DOMENICO ALAGNA

02.04.2016 00:41

      Rubrica Europa Ellenofona di Filippo Violi 

      Nel silenzio delle fonti e dei documenti, è il Catasto Onciario, che si riferisce al 1742, che ci annuncia le poche notizie biografiche che possediamo intorno a questo insigne cittadino bovese: « Sacerdote Don Domenico Alagna di questa Città di Bova, di anni 53, ordinato in titolo di sagro Patrimonio con li sotto descritti beni Patrimoniali, abita in casa sua propria con sua madre Caterinella Vitari vecchia di anni 82 2». Il calcolo è veloce, per cui avendo l'Alagna 53 anni nel 1742, se ne desume che egli sia nato nel 1689. Sfugge ad ogni certezza la data di morte, ma sappiamo ormai che, alla veneranda età di anni 86, egli diede alle stampe3, attraverso l'opera di Cesare Orlandi, Delle città d'Italia e sue isole adiacenti, Tomo IV, Stamperia Augusta, Perugia, 1775, il suo saggio su Bova. Fu presumibilmente tra i consiglieri culturali del vescovo di Bova Antonio Spedalieri, ma del fatto non si hanno prove certe. E' probabile che l'Alagna avesse già legato il suo nome a qualche altro scritto su notizie storiche ed ecclesiastiche di Bova, dal momento che egli era stato scelto dai pubblici Amministratori - chiamati 'Savi Regolatori' della sua città, a scrivere appunto la storia di quella Diocesi.

1 UNO STORIOGRAFO ILLUMINISTA

Chiamato da Cesare Orlandi, che aveva in mente di realizzare una impresa editoriale di largo respiro sulle città d'Italia, come egli stesso dichiarava nella Prefazione4, l'Alagna fu certamente il primo storico accertato della città di Bova. Questo è quanto oggi possiamo affermare, dal momento che coloro i quali scrissero di storia bovese dopo di lui, pur essendo il manoscritto in circolazione, non ne fecero cenno5. Probabilmente lo stesso Giuseppe Autelitano ebbe tra le mani lo scritto dell'Alagna. E' chiaro che anche l'Alagna rimise in circolo notizie già pubblicate, e fece riferimento a documenti d'archivio e ad una cronaca manoscritta del Medioevo. Doveva egli riportare quella «verità» dei fatti, così come voleva e pretendeva l'Orlandi, affinchè essi fossero descritti secondo "ragione", e cioè secondo una nuova metodologia storica. Non fu quindi l'Alagna uno storico "spontaneo", ma l'opera gli fu commissionata, perché egli era uno di coloro i quali potevano essere considerati "tra quelli il più ingenuo, il più esatto, il piùgiudizioso6". Sia per i suggerimenti dell'Orlandi, sia pure per la sua formazione intellettuale, l'Alagna non è nel cerchio degli storici di campanile che, con sicumera granitica - come sarà invece successivamente nell'Autelitano e nel Bertone Mesiano - parlano della storia del loro paese. Carità di patria ed ideologia del municipio sono spesso alla base dei fatti storici quando si parla di storia locale. L'Alagna se ne allontana e,

quando gli argomenti sono ostici o inverosimili, lascia la parola agli altri o li tralascia del tutto.

2 IL SAGGIO DI DOMENICO ALAGNA

Il lavoro dell'Alagna si articola in quattordici capitoli, che intendono raccontare la storia della città di Bova, dalla sua nascita alla fine del rito greco, dalla avvenimenti più memorabili alla presenza delle famiglie e dei personaggi che la resero celebre. Probabilmente il saggio scritto dall'Alagna era più articolato di quello che poi l'Orlandi pubblicherà nel Tomo IV, ed aveva come titolo: Breve e compendiosa Topografia o sia compendiose Notizie ecclesiastiche e civili della città di Bova. E' storia politica, sacra e profana, storia di una città che vanta antichi natali, sia pure spesso imbevuti di leggenda. Storia di uomini illustri, ma anche di piccole cose. Storia di fatti che ormai erano entrati nell'immaginario

collettivo, come quello dell'orma della regina, che contribuivano a rendere più fantastica la storia di Bova. Ma l'Alagna si muove spesso con prudenza, cercando di offrire al lettore-visitatore il pregio di una ricerca storica scientificamente fondata e di notevole dignità letteraria.

