Fossato Jonico, ma Carmelo Spizzica inteso 'U Raggiatu, ci ha lasciati

03.07.2016 10:23

 

Stroncato da un infarto nella notte, è tornato alla Casa del Padre. Lascia la moglie, Anna Mangiola, quattro figli e nipoti. Nei giorni passati, era stato a Bergamo dai figli e per un check-up in ospedale

CARMELO SPIZZICA ‘U RRAGGIATU, 74 ANNI, HA SCELTO L’ESTATE PER ANDARSENE

Domenico Salvatore

Caro Carmelo ti scrivo…Sui muri di Melito Porto Salvo, mia dimora provvisoria, nemmeno un manifesto per annunziare urbi et orbi, la tua dipartita.

Apprendo la ferale notizia, per caso, dentro un negozio di parrucchiere da un altro ‘fossatoto’. Le satire di Orazio mi vengono in aiuto…”Omnibus et lippis notum et tonsoribus esse…”

-Ieri sera  sono stato al funerale ed oggi eccomi qui…

-Perché, chi è morto?

-Melu ‘U ‘Rraggiatu…

-Ma che dici? Stai scherzando?

-No, purtroppo proprio ieri sera abbiamo partecipato ai suoi funerali, pace all’anima sua e salute a noi.

Arrivederci Carmelo, mi hai preceduto nell’ultima dimora. Mi piacevano i tuoi discorsi sull’al di là, sulla Resurrezione. Avevi ritrovato una serenità invidiabile.

‘Sentivi’ che la morte fosse vicina e ti eri preparato spiritualmente.

Ma Anna non è stata solamente la tua sposa legittima. Anche amica, confessora, avvocata, compagna di viaggio, moglie, nonna e refugium peccatorum.

“In Paradiso ti accompagnino gli angeli,/al tuo arrivo ti accolgano i martiri,/ e ti conducano nella Santa Gerusalemme./ti accolga il coro degli angeli,/e con Lazzaro povero in terra/tu possa godere il riposo eterno nel cielo./Io sono la risurrezione e la vita./Chi crede in me anche se muore vivrà;/e chiunque vive e crede in me,/non morrà in eterno./Apritemi le porte della giustizia:/entrerò e renderò grazie al Signore./Questa è la porta del Signore:/per essa entrano i giusti./Celebrate il Signore, perché è buono;/perché eterna è la sua misericordia./ Ed anche”Nelle tue mani, Padre clementissimo, /consegniamo l’anima  del nostro fratello   / con la sicura speranza che risorgerà nell’ultimo giorno/insieme a tutti i morti in Cristo./Ti rendiamo grazie, o Signore,/per tutti i benefici che gli hai dato in questa vita,(come segno della tua bontà/e della comunione dei santi in Cristo./Nella tua misericordia senza limiti,/aprigli le porte del paradiso;/e a noi che restiamo quaggiù/dona la tua consolazione con le parole della fede,/fino al giorno in cui, tutti riuniti in Cristo,/potremo vivere sempre con te nella gioia eterna./Per Cristo nostro Signore./”.

Cantavano, Angiolo Silvio Novaro…”E l'estate vien cantando,/vien cantando alla tua porta./Sai tu dirmi che ti porta?/Un cestel di bionde pesche/vellutate, appena tocche,/e ciliege lustre e fresche,/ben divise a mazzi e a ciocche./…”

E Giuni Russo…”Un'estate al mare, voglia di remare/fare il bagno al largo/per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni/Un'estate al mare, stile balneare/con il salvagente per paura di affogare.../Sopra i ponti delle autostrade/c'è qualcuno fermo che ci saluta/senti questa pelle com'è profumata/mi ricorda l'olio di Tahiti/Nelle sere quando c'era freddo/si bruciavano le gomme di automobili/Quest'estate voglio divertirmi per le vacanze...”

