CANTI ANONIMI DELLA BOVESIA E DELLA VALLATA DELL’AMENDOLEA (1/2 cont.)

10.06.2016 16:28
Rubrica Europa Ellenofona di Filippo Violi  -  
 
Questi canti, alcuni dei quali conosciuti in quasi tutta la zona, non sono riportati nei <<Testi Neogreci di Calabria>>. Di essi, parte sono stati recuperati da me e pubblicati in una mia recente edizione1; altri, come già indico nel testo di tradizioni popolari, si possono trovare sparsi in qualche altra pubblicazione come quella del Circolo di cultura greca “Apodiafàzzi” o nella rivista “Calabria Sconosciuta”. Sono canti natalizi, formule rituali per il malocchio, una ninna nanna, lamentazioni funebri, ecc.
NINNARELLA
Escèfima na travudìome
tin novèna tos Ajo Christòjenna2
Ce travudùme me tossi allegrìa
jènnete o Jòse ti mMarìa
Arrivèspeme sto trappìto
ce i vuthulìa eghìrezze viàta
Arrispùndezze Micu Mbutèri
………..
NINNARELLA3
Siamo usciti per cantare
la novena del Santo Natale
e cantiamo con allegria,
nasce il Figlio di Maria
Siamo arrivati al frantoio
e la mucca girava continuamente
ha risposto Micu Mbuteri4
si sono spenti i lumi.
………….
I NAKA5
Tin nàka tin ècama sto trìspito
na nnacarìzo to pedì
ninnalaò, ciùma pedì.
To nnacarìzo cataò ce catacì
ce ciùma, pedì!
Ti èrkete o pàtrissu
e mu zitài faghì,
ninnalaò, ciùma pedì.
‘Erkete o pàtrissu
ce mu zitài faghì
ce egò jà’ssè den cànno faghì,
ninnalaò, ciùma pedì!
Ninnalaò, ciùma, pedì,
ti èrkete o patrissu ce mu tavrì
ti mu zitài faghì
c’esù den m’afìnise na càmo faghì.
Ninnalaò, ninnalaò, ciùma pedì,
se nnacarìzo catacì ce cataò
c’esù den ciumàse,
ninnalaò, ninnalaò,
…….
LA CULLA
La culla che ho costruito sul trespolo6
per cullare il bambino,
ninnalaò, dormi, fanciullo.
Lo cullo in là e in qua
e dormi bambino!
Perché viene tuo padre
e mi chiede il cibo
ninnalaò, dormi, fanciullo.
Viene tuo padre
e mi chiede cibo
e io per colpa tua non cucino il cibo
ninnalaò, dormi fanciullo.
Ninnalaò, dormi, fanciullo.
Perché viene tuo padre e mi picchia
poiché mi chiede cibo
e tu non mi lasci cucinare.
Ninnalaò, dormi, fanciullo,
ti cullo in qua e in là
ma tu non dormi,
ninnalaò, ninnalaò,
ninnalaò, dormi, fanciullo!
 
