BRUNO STELITANO

19.05.2016 15:07
Rubrica Europa ellenofona dei Filippo Violi
                       Bruno Stelitano è nato nel 1941 a Roghudi, è stato dipendente comunale di Roghudi Nuovo ed oggi è in pensione. Ha sempre avuto la passione per la poesia e per la cultura grecanica, pur essendo schivo da presenzialismi, considerata la sua innata timidezza e sensibilità. Si occupa altresì della storia della comunità ellenofona roghudiota.
Scrive poesie in grecanico ed ha ricevuto il premio “Delia” 2004. Le tematiche letterarie di Bruno Stelitano spaziano dai canti sulla lingua agli affetti familiari, dal dolore per la discesa a valle - e il conseguente abbandono del proprio paese - ai canti della natura.
Ma è soprattutto il tema della lingua quello in cui si avverte di più il sentimento dello Stelitano. Sembrerebbe quasi un atto di disperazione cercare di salvarla. E per fare ciò, dice lo Stelitano, bisogna invocare la forza dell’apprendimento, dello studio, della possibilità di scrivere, affinché essa non venga dimenticata.
Sembrerebbe un paradosso che un uomo possa dimenticare la sua lingua, ma così non è! L’autore sa che non c’è più nessuno con cui egli possa parlarla, allora sente il bisogno di studiarla, di leggerla e, soprattutto, di scriverla.
Lo Stelitano ha nel suo bagaglio l’esperienza condotta presso un ufficio, conosce l’importanza dello studio, sa che l’apprendimento della lingua e il suo studio, il saper scrivere, sono l’unico mezzo per mantenerla in vita.
Giova sottolineare con forza, anche qui, che quello della lingua e delle radici è uno dei motivi essenziali rintracciabili nei canti degli ellenofoni di Calabria. Lingua e radici. Entrambe le cose ineludibili:
PÈMU
Esù ti scèrise, pèmu!
Pèmu jà na matthèo!
Pèmu ti ècho na matthèo.
Ècho na matthèo na gràspo1,
ècho na matthèo na meletìo.
Na gràspo ce na meletìo
tin glòssama…
… na mi tin addismonìo
na mi chathì me ton kerò,
na pài viàta ambrò
fina ti chrìzi o kerò.
An addismonào tin glòssamu
ìmmo chamèno.
‘Immo chamèno tì addismonào
tin ghenìamu.
…….
DIMMI
Tu che sai, dimmi!
Dimmi perché io impari!
Dimmi che devo imparare.
Devo imparare a scrivere.
Devo imparare a leggere.
A scrivere e leggere
la nostra lingua …
… per non dimenticarla
perché non si perda col tempo
perché vada sempre avanti
finchè ha valore il tempo.
Se dimentico la mia lingua
sono perduto.
Sono perduto perché dimentico
le mie origini.
……..
IL REGISTRO LINGUISTICO
Nel 1993 ha pubblicato, unitamente a Salvatore Autelitano, un compendio di proverbi e motti della tradizione bovese e roghudiota, una indagine profonda, in anni di ricerca appassionata, sospinta dall’amore che l’autore ha sempre provato verso la cultura del suo paese d’origine: Roghudi2.
Scrivere poesia, infatti, con uno strumento linguistico ostico e affatto inedito, fornito dal dialetto greco di Calabria, fino a ieri del tutto privo di tradizione scritta, e perciò particolarmente idoneo a funzionare da banco di prova per una sperimentazione volta a rifondare o a costruire ex novo la lingua della tradizione lirica grecocalabra. E perciò questa poesia, che ama la gente semplice e la sentenziosità popolare, non è affatto popolare nel suo intrinseco, e nasce da un sentire eletto e da severe meditazioni: il che è dimostrato, d'altra parte, dalla stessa perfetta padronanza della lingua greca dialetto, innalzata a mezzo espressivo duttile, e capace di aderire a tutte le pieghe e le sfumature dell'anima del poeta.
Se gli assi tematici risultano abbastanza vicini a quelli della tradizione grecanica, i registri espressivi denunciano appunto una buona conoscenza della lingua madre, sicché la loro adozione risulta in definitiva una consolante riconquista delle proprie radicí, e insieme un modo per dotare la privatissima discesa nell'inconscio, operata attraverso l'atto idiomatico, di una solida base antropologica. E in questo che Bruno, pur legato a quel registro linguistico semplice e a volte elementare, cui lo costringe la sua lingua, ormai priva di aggettivazioni, risulta essere uno dei migliori poeti in lingua grecanica.
LA CRITICA
Le poesie di Bruno Stelitano sono state raccolte in F. VIOLI, I Nuovi Testi Neogreci di Calabria, Vol. II, ed. Iiriti, Reggio Calabria, 2005, un volume antologico che comprende tutti gli autori grecanici di Roghudi e Bova.
Altre notizie biografiche sull’autore, a cura di F. Violi, possono essere ricercate in «I Fonì tu Richudìu», ed. Associazione Culturale “Odisseas”, anno I, 2006/2007, n. 1-4.
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1 na graspo: congiuntifo aoristo di grafo; a Bova na grazzo
2 Autelitano S. – Stelitano B., Calabria nostra: Bova e Roghudi fonti di cultura popolare, Centro Studi Ellenofoni, Bova Marina, 1993 (presentazione di Filippo Violi)
 

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