BIBLIOGRAFIA

Cesare Orlandi (curatore dell'opera), Delle Città d'Italia e sue Isole adiacenti. Compendiose notizie sacre e profane complilate da Cesare Orlandi, Patrizio di Fermo, di Atri e di Città della Pieve. Accademico Augusto. Dedicate alla Santità di N.S. Clemente XIV, in Perugia, presso Mario Riginaldi, 1770-1778, voll. 5.
Il Tomo in cui è inserito il lavoro dell'Alagna è il IV, del 1775, ed è dedicato a Papa Pio VI, pp.215-267

LA CRITICA

Pasquale e Francesca Tuscano (a cura di), D. Alagna, Bova Città nel Regno di Napoli nella Calabria Ulteriore (1775), Nuove Edizioni Barbaro di Caterina Di Pietro, Delianuova 2005. 

1 Sul Catasto Onciario del 1742 vedi: Antonella Plutino pubblica Bova nella Calabria Greca, il <<Catasto Onciario>> (1742), Apodiafàzzi, Bova 2001.
2 Catasto Onciario di Bova del 1742, Archivio di Stato di Napoli, vol. 6034, f. 36
3 Le prime notizie, anche se si tace o non si conosce il nome dell'Alagna, le abbiamo dal Callea che dice di aver trovato a Porta Portese a Roma "un foglio ingiallito ed isolato che recava il nome Bova". In realtà doveva essere più di un foglio quello ritrovato dal Callea, perché dal suo lavoro si ricavano molte notizie, riprese dalla monografia dell'Alagna. Vedi Leone Callea, Bova, un genocidio grecanico incompiuto, Montagnoli, Roma, 1984. pp. 47, p. 49-51, p. 53, ecc.. Per completezza di informazione va detto che la copia fotostatica del manoscritto era già in possesso di un grande maestro di civiltà e di cultura bovese, quale era Andrea Viola che, già nel 1979, lo aveva inviato al prof. Pasquale Tuscano, che ne ha curato recentemente una edizione critica: D. Alagna, Bova Città nel Regno di Napoli nella Calabria Ulteriore (1775), Nuove Edizioni Barbaro di Caterina Di Pietro, Delianuova 2005, a cura di P.asquale e Francesca Tuscano.

4 Delle Città d'Italia e sue Isole adiacenti. Compendiose notizie sacre e profane complilate da Cesare Orlandi, Patrizio di Fermo, di Atri e di Città della Pieve. Accademico Augusto. Dedicate alla Santità di N.S. Clemente XIV, in Perugia, presso Mario Riginaldi, 1770, tomo I, p.IV
5 In un veloce libretto pubblicato da don Ercole Lacava, Bova. Memorie del passato. La Storia, i Vescovi, le Chiese, Grafiche Enotria, Reggio Calabria, 2001, troviamo però già citato il testo dell'Alagna, così come era stato pubblicato dall'Orlandi. Nella bibliografia, infatti, il Lacava cita testualmente: Orlandi-Alagna, Bova Città del Regno di Napoli nella Calabria Ulteriore, Biblioteca Nazionale, Roma. Non c'è l'anno di pubblicazione, per cui riteniamo che il Lacava abbia consultato lo scritto che non recava nella prima pagina l'anno di pubblicazione. Inoltre l'autore attribuisce l'opera anche all'Orlandi, non sapendo probabilmente che egli era soltanto il curatore. Nello stesso anno Antonella Plutino pubblica Bova nella Calabria Greca, il <<Catasto Onciario>> (1742), Apodiafàzzi, Bova 2001. In questo testo il manoscritto dell'Alagna è citato con la data del 1774 e si dice conservato presso un archivio privato.



Cerca nel sito