ACHILLE NEL BREBION

02.10.2016 12:47

Achille (in greco antico Ἀχιλλεύς, Achilléus, in latino: Ăchillēs, -is). E’ su questo nome che il prof. Franco Mosino, nel commentare alcuni passi del “Brébion”, accentra la sua attenzione.

Achille è un personaggio della mitologia greca, soprannominato pié veloce o pié rapido; inoltre è uno dei principali eroi leggendari della guerra di Troia e il protagonista dell'Iliade.

La leggenda di Achille è una delle più ricche e antiche della mitologia greca.

Infatti oltre ad Omero, autore dell'Iliade, anche altri poeti narrarono di Achille, aggiungendo episodi inventati per completare il racconto della sua vita, laddove Omero aveva lasciato dei vuoti. Per questo si crearono leggende intorno ad Achille, spesso con storie discordanti tra loro, che ispirarono i poeti tragici e i poeti epici di tutta l'antichità, fino all'epoca romana.

Durante il periodo arcaico Achille è raffigurato come un guerriero armato e con la barba; in età classica è rappresentato come un giovane e in epoca ellenistica invece ha i capelli sciolti e il carattere impetuoso.

Achille, considerato l'eroe per eccellenza, era figlio di Pelèo, re dei Mirmìdoni e della ninfa nereide Teti. Alla sua nascita, la madre che voleva renderlo immortale, lo immerse per tre volte nelle acque del fiume Stige tenendolo per un tallone, che però rimase l'unica parte vulnerabile del suo corpo  perché non immersa. Per questo, quando ci riferiamo ad una parte debole fisicamente o psicologicamente, si definisce il "tallone di Achille". Achille viene citato anche nella Divina Commedia di Dante Alighieri. Lo troviamo nel Canto V dell'Inferno vv. 65-66 “…  e vedi il grande Achille che con Amore al fine combatteo.”, fra i Lussuriosi. Successivamente viene citato anche nel Canto XXVI, sempre dell'Inferno, fra i Consiglieri fraudolenti, tormentati all'interno di fiamme a forma di lingua. Infine Achille è ancora citato nel Canto XXXI fra gli sfidanti delle divinità e i superbi, condannati all'immobilità.

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Ma passiamo al “Brébion”, 471. Nel Brébion si leggono numerosi nomi personali di tradizione bizantina, però ce n’è uno “ Ἀχιλεύς “ non appartiene all’onomastica religiosa di Bisanzio, ma è di ascendenza classica (Iliade), ed è pur privo del raddoppiamento ( Ἀχιλλεύς), secondo l’uso della poesia epica. Finisco con la domanda: l’ecclesiastico della Metropoli di Reggio, certamente un dotto, scrive “Ἀχιλεύς “ perché conosce il testo dell’Iliade (dal verso 1 in poi) in greco?

Occorre offrire una importante considerazione metodologica, al fine di evitare che i bizantinisti ignorino il greco classico e che i classicisti non conoscano il greco medievale… Pierre Chantraine (+ 1974) ha dimostrato con il suo eccellente dizionario etimologico-storico del greco, che ciò è possibile. E infatti Chantraine possedeva la conoscenza assoluta della lingua greca dalla Lineare B al neogreco.

 

Questo dominio sui secoli del greco gli consentiva di connettere agevolmente l’alfa e l’omega del vocabolario ellenico. E’ necessario incoraggiare i giovani ad imitare Chantraine!

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