Edoardo Vianello…”A Abbronzatissima/sotto i raggi del sole,/come è bello sognare,/abbracciato con te./A Abbronzatissima/a due passi dal mare,/come è dolce sentirti/respirare con me./Sulle labbra tue dolcissime/un profumo di salsedine/sentirò per tutto il tempo/di questa estate d'amor./Quando il viso tuo nerissimo/tornerà di nuovo pallido,/questi giorni in riva al mar/non potrò dimenticar./…”

I tuoi 74 anni? Un’affacciata di finestra.

Figlio unico di contadini, Nino e Gianna. Attaccatissimo alla nonna ‘Filumena Arona’. Arrivasti a prendere la Licenza Elementare.

Papà, emigrò in Canada, a Montreal; e con il ‘gruzzoletto’, frutto di durissimi anni di stenti e sacrifici, comprò una bottega per assicurarti un avvenire.

Moltissimi ricordi, sono legati e collegati a quegli anni di Via Maddalena Morisani. D’emblèe…le skitarrate sul bizòlo di mastro Gilormo; la radio a batteria ed anche con la corrente elettrica; le canzoni, la chitarra, mandolino e fisarmonica, con Pepè da posta; la mortadella della Galbani, il salame della Locatelli, il pane di don Bruno Verduci, che arrivava tutte le mattine con il Lambro, le ricotte, il vino, le olive, gli amici, le schiddicchiate con Nino e Franco; i giornali; il Milan; il Fossato, dopo che il trainer Davide Vitrò sbarcato in Canada lascò il testimone a Giuseppe Stellittano, alias ‘U Gnuredu; i bagni nella cascata; ‘U fubbulu; Carosello; ‘U bar i don Natu e di ‘Ntoni Foti o di ‘Ngeniu; la chiesa, don Angelo, le novene di Natale; i partiti; le elezioni comunali; il circolo di don Saverio Scaramuzzino; i mandarini del Podestà; i finocchi e le lattughe del farmacista; i cazzusi ca’ pallina, ‘i maru ‘ndon Ninu Mbrosciu; le battute dei nonni, compagni di muretto; i trappiti ‘Garibaldi’, di San Pietro, Sant’Antonio, San Michele, del podestà, Guarna, Fossatello, Casaluccio, Serro e Santu Luca; i palazzi di ‘gnuri e di signurini; il valzer delle Poste; il mobilificio dei fratelli Morabito; il mulino di Mastro Peppino Zumbo, del podestà, di Micarelli Saffi; pasta e carne dopo la solette; ma gli ‘scarpari’ si chiamavano: ‘Ninuzzu’; i sarti: ‘Cicciu ed i falegnami: mastru Peppi; l’arrivo della strada provinciale e dell’autobus; le frittolate, ‘curcuci, salaprisi’ e salame affumicato; la corsa degli asini; il ritorno degli emigranti; battezzi, prime comunioni e matrimoni in casa; funerali interminabili; le donne tutte con il ‘muccaturi’; i sedili del ‘mulino a fuoco’; i birilli di Ciccarelli; la processione di Maria Santissima del Buon Consiglio; le piene delle fiumare straripanti; la luce, identificata con la “Ciliona”, che se ne va ai primi tuoni e fulmini e torna (se vada bene) il giorno dopo; il lavatoio di Branchino.

Via dei Martiri sempre a rumore…‘A 250 Moto Guzzi ‘i Paulu Purteda; a Ducati 98 ‘i Paulu Fallara. E Mastru Cunsulatu…nc’è posta per tee. E Don Manueli…sta’ zittu tu, chi ti fazzu ‘u ‘fribbbali. Il torneo dei rioni: Milan, Fiorentina, Juventus, Torino; gli scontri fraterni con il Lacco di Giovanni Barilla, Saverio Pansera, Carmelo Verduci, Pietro Aloi, Tripodi, Licordari, Demetrio… .

