lasciato scritto della gloria alla quale pervennero gli sportivi Crotoniati nelle antiche gare Olimpiche della Magna Grecia, di poche notizie invece, siamo in possesso sia sulla istituzione che sul funzionamento della Scuola atletica, sita in quella grande città, che preparava gli atleti. Molto opportunamente, parlando di una tale e grandiosa Scuola, si poté scrivere: " Le corone che il coraggio dei suoi atleti le faceva più piovere sul capo, la dichiararono Reggia del valore, dove bastava solamente nascere per vincere e vivere per trionfare". Dalla chiarissima fama alla quale gli atleti Crotoniati pervennero, alle tante vittorie conseguite; dalla straordinaria vita di Milone a tutto quel complesso di raggiunta grandezza, ci è lecito desumere, con sicura attendibilità, che una vera Scuola atletica esisteva a Crotone e che questa ebbe fama e prosperità anche prima della venuta in Città del grande Pitagora. A nostro modesto parere, il risultato veramente meraviglioso di queste "progenie di eletti " derivava a Crotone da condizioni specifiche e ben identificabili, di entità formative ed evolutive non trascurabili. Questa gente, formata e sviluppata dalla mescolanza e fusione di sangue, e di sanità fisica, tra indigeni esemplari ed Achei selezionati, per sostenere le buone fatiche della colonizzazione, aggiungeva, a suo migliore vantaggio, una vita morale primordiale ed eccezionale, che il cielo, il clima, la terra, facevano da lievito concomitante. II detto memorabile " Nihil Crotone salubrius ", come l'altro di maggiore sapore epico: " L'ultimo dei crotoniati è sempre il primo dei Greci 1", confermano la verità della nostra asserzione: (Crotoniatarum postremus is est omnium Graecorum primus. Ed, anche in questo, bisogna sfatare la credenza dei più che pensavano, come si è detto per altri sviluppi civili dell'antica Città Achea, che se ne dovesse ascrivere il merito alla funzione esercitata dalla installata Scuola Pitagorica, quando si sa che Pitagora trovò qui già sviluppata la Scuola atletica, oltre ogni dire. Dove sorgeva la grande e famosa palestra Crotoniata? Nessuno storico, per quanto ricordiamo, ce ne ha fatto cenno particolare. Certamente, avremmo, anche tardi, potuto identificarne il sito, se D. Pedro di Toledo, viceré di Napoli, nel 1536-41, non avesse compiuto l’esecrabile gesto di radere al suolo i ruderi, ancora intatti, dell’antica Città ellenica, per servirsene come materiale nelle costruende fortificazioni della Città contro le invasioni dei Turchi. Nonostante tutto, esiste un documento ineccepibile, anche se generico, rimontante al 1° o 2° secolo a.C., che c'indica il sito dove essa sorgeva. Si tratta di un poemetto greco, dal titolo: " I Palestriti ", pervenuto nella sue integrità, che alcuni attribuiscono a Partenio (2° secolo a.C.), ed altri a Riano (1° secolo a.C.). Da esso rileviamo che la Palestra era sita ai piedi dell'acropoli, oggi situato nel Castello medioevale, e dalla parte nordica, di fronte al Neto:
…………….
" Dell'Acropoli a pié sorgeva la bella palestra, tutta di candido marmo, cullata dal suono del mare che si frangea sugli scogli, di fronte alle foci del Neto ".
…………..
Per quanto riflette la sua struttura architettonica, altro non siamo in grado di dire se non che vi si riflettesse la sagoma delle comuni costruzioni elleniche. Questa Palestra, che era poi il " Gimnasium ", era insieme palestra di educazione fisica e cenacolo di cultura. E' da credere,dunque, che lo sviluppo eccezionale, del quale diede superba prova la Città di Crotone, avesse anche imposto al decoro e prestigio della stessa un " Gjmnasion", non secondo certamente al “Timolenteum” di Siracusa o al " Hieroneum " di Noto od a quelli, non meno importanti, di Agrigento, Taormina, Tindari e Salunto. La palestra, dicevamo, era un tutto col Ginnasio e, stando alla descrizione tipica fattaci dal Vitruvio, (De architectura), aveva un " Peristilio " quadrato o rettangolare, uno " Stadio " con portici e colonnati semplici, e doppi, a seconda dei lati. Pur se gli antichi storici ne fanno pochissimo cenno, in Crotone, dovettero sorgere palestre, feste e giochi ginnici-atletici, in onore degli Dei, come avveniva in Metaponto nel V° secolo, prima ancora che Pitagora vi approdasse. E da queste palestre, che costituivano l’orgoglio di quelle gente, sorgeva la certezza di un migliore avvenire ed uscivano quei campioni, che la storia tramanda come lucide glorie di una Patria cosciente e sana. La palestra era pure munita del " Coriceum ", stanza che custodiva il cuoio per le esercitazioni al pugilato, una vasca per pulirsi, e Strabone, ricordandone, così si esprime: " Fuit autem Civitas rei bellicae perititissima, nec parvam exercendis athletis operam dedit, in uno igitur olimpiaco certamine septem viri qui ceteros stadio superarent, Crotoniate fuere omnes.