____________________________________________________________________
1 Cfr. F. VIOLI, Tradizioni popolari greco-calabre, Apodiafàzzi, Bova M., 2001
2 Ajo Christòjenna: genitivo plurale neutro, nome collettivo
3 Questi canti venivano eseguiti nel periodo natalizio, di casa in casa, per tutto il periodo delle novene
4 Micu Mbuteri: non era un personaggio proverbialmente abbastanza generoso per cui i suonatori in quella particolare serata, aggiunsero alcuni versi alla ninnarella per canzonare la sua avarizia
5. Per gli aspetti tradizionali di questi episodi vedi F. VIOLI, Tradizioni popolari greco-calabre, Apodiafàzzi, Bova, 2001, pp.45-48
6 trespolo: al trespolo veniva generalmente legata una cordicella in maniera tale che la madre potesse cullare il bambino anche da lontano, mentre accudiva alle faccende domestiche. La cosa non deve meravigliare perché in genere le stanze in una casa, nei tempi passati, erano al massimo due
Questo è uno dei rarissimi canti, se non l’unico, che abbiamo in lingua grecocalabra, utilizzato per conciliare il sonno ai bambini. L’altro, che troviamo nei <<Testi Neogreci di Calabria>>, potrebbe essere il canto della Marìa Migdalinì, che sembrerebbe però essere un canto propiziatorio per il sonno, per grandi e piccini, oppure per preservare la gente dal pericolo dei serpenti.CANTI ANONIMI DELLA BOVESIA E DELLA VALLATA
DELL’AMENDOLEA
Questi canti, alcuni dei quali conosciuti in quasi tutta la zona, non sono riportati nei <<Testi Neogreci di Calabria>>. Di essi, parte sono stati recuperati da me e pubblicati in una mia recente edizione1; altri, come già indico nel testo di tradizioni popolari, si possono trovare sparsi in qualche altra pubblicazione come quella del Circolo di cultura greca “Apodiafàzzi” o nella rivista “Calabria Sconosciuta”. Sono canti natalizi, formule rituali per il malocchio, una ninna nanna, lamentazioni funebri, ecc.
NINNARELLA
Escèfima na travudìome
tin novèna tos Ajo Christòjenna2
Ce travudùme me tossi allegrìa
jènnete o Jòse ti mMarìa
Arrivèspeme sto trappìto
ce i vuthulìa eghìrezze viàta
Arrispùndezze Micu Mbutèri
………..
NINNARELLA3
Siamo usciti per cantare
la novena del Santo Natale
e cantiamo con allegria,
nasce il Figlio di Maria
Siamo arrivati al frantoio
e la mucca girava continuamente
ha risposto Micu Mbuteri4
si sono spenti i lumi.
………….
Questo è uno dei rarissimi canti, se non l’unico, che abbiamo in lingua grecocalabra, utilizzato per conciliare il sonno ai bambini. L’altro, che troviamo nei <<Testi Neogreci di Calabria>>, potrebbe essere il canto della Marìa Migdalinì, che sembrerebbe però essere un canto propiziatorio per il sonno, per grandi e piccini, oppure per preservare la gente dal pericolo dei serpenti.CANTI ANONIMI DELLA BOVESIA E DELLA VALLATA
DELL’AMENDOLEA
Questi canti, alcuni dei quali conosciuti in quasi tutta la zona, non sono riportati nei <<Testi Neogreci di Calabria>>. Di essi, parte sono stati recuperati da me e pubblicati in una mia recente edizione1; altri, come già indico nel testo di tradizioni popolari, si possono trovare sparsi in qualche altra pubblicazione come quella del Circolo di cultura greca “Apodiafàzzi” o nella rivista “Calabria Sconosciuta”. Sono canti natalizi, formule rituali per il malocchio, una ninna nanna, lamentazioni funebri, ecc.
NINNARELLA
Escèfima na travudìome
tin novèna tos Ajo Christòjenna2
Ce travudùme me tossi allegrìa
jènnete o Jòse ti mMarìa
Arrivèspeme sto trappìto
ce i vuthulìa eghìrezze viàta
Arrispùndezze Micu Mbutèri
………..
NINNARELLA3
Siamo usciti per cantare
la novena del Santo Natale
e cantiamo con allegria,
nasce il Figlio di Maria
Siamo arrivati al frantoio
e la mucca girava continuamente
ha risposto Micu Mbuteri4
si sono spenti i lumi.
………….
Questo è uno dei rarissimi canti, se non l’unico, che abbiamo in lingua grecocalabra, utilizzato per conciliare il sonno ai bambini. L’altro, che troviamo nei <<Testi Neogreci di Calabria>>, potrebbe essere il canto della Marìa Migdalinì, che sembrerebbe però essere un canto propiziatorio per il sonno, per grandi e piccini, oppure per preservare la gente dal pericolo dei serpenti.CANTI ANONIMI DELLA BOVESIA E DELLA VALLATA
DELL’AMENDOLEA
Questi canti, alcuni dei quali conosciuti in quasi tutta la zona, non sono riportati nei <<Testi Neogreci di Calabria>>. Di essi, parte sono stati recuperati da me e pubblicati in una mia recente edizione1; altri, come già indico nel testo di tradizioni popolari, si possono trovare sparsi in qualche altra pubblicazione come quella del Circolo di cultura greca “Apodiafàzzi” o nella rivista “Calabria Sconosciuta”. Sono canti natalizi, formule rituali per il malocchio, una ninna nanna, lamentazioni funebri, ecc.
NINNARELLA
Escèfima na travudìome
tin novèna tos Ajo Christòjenna2
Ce travudùme me tossi allegrìa
jènnete o Jòse ti mMarìa
Arrivèspeme sto trappìto
ce i vuthulìa eghìrezze viàta
Arrispùndezze Micu Mbutèri
………..
NINNARELLA3
Siamo usciti per cantare
la novena del Santo Natale
e cantiamo con allegria,
nasce il Figlio di Maria
Siamo arrivati al frantoio
e la mucca girava continuamente
ha risposto Micu Mbuteri4
si sono spenti i lumi.
………….
Questo è uno dei rarissimi canti, se non l’unico, che abbiamo in lingua grecocalabra, utilizzato per conciliare il sonno ai bambini. L’altro, che troviamo nei <<Testi Neogreci di Calabria>>, potrebbe essere il canto della Marìa Migdalinì, che sembrerebbe però essere un canto propiziatorio per il sonno, per grandi e piccini, oppure per preservare la gente dal pericolo dei serpenti.

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