Ma all’alba tutto il paese di Fossato era a rumore…gli zoccoli di asini, muli e cavalli, il bramito delle capre e capretti saltellanti, il belato di pecore ed agnelli smaniosi, il muggito di mucche e vitelli, in partenza per le campagne; il canto di galli e galline starnazzanti, sulla via, gli strilli di bambini capricciosi che d’inverno non vogliono lavarsi con l’acqua fredda gelata e si attardano a consumare la colazione, prima di andare a scuola; nei sotterranei del castello dei Piromalli.

L’avventura al Nord ed in Francia. Il matrimonio (durante il fidanzamento, ci andavi con la vespa di Giorgio a  Lanzena per la sterrata di Paludi, da Anna, che ti diede quattro figli e nipoti).

Branchino, ricordi belli e brutti; u gebbiuni ‘i Mastru Masi, ‘U Pascuni ‘e Grotti da Lamia, la scivolata del trattore. Il tiro al montone. La Fiera di Santa Filomena. La raccolta delle olive, delle castagne, delle more, dei fiori di ginestra. Le feste di piazza. L’arrivo della scuola media. Il Corpus Domini.

Si giocava o rianu, e brijhi, e fussitti e ciappittoli, o casteddhu, a liberati, a 24 a vurpi, a jhapparedu, a Peppi venatindi, a papagilormu, a zoppa zoppa jadineda, a musca cieca, a palla mbilinata, a cavallina, a facimu ogghiu, a crizza ecc.

Le nevicate sino a mezzo metro, le palle di neve, i ‘cannumeli’, i rosuli; ‘i mundalori della Roccalora; ‘a cazzuseda pu’ niputi ‘i Cicciu Larosa, Nunziatu i Larenzu, Mastru Petru, Micuzzu battilojhi, i Pacci, Ciliuni, Missineu, Giacuminu, Giuvà i ferru, mastru Cicciu u furgiaru, Carmelu Culinu, ‘U Candanu, i Calenda, Tripodi, Mastru Brunu, ‘U zi’ Ngeniu…

Nemmeno al funerale ho partecipato, che sciocchezza! Ti resi maggio, direttamente al cimitero. Da bambini si disputava sul più coraggioso…

Doveva andare a ‘Pirareda’ a mezzanotte di luna piena e riportare un pegno, collocato precedentemente sul muro del camposanto.

Risalire per l’acciottolato non era facile, ma discendere, era quasi impossibile per la fifa blu. Molti, preferivano perdere la scommessa ed essere ‘bollati’ come pauroni.

Stavi sempre attento ai manifesti. Ora gli altri, (i pochi rimanenti e residenti, falcidiati dai tumori e leucemie, emigrazioni, diàspora ed èsodo, forse cinquecento, rispetto ai cinquemila del boom demografico), leggono il tuo. E’ tutto un giro. E Fossato, diventa sempre più una ghost town, se non un villaggio fantasma.

Se ne sono andati al cimitero (ma una quindicina, sono stati ammazzati) oppure in America, in Australia, in Francia,, Svizzera, Germania, Inghilterra.

Molti vecchi che non hanno conosciuto l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e della terra, hanno resistito per almeno novant’anni o giù di lì.

Amavi la vita, allietato da figli e nipoti, nonostante i numerosi acciacchi e le pillole a jhunte, ma nella tarda età avevi trovato la serenità; una tua filosofia: la liberazione dell'anima dalle passioni più materiali; liberazione dell'uomo dalle catene della sua esperienza limitata; l’uscita dalla caverna platonica.

C’era in te, la voglia spasmodica di sapere, di conoscere, di esplorare; sopra a quei sacchi di fave, grano, crusca, farina e farinaccio. Nel senso di informazione, istruzione, comunicazione. ‘Conosci te stesso’ dice Socrate.

 Ma Platone, sostiene che una persona abbia delle conoscenze già al momento della nascita; nozioni e concetti che non vengono appresi tramite l'esperienza.  La lotta fra il destriero bianco ed il cavallo nero, governati dall’auriga. Domenico Salvatore

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