Jure itaque dici visum est, qui Crotoniatarum postremus est in reliquorum Graecorum primus est. Vetus quoque, proverbium alterum: << Crotone salubrius ". Quod inde ortum esse aiunt quia locus ipse et salubritatem, et bona abitudines, propter athletarum multitudinem plurimum conferat. Plurimos enim ad Olimpia victores id est. Olimpionicas habuit, licet haud tempore multo habita, cum tantus vitarum numerus ad Sagram ad internecionem ceciderit ".
E che questa " Scuola atletica " come quelle medica, abbia preceduto, in istituzione e gloria, la venuta e l'insegnamento di Pitagora, viene avvalorata dalla certezza storica che il primo degli atleti crotoniati che appare nella lista dei vincitori negli stadi dell'Ellade madre è Daippo2, vincitore nel pugilato, nell'Olimpiade del 672, cosi come si fa il nome di Plauto per il 704 a.C., quando cioè il Saggio di Samo non era ancora neppure nato e quando, come abbiamo già precedentemente dimostrato, questa gloriosa Città splendeva di una avanzata civiltà, che dovette consigliare Pitagora a presceglierla più tardi, come sede della sua " Scuola Italica ". Ed è proprio così, perché accanto al nome di Daippo, sono ancora famosi i nomi di: Glikon o Glaukias (anno 588), Lochinos (584), Èratostene (576), Ippostrato (564), Diogneto (548), Iscomaco (508), Timasiteo (512) ed altri. Di Glauchia si diceva che " neppure Polluce od Eracle sarebbero stati capaci di sostenere con lui una partita di pugilato " e la sua reputazione era tanto considerevole che lo si soleva porre sul piano di " eroe divinizzato ". Vero è che altri atleti, in quel tempo, come Onomasto di Smirne, (688), Fileta di Sibari (516), Anoco di Taranto (520), Anassila di Reggio (500), erano pur noti nelle gare olimpioniche, ma lo sviluppo atletico Crotoniate li aveva tutti superati, raggiungendo una fame chiarissima di riconoscimento mondiale. Lo stesso Milone, del quale parleremo in seguito, che fu anche un pitagorico, giovanetto ancora, aveva vinto la prima gara di lotta nel 540 a.C., dieci anni prima cioè dell'approdo a Crotone del maestro Pitagora. Non è favola che la supremazia di Crotone, in materia, fu tale da fare ricordare agli storici che, in una stessa Olimpiade, i sette vincitori nello stadio erano stati tutti Crotoniati. E proprio da questo scaturisce, legittimamente, l'altra nostra supposizione che questo magnifico atletismo dovette essere parte integrale del periodo scientifico-medico del tempo nella grande Città Achea, anche se qualche critico assegna tale intervento per altre città al V secolo a.C.. La dottrina del grande Filosofo, per sé stessa, dovette dargli nuovo e vigoroso impulso, sia per la consistenza della sua filosofia, che per la predicata armonia di essa, e per la impronta eminentemente morale
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1 Strab. VI 1, 12
2 FgrHist 257 F 6
che la distingueva, diventando, per questo, apporto e fattore non trascurabile per la perfetta sanità del corpo e norma precisa alla formazione dell'uomo tipico pitagorico " sano di mente e sano ai corpo ". In questa epoca, sorsero palestre per i pugilatori, tiratori della lancia e del disco e si ebbero appositi campi, ed i lottatori ebbero uno speciale recinto e, con questo, altri ambienti coperti per spogliarsi, vestirsi, spalmarsi il corpo di olio e di polvere. Comunque, la storia ci tramanda un lungo elenco di atleti famosi dei quali diamo i relativi nomi: Antoneone, Leonimo, Egone, Faillo, Timositeo, Glauco, Isomaco, Formione, Filippo Butacide, Milone Agea, Egilo, Antinedonte, Aston, Briante, Astilo, Bulogora, Dimante, lppostrato, Itanco, Milias, Friciade, Rodippo, Teanore, Tineo, Timasiteo, Diogeneto, Icco, Crisone, Ismacho, ecc..LA SCUOLA ATLETICA DI CROTONE
