Catanzaro teatro Politeama/ Per la serie ' A volte ritornano' va in onda " La Boheme"

19.01.2017 22:33

19 gennaio 2017    22:39

Posted by Domenico Salvatore

Al teatro “Politeama” di Catanzaro, con inizio alle ore 21.00 di sabato , 21 gennaio, in scena “La Bohème” di Giacomo Puccini…

“MI CHIAMANO MIMÌ…SULLA TUA BOCCA LO DIRÒ…”“O SOAVE FANCIULLA….”

di Maria Drosi

CATANZARO-Aria d’attesa in città. Per il ritorno della grande lirica.

Lo scenario naturale richiama l’ambientazione dell’Opera: cielo cinerino, freddo intenso, fiocchi copiosi di neve, sospinti dal vento silano per ogni dove, in questo inverno senza limiti; e qualche vetrina, che indugia a dismettere i fregi dai contorni natalizi, sopravvissuti al copione della festa , ormai consumata.

Per nostalgia o per rimpianto -chissà! – o per ricreare fedelmente l’atmosfera bohèmiene, che ormai domina tutt’intorno.

Con respiro soffuso, lieve. Appena sommesso. Per non turbare la magia.

E per dare più tono alla voce di Puccini, che sussurra: “ La Bohème non ha vessillo. Sopravvive con la discrezione “.

Da quel giorno…, nel quale il Maestro Compositore appose la parola “fine” allo spartito, e “firma”, in calce all’Opera, destinata a diventare la “Puccini-simbol”, nel panorama della lirica.

Risultati immagini per la boheme locandina

Era l’alba del 1895. Forse un’alba gelida. Come la “manina” di Mimì, nel suo estremo dono d’amore al suo Rodolfo.

E correva l’anno 1896. Centovent’anni fa. Sugli Annali del Teatro Regio di Torino, al 1° di febbraio, è segnata la prima messa in scena  del melodramma pucciniano. Era diretto dal maestro Arturo Toscanini.

Non fu successo. Non fu giubilo . Fu critica aspra, impietosa, inflessibile.

Non ebbe stessa sorte, invece, appena due mesi dopo. Era l’8 aprile 1896, e il “Massimo” di Palermo scandiva,  nella seconda rappresentazione de “La Bohème”, il trionfo dell’immenso Puccini.

Di un Puccini, tutto bohèmiene. Proprio nello stile, nel quale era immersa la sua vita.

Non era stato facile, per i due librettisti Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, confrontarsi con il carattere spigoloso e permaloso del Maestro, esigente oltre ogni misura, in linea e con lo spirito di scapigliato irriducibile, secondo i canoni che , da d’oltralpe, segnarono un’Epoca.

Ispirata al romanzo “Scénes de la vie de Bohème” , di Henry Murger, “La Bohème” fu causa della disputa tra due inseparabili amici, Puccini e Leoncavallo, i quali rivendicavano, ognuno per sé, il diritto d’autore.

Risultati immagini per la boheme locandina

“La Bohème”, amata, criticata, osteggiata, corteggiata, vissuta, “La Boheème”, espressa dallo stesso Giacomo Puccini, quale “fuga di tutte le facoltà umane”!

Modus vivendi di un’intera generazione, artistica e non, nella Francia di metà ‘800, votata ad una libertà trasandata, rivolta ad una spensierata, povera e malinconica esistenza.

Così si snodava la bohèmiene generation. Che intesseva intrecci d’amore, consumava illusioni e disillusioni.

In una gelida soffitta di città. E quattro giovani artisti. Travolti in addii e riconciliazioni . Ripiegati nelle pene di amore e di morte.

Angosciati e vittime di una gioventù sfrenata ed insaziabile , improntata in visioni esistenziali, contorte e senza tempo.

Si canticchiano le “aree” de “La Bohème . Sublimi. Struggenti. Impareggiabili. Per vicoli e per piazzuole. Per le vie, per giardini e per i parchi della città.

“Mi chiamano Mimì…Sulla tua bocca lo dirò…” , sussurra Mimì.

“O soave fanciulla….” , sospira Rodolfo.

      Intanto , il Politeama, registra il tutto esaurito. Il cast, già da alcuni giorni, è presente in città. Si susseguono le prove. Freneticamente. E gli allestimenti, all’interno del teatro, sono in atto. Poi , il cliché del conto alla rovescia.

       Fedorovic Stravinskij, vent’anni fa, a Venezia, in un’ovattata sera del 1956, confidava: “Più invecchio, più mi convinco che La Bohème sia un capolavoro”!

        E Puccini , sopravvive testardo; vive, invasivo di passione; si aggira, nell’aria urbana, già pregna di storia; aleggia nell’atmosfera senza tempo.

         In essa, tutta la sua vita: “ i colori cupi e le tentazioni della grande città, lo spettro della miseria e del gelo, gli amici di baldoria, il bisogno d’amore, la spensieratezza della gioventù, la passione profonda per qualcosa di inafferrabile”

          Tutto lui . Tutto Giacomo Puccini.

Maria Drosi

Risultati immagini per Catanzaro  Risultati immagini per Catanzaro

Risultati immagini per Catanzaro

Cerca nel sito