“L’amore è vincente, porta pace sulla terra”

24.03.2017 11:00

di Virginia Iacopino

NATURALMENTE VOI STESSI VI RENDETE CONTO CHE IL SISTEMA ATTUALE NON PUO’ REGGERSI. E’ MEGLIO INCOMINCIARE A MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI VITA DEI CONTADINI DALL’ALTO PIUTTOSTO DI ASPETTARE DI ESSERE COSTRETTI CON LA RIBELLIONE DELLA SERVITU’ DELLA GLEBA (dal discorso che lo Zar Alessandro II fece agli intellettuali borghesi, alla nobiltà moscovita, ai dignitari ecclesiastici del Santo Sinodo che amministravano la chiesa di stato-11 aprile 1856).

 

Alla fine del suo lungo discorso aggiunse: “signori quello che io vi chiedo è di pensare come questa legge possa essere formulata per salvare il nostro sacro impero. Il sistema di governo assoluto burocratico introdotto dai gran ducati moscoviti nel secolo XIV sull’esempio dei tartari era sostanzialmente rimasto immutato.

 

Solo esteriormente l’avevano modificato le riforme di Pietro il Grande (1672-75). Calzolaio espertissimo che, personalmente, si confezionava anche i suoi abiti. Disciplinò i soldati e suonando il tamburino che portava sempre con sé, viaggiava per ogni parte d’Europa alla ricerca di uomini insigni carichi di moralità, rettitudine e dignitosa onestà. Chiese agli educatori di civilizzare il suo popolo ancora semibarbaro; in Olanda apprese l’arte di carpentiere per costruire imbarcazioni; imparò l’astronomia, la matematica, la fisica ecc. In Italia imparò l’arte di costruire case.

 

Fu il creatore della grandezza della Russia sterminata accanto alla sua sposa contadina Caterina. Affermava: se mi aiutate nei miei seri propositi, e non solo per cieca obbedienza religiosa ma anche per libera decisione sapremo insieme accogliere il bene e respingere il male. Anche Alessandro II così come Pietro si appellò a tutti.

 

L’esito della sanguinosa guerra di Crimea (oggi Ungheria) deve considerarsi guerra di religione che distrusse la Russia.

Scoppiò nel 1854-56 tra Russia da una parte e Turchia alleata con la Francia, Gran Bretagna, Piemonte, Corsica dall’altra parte. Ad essa partecipò anche Garibaldi malgrado che Mazzini l’avesse contrariato senza però preoccuparsi più di tanto, conosceva benissimo il mutevole parere delle politiche di Garibaldi che avrebbe seguito i repubblicani se agivano per primi altrimenti i monarchici ed era pronto a seguire Cavour se gli avesse offerto un programma d’azione al posto di quello di Mazzini.

 

Tutti i libri di storia ci rappresentano il grande liberatore degli oppressi, il grande ideatore dell’Italia unita pacifica e laboriosa ma è solo frutto di molta leggenda. Egli era sempre pronto a fare il capo supremo coraggioso militare alla testa di guapos pronto poi a voltargli la faccia. Le sue conquiste peggiorarono la situazione di una Europa unita proprio mentre si stava formando l’embrione della comunità europea.

 

Alessandro II dopo che la Grecia riuscì a rendersi indipendente dal dominio turco si proclamò protettore di tutti i cristiani residenti nell’impero ottomano ormai in declino ma egli ebbe un deciso rifiuto da parte di Costantinopoli che aveva deviato dal retto cammino generando il protestantesimo che apportò guerre feroci con il papato. Fu la Russia e non il papato che seppe conservare il cristianesimo nella sua purezza e nella verità originaria, non risparmiò la tirannia papale. In Russia era lo stato che costruiva chiese, conventi, cappelle ma a spese dei credenti.