E' un fatto che, se molto gli storici ci hanno lasciato scritto della gloria alla quale pervennero gli sportivi Crotoniati nelle antiche gare Olimpiche della Magna Grecia, di poche notizie invece, siamo in possesso sia sulla istituzione che sul funzionamento della Scuola atletica, sita in quella grande città, che preparava gli atleti. Molto opportunamente, parlando di una tale e grandiosa Scuola, si poté scrivere: " Le corone che il coraggio dei suoi atleti le faceva più piovere sul capo, la dichiararono Reggia del valore, dove bastava solamente nascere per vincere e vivere per trionfare". Dalla chiarissima fama alla quale gli atleti Crotoniati pervennero, alle tante vittorie conseguite; dalla straordinaria vita di Milone a tutto quel complesso di raggiunta grandezza, ci è lecito desumere, con sicura attendibilità, che una vera Scuola atletica esisteva a Crotone e che questa ebbe fama e prosperità anche prima della venuta in Città del grande Pitagora. A nostro modesto parere, il risultato veramente meraviglioso di queste "progenie di eletti " derivava a Crotone da condizioni specifiche e ben identificabili, di entità formative ed evolutive non trascurabili. Questa gente, formata e sviluppata dalla mescolanza e fusione di sangue, e di sanità fisica, tra indigeni esemplari ed Achei selezionati, per sostenere le buone fatiche della colonizzazione, aggiungeva, a suo migliore vantaggio, una vita morale primordiale ed eccezionale, che il cielo, il clima, la terra, facevano da lievito concomitante. II detto memorabile " Nihil Crotone salubrius ", come l'altro di maggiore sapore epico: " L'ultimo dei crotoniati è sempre il primo dei Greci 1", confermano la verità della nostra asserzione: (Crotoniatarum postremus is est omnium Graecorum primus. Ed, anche in questo, bisogna sfatare la credenza dei più che pensavano, come si è detto per altri sviluppi civili dell'antica Città Achea, che se ne dovesse ascrivere il merito alla funzione esercitata dalla installata Scuola Pitagorica, quando si sa che Pitagora trovò qui già sviluppata la Scuola atletica, oltre ogni dire. Dove sorgeva la grande e famosa palestra Crotoniata? Nessuno storico, per quanto ricordiamo, ce ne ha fatto cenno particolare. Certamente, avremmo, anche tardi, potuto identificarne il sito, se D. Pedro di Toledo, viceré di Napoli, nel 1536-41, non avesse compiuto l’esecrabile gesto di radere al suolo i ruderi, ancora intatti, dell’antica Città ellenica, per servirsene come materiale nelle costruende fortificazioni della Città contro le invasioni dei Turchi. Nonostante tutto, esiste un documento ineccepibile, anche se generico, rimontante al 1° o 2° secolo a.C., che c'indica il sito dove essa sorgeva. Si tratta di un poemetto greco, dal titolo: " I Palestriti ", pervenuto nella sue integrità, che alcuni attribuiscono a Partenio (2° secolo a.C.), ed altri a Riano (1° secolo a.C.). Da esso rileviamo che la Palestra era sita ai piedi dell'acropoli, oggi situato nel Castello medioevale, e dalla parte nordica, di fronte al Neto:
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" Dell'Acropoli a pié sorgeva la bella palestra, tutta di candido marmo, cullata dal suono del mare che si frangea sugli scogli, di fronte alle foci del Neto ".
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Per quanto riflette la sua struttura architettonica, altro non siamo in grado di dire se non che vi si riflettesse la sagoma delle comuni costruzioni elleniche. Questa Palestra, che era poi il " Gimnasium ", era insieme palestra di educazione fisica e cenacolo di cultura. E' da credere,
1 Strab. VI 1, 12
dunque, che lo sviluppo eccezionale, del quale diede superba prova la Città di Crotone, avesse anche imposto al decoro e prestigio della stessa un " Gjmnasion", non secondo certamente al “Timolenteum” di Siracusa o al " Hieroneum " di Noto od a quelli, non meno importanti, di Agrigento, Taormina, Tindari e Salunto. La palestra, dicevamo, era un tutto col Ginnasio e, stando alla descrizione tipica fattaci dal Vitruvio, (De architectura), aveva un " Peristilio " quadrato o rettangolare, uno " Stadio " con portici e colonnati semplici, e doppi, a seconda dei lati. Pur se gli antichi storici ne fanno pochissimo cenno, in Crotone, dovettero sorgere palestre, feste e giochi ginnici-atletici, in onore degli Dei, come avveniva in Metaponto nel V° secolo, prima ancora che Pitagora vi approdasse. E da queste palestre, che costituivano l’orgoglio di quelle gente, sorgeva la certezza di un migliore avvenire ed uscivano quei campioni, che la storia tramanda come lucide glorie di una Patria cosciente e sana. La palestra era pure munita del " Coriceum ", stanza che custodiva il cuoio per le esercitazioni al pugilato, una vasca per pulirsi, e Strabone, ricordandone, così si esprime: " Fuit autem Civitas rei bellicae perititissima, nec parvam exercendis athletis operam dedit, in uno igitur olimpiaco certamine septem viri qui ceteros stadio superarent, Crotoniate fuere omnes.
