AGESIDAMO

19.08.2016 18:30

Rubrica Europa Ellenofona di Filippo Violi - AGESIDAMO

Al pari di Eutimo, anche Agesidamo, figlio di Archèstrato, deve la sua fama al trionfo nei giochi di Olimpia (nel 476 a.C.) nella specialità del pugilato. Suo allenatore fu ‘Ilas. A differenza di Eutimo, però, le sue imprese ci sono state tramandate attraverso Pindaro1, il quale dedicò ad Agesidamo ben due delle sue odi Olimpiche, delle quali riportiamo i frammenti essenziali:
…………….
Leggete nella mia memoria dov'è scritto il nome 
del figlio di Archèstrato, vincitore ad Olimpia, 
perché gli sono debitore di un dolce canto 
mi è sfuggito2.
…………………..
La più alta Giustizia 
governa Locri Epizefiri, 
e vi si onorano Calliope ed il bronzeo Marte. 
Anche lo scontro con Cicno la suprema forza di Eracle vinse: 
E Agesidamo, vittorioso ad Olimpia 
nel pugilato, abbia gratitudine 
per Ila, come Patroclo per Achille3.
……………..
…………………….
(O Agesidamo) su di te la lira dal bel suono 
ed il dolce flauto spargono grazia 
e vasta gloria nutrono le Pieridi, figlie di Zeus. 
Anch'io insieme ad esse con solerzia 
venni alla gloriosa stirpe di Locri 
recando miele alla città dei forti, 
ed ho lodato l'amabile figlio di Archèstrato 
che vidi in quel giorno vittorioso e valoroso 
presso l'altare di Olimpia
bello ed immerso in quella giovinezza 
che un tempo, grazie alla Ciprigna, 
da Ganimede la spietata morte allontanò4.
………………………..
………………
Ora sappi Agesidamo, figlio di Archèstrato, 
che io, per la tua vittoria nel pugilato,
 canterò, sulla corona dell'aureo olivo, 
una dolce ode (che sarà) ornata 
dall'esaltazione della stirpe di Locri Epizefiri. 
Recatevi (tutti) laggiù!
Ed alle Muse assicuro 
che non incontreranno là 
un popolo inospitale o inesperto di arti, 
ma fiero in battaglia e sapiente5.
………………..
Grazie quindi alle odi di Pindaro le imprese di Agesidamo sono giunte fino a noi. L’atleta locrese era, tra l’altro, un esempio vivente degli ideali di civiltà, di giustizia e di coraggio della Repubblica di Locri, fin da quando, ancora fanciullo, era riuscito ad accedere alla corona olimpica.
 
 
 
______________________________________________________________
1 Pindaro nacque a Cinocefale, presso Tebe di Beozia, in un anno compreso tra il 522 e il 518 a.C. Fu considerato il maggiore poeta lirico corale greco del tardo arcaismo. Adolescente, andò ad Atene che, sotto l'influenza di Pisistrato e della sua famiglia, era diventata un importante centro intellettuale. Qui Pindaro incontrò Eschilo. Poi soggiornò per qualche tempo nell'isola di Egina. Le sue odi trionfali (Olimpiche, Pitiche, Nemee, Istmiche) cantano con immagini ardite le vittorie degli olimpionico e dei principi ai giochi o alla guerra. Non manca la riflessione morale, e ciò giustifica la grande fama che egli ebbe da vivo. Ammirato da tutti, fu citato come un classico subito dopo la sua morte, avvenuta nel 438 a.C. ad Argo. Aveva allora 80 anni. Quando Alessandro distrusse Tebe nel 335 a.C. , ordinò che la casa di Pindaro venisse risparmiata.
2 Pindaro, Olimpiche X, 1-4
3 Pindaro, Olimpiche X, 17-23
bello ed immerso in quella giovinezza che un tempo, grazie alla Ciprigna, da Ganimede la spietata morte allontanò
4 Pindaro, Olimpiche X, 113-125
5 Pindaro, Olimpiche XI, 10-19

 

AGESIDAMO
Al pari di Eutimo, anche Agesidamo, figlio di Archèstrato, deve la sua fama al trionfo nei giochi di Olimpia (nel 476 a.C.) nella specialità del pugilato. Suo allenatore fu ‘Ilas. A differenza di Eutimo, però, le sue imprese ci sono state tramandate attraverso Pindaro1, il quale dedicò ad Agesidamo ben due delle sue odi Olimpiche, delle quali riportiamo i frammenti essenziali:
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Leggete nella mia memoria dov'è scritto il nome del figlio di Archèstrato, vincitore ad Olimpia, perché gli sono debitore di un dolce canto che mi è sfuggito2.
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La più alta Giustizia governa Locri Epizefiri, e vi si onorano Calliope ed il bronzeo Marte. Anche lo scontro con Cicno la suprema forza di Eracle vinse: E Agesidamo, vittorioso ad Olimpia nel pugilato, abbia gratitudine per Ila, come Patroclo per Achille3.
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(O Agesidamo) su di te la lira dal bel suono ed il dolce flauto spargono grazia e vasta gloria nutrono le Pieridi, figlie di Zeus. Anch'io insieme ad esse con solerzia venni alla gloriosa stirpe di Locri recando miele alla città dei forti, ed ho lodato l'amabile figlio di Archèstrato che vidi in quel giorno vittorioso e valoroso presso l'altare di Olimpia
1 Pindaro nacque a Cinocefale, presso Tebe di Beozia, in un anno compreso tra il 522 e il 518 a.C. Fu considerato il maggiore poeta lirico corale greco del tardo arcaismo. Adolescente, andò ad Atene che, sotto l'influenza di Pisistrato e della sua famiglia, era diventata un importante centro intellettuale. Qui Pindaro incontrò Eschilo. Poi soggiornò per qualche tempo nell'isola di Egina. Le sue odi trionfali (Olimpiche, Pitiche, Nemee, Istmiche) cantano con immagini ardite le vittorie degli olimpionico e dei principi ai giochi o alla guerra. Non manca la riflessione morale, e ciò giustifica la grande fama che egli ebbe da vivo. Ammirato da tutti, fu citato come un classico subito dopo la sua morte, avvenuta nel 438 a.C. ad Argo. Aveva allora 80 anni. Quando Alessandro distrusse Tebe nel 335 a.C. , ordinò che la casa di Pindaro venisse risparmiata.
2 Pindaro, Olimpiche X, 1-4
3 Pindaro, Olimpiche X, 17-23
bello ed immerso in quella giovinezza che un tempo, grazie alla Ciprigna, da Ganimede la spietata morte allontanò
4.
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Ora sappi Agesidamo, figlio di Archèstrato, che io, per la tua vittoria nel pugilato, canterò, sulla corona dell'aureo olivo, una dolce ode (che sarà) ornata dall'esaltazione della stirpe di Locri Epizefiri. Recatevi (tutti) laggiù! Ed alle Muse assicuro che non incontreranno là un popolo inospitale o inesperto di arti, ma fiero in battaglia e sapiente5.
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Grazie quindi alle odi di Pindaro le imprese di Agesidamo sono giunte fino a noi. L’atleta locrese era, tra l’altro, un esempio vivente degli ideali di civiltà, di giustizia e di coraggio della Repubblica di Locri, fin da quando, ancora fanciullo, era riuscito ad accedere alla corona olimpica.
4 Pindaro, Olimpiche X, 113-125
5 Pindaro, Olimpiche XI, 10-19

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