 

Le associazioni religiose mistiche si moltiplicarono; tra queste si distinse quella di Tolstoj che ingenuamente o astutamente interpretava i sacri testi ma giustamente aspirava a una vita migliore, ad un Dio che non fosse quello dei preti corrotti e quello dei gendarmi seguaci dell’inquisizione e delle torture nelle fetide carceri russe. Dio diceva ha eretto il suo tempio nel petto dell’uomo, non occorre un clero come intermediario. Iddio ha dato agli uomini la legge del bene che deve combattere il male.

 

Solo l’amore fraterno evangelico è vincente e porta pace in terra agli uomini di buona volontà. Fra i sovrani russi fu Alessandro II che fu preso di mira con vari attentati alla sua vita; questo perché voleva un miglioramento dal punto di vista umano dei servi della gleba, ma non si interessò della loro emancipazione, ne danneggiò i nobili proprietari che potevano, se lo desideravano, vendere ai contadini solo la terra che confinava con le loro abitazioni. Agevolò la costituzione delle piccole comunità dei contadini (i volost) ma con il sottile scopo di controllarli.

 

In sostanza aumentò il divario tra aristocratici fondiari e contadini poveri che non avevano potere di acquisto per comprare la terra perché i latifondisti gonfiavano i prezzi. Per quanto poi riguarda l’istruzione, Alessandro II diede l’accesso alle scuole superiori e all’università ad ambo i sessi poveri e meritevoli esenti dalle tasse scolastiche.

 

Ma quando il numero di loro aumentava, Alessandro II fece un passo indietro per cui le università diventarono polveriere. Il popolo aveva capito che la libertà di coscienza non deve per forza coincidere con la religione. Osarono alzare la voce in difesa della vera libertà di coscienza anche molti sacerdoti e monaci.

La cultura aveva dato alle masse popolari la capacità di capire che si doveva essere soggetti di diritto non per timore delle pene infernali ma per dovere di coscienza che non era comandamento divino come predicava San Paolo nell’epistola ai romani.

 

Se andiamo a fare un’attenta riflessione sotto questo aspetto nulla è cambiato nella gestione degli immensi patrimoni accumulati dalla società azionaria delle chiese gestite in nome del cielo per il benessere collettivo. E’ giusto che per il benessere collettivo i beni terrestri devono essere gestiti dallo stato laico.

 

 A governare ci devono essere uomini retti, coscienti del proprio dovere, onesti di fare il miglior uso dei beni comuni dal punto di vista del cristianesimo comunista. Ciò potrà avvenire se il partito di bandiera rossa, onesto e pulito, sotterrato ma non morto, si faccia di nuovo vivo con piena fede di abbattere il nuovo regime autoritario che non merita di essere chiamato democratico e cristiano. Bisogna vigilare affinché il dicastero della giustizia e uguaglianza sociale non diventi corruttibile schiacciando la dignità dei poveri.

 

La crisi della democrazia si accompagnò con quella della vera sinistra che difendeva i più deboli. Come bisogna superare questa crisi? Si deve partire dalla cultura della scuola non intesa come bello edificio, dal lavoro, dalla ricerca. La politica non può essere professione ma servizio civile senza possibilità di lucro, corruzione e carriere non per merito ma per clientele.

 

Le forme di protesta non distinguono più la sinistra dalla destra per questo ci si sente insicuri senza speranza per il futuro. Ciò provoca un moto di sfiducia gigantesco che viene cavalcato da forze populiste e xenofobe che accalappiano i più creduloni per aumentare i loro poteri corrotti e anti democratici.

 

Bisogna partire dalla cultura, energia positiva, che portava avanti la buona sinistra. Si riaprirà la porta della lotta alle disuguaglianze per un’equa distribuzione delle risorse e così che le condizioni di vita chieste dal basso possono educare chi in alto sta nelle cariche. Il missile distruttivo di Renzi è decollato grazie alla rampa di lancio allestita da ciò che dice di essere sinistra ma non ha di essa nessuna caratteristica. La buona cultura sarà la guida efficace per combattere violenze e terrorismo.

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