Jure itaque dici visum est, qui Crotoniatarum postremus est in reliquorum Graecorum primus est. Vetus quoque, proverbium alterum: << Crotone salubrius ". Quod inde ortum esse aiunt quia locus ipse et salubritatem, et bona abitudines, propter athletarum multitudinem plurimum conferat. Plurimos enim ad Olimpia victores id est. Olimpionicas habuit, licet haud tempore multo habita, cum tantus vitarum numerus ad Sagram ad internecionem ceciderit ".
E che questa " Scuola atletica " come quelle medica, abbia preceduto, in istituzione e gloria, la venuta e l'insegnamento di Pitagora, viene avvalorata dalla certezza storica che il primo degli atleti crotoniati che appare nella lista dei vincitori negli stadi dell'Ellade madre è Daippo2, vincitore nel pugilato, nell'Olimpiade del 672, cosi come si fa il nome di Plauto per il 704 a.C., quando cioè il Saggio di Samo non era ancora neppure nato e quando, come abbiamo già precedentemente dimostrato, questa gloriosa Città splendeva di una avanzata civiltà, che dovette consigliare Pitagora a presceglierla più tardi, come sede della sua " Scuola Italica ". Ed è proprio così, perché accanto al nome di Daippo, sono ancora famosi i nomi di: Glikon o Glaukias (anno 588), Lochinos (584), Èratostene (576), Ippostrato (564), Diogneto (548), Iscomaco (508), Timasiteo (512) ed altri. Di Glauchia si diceva che " neppure Polluce od Eracle sarebbero stati capaci di sostenere con lui una partita di pugilato " e la sua reputazione era tanto considerevole che lo si soleva porre sul piano di " eroe divinizzato ". Vero è che altri atleti, in quel tempo, come Onomasto di Smirne, (688), Fileta di Sibari (516), Anoco di Taranto (520), Anassila di Reggio (500), erano pur noti nelle gare olimpioniche, ma lo sviluppo atletico Crotoniate li aveva tutti superati, raggiungendo una fame chiarissima di riconoscimento mondiale. Lo stesso Milone, del quale parleremo in seguito, che fu anche un pitagorico, giovanetto ancora, aveva vinto la prima gara di lotta nel 540 a.C., dieci anni prima cioè dell'approdo a Crotone del maestro Pitagora. Non è favola che la supremazia di Crotone, in materia, fu tale da fare ricordare agli storici che, in una stessa Olimpiade, i sette vincitori nello stadio erano stati tutti Crotoniati. E proprio da questo scaturisce, legittimamente, l'altra nostra supposizione che questo magnifico atletismo dovette essere parte integrale del periodo scientifico-medico del tempo nella grande Città Achea, anche se qualche critico assegna tale intervento per altre città al V secolo a.C.. La dottrina del grande Filosofo, per sé stessa, dovette dargli nuovo e vigoroso impulso, sia per la consistenza della sua filosofia, che per la predicata armonia di essa, e per la impronta eminentemente morale
2 FgrHist 257 F 6
che la distingueva, diventando, per questo, apporto e fattore non trascurabile per la perfetta sanità del corpo e norma precisa alla formazione dell'uomo tipico pitagorico " sano di mente e sano ai corpo ". In questa epoca, sorsero palestre per i pugilatori, tiratori della lancia e del disco e si ebbero appositi campi, ed i lottatori ebbero uno speciale recinto e, con questo, altri ambienti coperti per spogliarsi, vestirsi, spalmarsi il corpo di olio e di polvere. Comunque, la storia ci tramanda un lungo elenco di atleti famosi dei quali diamo i relativi nomi: Antoneone, Leonimo, Egone, Faillo, Timositeo, Glauco, Isomaco, Formione, Filippo Butacide, Milone Agea, Egilo, Antinedonte, Aston, Briante, Astilo, Bulogora, Dimante, lppostrato, Itanco, Milias, Friciade, Rodippo, Teanore, Tineo, Timasiteo, Diogeneto, Icco, Crisone, Ismacho, ecc..

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